Inquinamento: quanto è dannoso per chi fa sport

Inquinamento: quanto è dannoso per chi fa sport
Ultima modifica 29.04.2021
INDICE
  1. Lo studio
  2. Risultati della ricerca

L'attività fisica è fondamentale per la salvaguardia della salute del cuore. Per quanto riguarda i giovani, questo però è vero a condizione che lo sport non venga svolto all'aperto nei giorni in cui i livelli di inquinamento atmosferico sono alti. In quei casi, infatti, spesso i rischi di patologie cardiovascolari supererebbero i benefici dati dallo sport.

A dirlo, un nuovo studio coreano pubblicato sull'European Heart Journal e che ha coinvolto quasi 1,5 milioni di persone.

Lo studio

Fino ad ora, non erano molte le cose note in merito al bilanciamento tra i benefici per la salute dell'attività fisica svolta all'aperto e gli effetti potenzialmente dannosi dell'inquinamento atmosferico presente nei centri urbani.

I ricercatori del Seoul National University College of Medicine, in Corea del Sud, guidati dal professor Sang Min Park, hanno provato a fare luce su questo aspetto esaminando le informazioni del National Health Insurance Service su 1.469.972 giovani coreani di età compresa tra i 20 e i 39 anni, che vivono in diverse città.

Il campione che ha preso parte alla ricerca è stato osservato per diversi anni consecutivi e sottoposto a due screening di controlli ogni 1-2 anni.

Lo stesso team di ricercatori aveva già svolto in precedenza uno studio in merito, coinvolgendo però persone di mezza età. Questa invece è la prima volta che il target preso in considerazione è quello di persone più giovani.

Come si è svolto

A ogni controllo sanitario i partecipanti hanno completato un questionario, fornendo informazioni sulla loro attività fisica negli ultimi sette giorni. Queste informazioni sono state poi convertite in minuti di attività metabolica a settimana (MET-min/settimana) e, in base ai risultati, i giovani divisi in quattro gruppi: 0, 1-499, 500-999 e 1000 o più MET-min/settimana.

Le linee guida della Società Europea di Cardiologia raccomandano alle persone di fare 500-999 MET-min/settimana e questo equivale a correre o andare in bicicletta per 15-30 minuti cinque volte a settimana o camminare a passo svelto per 30-60 minuti cinque volte a settimana.

Per quanto riguarda i livelli di inquinamento, i ricercatori hanno preso in considerazione in particolare i livelli di PM10 e PM2,5, suddividendoli in bassi, moderati e alti.

Risultati della ricerca

Al termine della ricerca, il dottor Seong Rae Kim, primo autore dell'articolo apparso sulla rivista scientifica, ha dichiarato: «Abbiamo scoperto che nei giovani adulti, il rischio di malattie cardiovascolari, come ictus e infarto, aumenta con la diminuzione della quantità di attività fisica tra due periodi di screening, nel gruppo con bassi livelli di esposizione all'inquinamento atmosferico. Tuttavia, nel gruppo con alti livelli di esposizione all'inquinamento atmosferico, aumentare la quantità di attività fisica a più di 1000 MET-min/settimana potrebbe influire negativamente sulla salute cardiovascolare. Questo risultato è molto importante e suggerisce che, a differenza delle persone sopra i 40 anni, un'attività fisica eccessiva potrebbe non essere sempre benefica per la salute cardiovascolare dei più giovani, quando questi sono esposti ad alte concentrazioni di inquinamento atmosferico».

Dati specifici

Nel dettaglio, durante il periodo di follow-up si sono verificati 8.706 eventi cardiovascolari.

Tra le persone esposte ad alti livelli di inquinamento atmosferico da PM2,5, coloro che hanno aumentato il loro esercizio da 0 a 1000 MET-min/settimana o più, tra i due periodi di screening hanno avuto un aumento del 33% del rischio di malattie cardiovascolari rispetto a coloro che erano fisicamente inattivi e non avevano aumentato il loro livello di esercizio.

Tra le persone esposte a livelli da bassi a moderati di PM2,5, coloro che hanno aumentato l'attività fisica da nessuno a 1.000 MET-min/settimana o più hanno avuto un rischio ridotto del 27% di sviluppare malattie cardiovascolari, rispetto a coloro che sono rimasti inattivi.

Infine, per livelli da bassi a moderati di inquinamento atmosferico da PM10, c'è stato un aumento statisticamente significativo del 38% o del 22% del rischio di malattie cardiovascolari tra le persone che hanno iniziato a fare 1000 MET-min/settimana o più e poi hanno ridotto la loro attività a zero, o 1- 499 MET min/settimana, rispetto alle persone che hanno mantenuto lo stesso alto livello di attività. Questi risultati statisticamente significativi dimostrano che rispettivamente 74 e 66 persone su 10.000 svilupperebbero problemi cardiovascolari durante il periodo di follow-up.

Conclusioni

Secondo il professor Sang Min Park, che ha guidato la ricerca «I nostri risultati mostrano che quando i livelli di inquinamento atmosferico sono elevati, l'esercizio fisico oltre la quantità raccomandata può compensare o addirittura invertire gli effetti benefici».

Lo studio, tuttavia, ha dei limiti, visto che non può dimostrare che l'inquinamento atmosferico provochi un aumento del rischio cardiovascolare, ma solo che è associato a esso.

Nonostante ciò, come sottolineato dal team di ricercatori, «abbassare il livello di inquinamento atmosferico dovrebbe essere un obiettivo globale prioritario, proprio anche al fine di massimizzare i benefici per la salute dell'esercizio fisico nei giovani adulti».