Il Personal Trainer, i Neuroni Specchio e l'Apprendimento Imitativo

Il Personal Trainer, i Neuroni Specchio e l'Apprendimento Imitativo
Ultima modifica 10.01.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Neuroni Specchio
  3. Apprendimento Motorio
  4. Esempio
  5. Conclusione
  6. Bibliografia

Introduzione

Uno degli aspetti fondamentali del lavoro di un personal trainer (PT) è insegnare correttamente i gesti motori necessari al movimento atletico sportivo.

neuroni specchio e apprendimento motorio imitativo Shutterstock

Dimostrazione e successiva emulazione si rivelano elementi fondamentali allo scopo, in quanto creano le migliori basi per l'apprendimento.

Per approfondire: Come Scegliere il Personal Trainer?

Neuroni Specchio

Dalla nascita alla morte, l'apprendimento consiste nell'osservazione, nella comprensione, nell'elaborazione e nell'imitazione. La spiegazione neurofisiologica a questo normale processo, che ha caratterizzato l'evoluzione filogenetica ed ontogenetica, è una speciale classe di neuroni con la capacità di attivarsi nell'eseguire e nell'osservare un'azione motoria. Vediamo di fare un po' di chiarezza.

All'inizio degli anni '90 un team di ricercatori, guidato da Giacomo Rizzolatti e composto da Vittorio Gallese, Leonardo Fogassi e Luciano Fadiga, studiando un macaco Nemestrino con l'uso tramite micro-elettrodi, una speciale classe di neuroni a livello dell'area F5 nella corteccia premotoria. Questi si attivavano sia durante l'esecuzione di un compito (o un'azione), sia alla vista dello stesso compito eseguito da un altro soggetto.

La scoperta fu un vero e proprio caso di serendipità, quindi un misto di fortuna e casualità. Per la loro caratteristica di riflettere le azioni viste come se "ci si specchiasse" venne dato loro il nome di "neuroni specchio". Per il conflitto etico di eseguire studi con micro-elettrodi interni nell'uomo, vennero poi usate varie nuove metodiche diagnostiche – grazie soprattutto a Marco Iacoboni – che sarebbero state fondamentali per sancire la presenza di questa classe nella nostra specie. Le principali aree specchio scoperte sono:

·         Porzione rostrale anteriore del lobo parietale inferiore

·         Settore inferiore del giro precentrale

·         Settore posteriore del giro frontale inferiore

·         Settore anteriore la corteccia premotoria dorsale.

I neuroni specchio sono implicati, oltre che nell'apprendimento imitativo, anche nella comprensione delle azioni, permettendo peraltro di anticiparne l'esito, e nella comprensione delle emozioni, meccanismo che ci permette di entrare in empatia con gli altri individui – correlato alla cosiddetta intelligenza emotiva.

Riferendoci in questa sede esclusivamente all'apprendimento per imitazione, diamo uno sguardo generale al concetto di "apprendimento".

Apprendimento Motorio

Come avviene l’apprendimento motorio?

L'apprendimento, per dirla in breve, è l'acquisizione di una "tecnica" che potrà essere riproposta successivamente; nello specifico, l'apprendimento motorio è l'acquisizione di un nuovo pattern (modello) che comprende un'azione, un comportamento e un'espressione.

L'apprendimento motorio comprende sempre tre stadi:

  1. Coordinazione grezza
  2. Coordinazione fine
  3. Autonomo o della disponibilità variabile.

I neuroni specchio ricoprono senz'altro un ruolo fondamentale nel primo stadio, e con la ripetizione si passerà successivamente agli altri due stadi.

Il concetto di imitazione può essere interpretato in due modi:

  1. il primo si riferisce alla capacità di un individuo di replicare un atto, appartenente al suo repertorio motorio, dopo averlo osservato da altri;
  2. il secondo presuppone che un individuo, osservando un atto altrui, apprenda quel pattern d'azione nuovo arrivando a svolgerlo, tramite la ripetizione, in modo sempre più dettagliato.

L'imitazione è essenziale per l'apprendimento. Nell'osservazione di un atto motorio non presente nel nostro "database", i neuroni specchio si attivano spezzettando l'atto osservato in più frammenti. Ogni frammento corrisponde ad un movimento già immagazzinato, transitivo oppure no; poi, tramite la collaborazione di altre aree frontali, tutti questi frames vengono assemblati permettendo la riproduzione del gesto attraverso la definizione di un nuovo pattern motorio.

Come impostare l’apprendimento motorio

È evidente come i processi attentivi siano importantissimi durante la visione dell'atto motorio. In base a questo, un buon personal trainer seguirà specifiche linee guida ogni qual volta si troverà a dover far apprendere un nuovo esercizio.

Di seguito ci riferiremo quasi esclusivamente agli esercizi motori di multiarticolari (che coinvolgimento di più articolazioni) i quali – vista la tendenza dei neuroni specchio di attivarsi maggiormente per atti motori complessi e non per singoli movimenti muscolari – sono da preferire nella maggioranza dei casi pratici. Oltretutto, i multiarticolari risultano indispensabili per quasi tutti gli obiettivi ricercati dai vari soggetti (ipertrofia muscolare, sviluppo della forza massima, dimagrimento, allenamento funzionale ecc).

In questi esercizi rientrano sicuramente: vari tipi di Squat, vari tipi di Stacchi, vari tipi di Affondi, Lat machine o Trazioni alla sbarra, Distensioni in panca piana e inclinata con bilanciere o manubri, Spinte in alto con manubri o Military Press, Panca Piana presa stretta o Dip alle parallele, Sit Up ed altri ancora.

Appare scontato come, negli anni, un bravo personal trainer debba aver appreso l'esecuzione perfetta di ogni esercizio, in modo da riproporlo nella maniera più corretta possibile – tale viene definita capacità dimostrativa. Ricordiamoci che per il cliente tale gesto motorio potrebbe non essere mai stato visto prima, o alla meno peggio mai svolto e, per fare in modo che riesca a padroneggiarlo al meglio, è necessario dare un input corretto fin dalla prima seduta.

È buona norma fornire anche una breve spiegazione dell'esercizio che si vuole far svolgere. Attenzione però, sarebbe totalmente inutile e fuorviante trasmettere informazioni eccessive. La soluzione migliore, grazie anche alla conoscenza del sistema specchio, è sicuramente quella di dare una piccola spiegazione mentre si mostra l'esercizio.

La velocità di esecuzione della dimostrazione dovrebbe essere la più naturale possibile – perciò né troppo lenta, né troppo veloce – dando la possibilità ai neuroni specchio di codificare la giusta tempistica esecutoria. Sempre riguardo la velocità di esecuzione è importantissimo far apprendere correttamente la fase eccentrica, che dev'essere più lenta della concentrica e ben controllata.

Non sarà necessario stare delle ore a dimostrare l'esercizio; 5-6 ripetizioni (rep) dovrebbero essere più che sufficienti. È anche importante attendere qualche secondo prima di far eseguire il gesto, per lasciare il tempo di comprendere ed elaborare tutto quanto. Se proprio fosse indispensabile, si potrebbe dare un "rinforzo" mettendosi di fronte e svolgendo il movimento in contemporanea al soggetto, in modo da attivare ulteriormente i processi imitativi; è sempre meglio mettersi di fronte al cliente poiché durante l'imitazione i neuroni specchio risultano attivi per l'osservazione specchiata con congruenza spaziale e non anatomica.

Ci si potrebbe limitare a dare inizialmente pochi accorgimenti, per non distrarre troppo l'attenzione dall'esecuzione e per non calarsi fin da subito nei dettagli, preferendo la forma globale del movimento. In un secondo momento (terza o quarta seduta in linea di massima) sarà possibile dedicarsi più ai dettagli, magari in taluni casi facendo eseguire delle piccole variazioni per favorire l'attivazione maggiore di un distretto muscolare a discapito di un altro.

Coordinazione Grezza Coordinazione Fine Disponibilità Variabile
Comprende il processo d'apprendimento che va alla comprensione del compito di movimento fino allo stadio della coordinazione (l'allievo, in condizioni favorevoli, è in grado di eseguire il movimento). Va dallo stadio della coordinazione grezza fino alo stagio della coordinazione nel quale l'allievo è in grado di eseguire il nuovo movimento in modo aderente al modello tecnico, quasi senza errori, quindio raggiunge già buone prestazioni. Va da quanto si raggiunge lo stadio della coordinazione fine al momento della disponibilità variabile, lo stato della maestria. L'atleta è in grado di usare efficacemente il movimento, anche in condizioni difficili e non abituali.

Esempio

Facciamo ora un esempio pratico, prendendo come esercizio la panca piana con bilanciere:

  1. Conducendo il soggetto all'attrezzo si specifica come l'esercizio dovrebbe far lavorare il gran pettorale come agonista principale, insieme a tricipite brachiale e deltoide anteriore – senza calcolare stabilizzatori e antagonisti.
  2. Ci si posiziona quindi sull'attrezzo mostrando il gesto, iniziando ad eseguire le famose 5-6 rep, con piccoli riferimenti tecnici di sottofondo alla dimostrazione dell'esercizio, ricordandosi di risaltare la lentezza ed il controllo della fase eccentrica, e ribadendo di non salire nella concentrica con troppa foga per evitare infortuni articolari; inoltre, si dovrebbe porre l'accento sull'arco di movimento che da percepire nella sua ampiezza totale (scongiurando limitazioni funzionali).
  3. Dopo qualche secondo, si inviterà il soggetto a mettersi in posizione. Trattandosi di un attrezzo che non permette di "specchiarsi", data la posizione supina, ci si limiterà a pochi suggerimenti e supportare il controllo del bilanciere o dei manubri.

In altri esercizi come l'affondo avanti è invece possibile sfruttare l'opzione dell'imitazione specchio, dove al nostro piegamento della gamba destra deve corrispondere un piegamento della sua gamba sinistra.

Nelle sedute successive, a seconda dell'esercizio, è possibile lavorare più sui dettagli, quindi anche con velocità minori rispetto alla norma, magari anche effettuando degli accorgimenti posturali che rendono il compito motorio più difficile.

Conclusione

Il sistema dei neuroni specchio sottolinea ancor di più l'importanza della dimostrazione di un esercizio da parte del personal trainer che, trovandosi quasi sempre a lavorare con tempi stretti e molte volte con soggetti che rischierebbero seri danni muscolo-articolari per un apprendimento non totalmente corretto dell'esecuzione, trova una chiave essenziale nell'apprendimento imitativo.

Oltre che nel body building, è doveroso sottolineare l'importanza dei neuroni specchio in tutti gli sport di tipo situazionale (calcio, basket, tennis ecc), nei quali ogni gesto motorio da apprendere ha un obiettivo ben preciso all'interno della gara, e dove la comprensione anticipata dell'azione avversaria fa la differenza.

 "I neuroni specchio sono per le neuroscienze ciò che il DNA è stato per la biologia". (Vilayanur Ramachandran).

Bibliografia

  • Marco Iacoboni, I Neuroni Specchio: Come capiamo ciò che fanno gli altri, Bollati Boringhieri (2008)
  • Giacomo Rizzolatti, Lisa Vozza, Nella mente degli altri: Neuroni specchio e comportamento sociale, Zanichelli (2008)
  • Giacomo Rizzolatti, Corrado Sinigaglia, So quel che fai: il cervello che agisce e i neuroni specchio, Raffaello Cortina Editore (2006) Roberto Nicoletti, Anna M. Borghi,Il Controllo Motorio, Il Mulino (2007)
  • Edward T. Howley, B. Don Franks,Manualeper l'istruttore di fitness, Calzetti e Mariucci (2006).

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer