Frequenza Cardiaca a Riposo di Riccardo Borgacci

Frequenza Cardiaca

Cos’è la frequenza cardiaca?

La frequenza cardiaca (FC) è il numero di battiti o pulsazioni o contrazioni che il cuore manifesta in un determinato arco di tempo. È percepibile come vera e propria vibrazione (sussulto) del muscolo cardiaco, o monitorando i cambiamenti elettrici del cuore, o verificando le alterazioni di pressione nel circolo arterioso. La sua misurazione avviene solitamente in un lasso temporale di 60'' (1'), pertanto l'unità di misura della FC è detta battiti per minuto (bpm) o pulsazioni al minuto.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2019/07/02/frequenza-cardiaca-a-riposo-orig.jpeg
(fonte: Shutterstock)

La frequenza cardiaca è uno dei parametri corporei più importanti, perché direttamente correlata alla funzione vitale del cuore. Può aumentare o diminuire per regolare la circolazione sanguigna, in risposta a vari tipi di stimoli o per eseguire dei "compensi" fisiologici; certe importanti modificazioni vanno invece interpretate come sintomi patologici.

Esempi tipici di variazione "normale" della frequenza cardiaca sono in relazione a: attività fisica, pressione sanguigna, frequenza respiratoria o liberazione di ormoni-neurotrasmettitori come le catecolamine. L'aumento fisiologico delle pulsazioni cardiache è un modo per fornire più sangue, quindi più ossigeno, ai tessuti.

A Riposo

Importanza della frequenza cardiaca a riposo

A riposo tanto quanto sotto sforzo, la FC tende a diminuire con la crescita e lo sviluppo. I neonati hanno da 90 a 180 bpm, i bambini da 80 a 100 e gli adolescenti da 70 a 120.

La misurazione della frequenza cardiaca a riposo è un accertamento diagnostico molto importante. In condizioni di inattività, un cuore sano adulto batte circa 60-90 (max 100) volte al minuto. Sotto questo parametro (fino a 50 bpm) vi è un'attitudine alla bradicardia, anche se ciò non richiede attenzione medica particolare; oltre potrebbe costituire un problema, anche se sono numerosissimi gli sportivi con meno di 50 bpm privi di qualunque sintomo o condizione disagevole. Tra 90 e 100 il valore è ancora considerato normale, ma tassi persistenti tra 80-100 bpm, soprattutto durante il sonno, possono costituire segni di ipertiroidismo o anemia. Oltre a 100 bpm si parla di tachicardia.

Un'alta frequenza cardiaca a riposo è associata ad un incremento della mortalità cardiovascolare e di tutte le cause nella popolazione generale e nei pazienti con malattie croniche. Una frequenza cardiaca a riposo più rapida è quindi associata ad una minore aspettativa di vita ed è considerata un forte fattore di rischio per le malattie cardiache e l'insufficienza cardiaca, indipendentemente dal livello di idoneità fisica. È stato dimostrato che una frequenza cardiaca a riposo superiore a 65 bpm ha un forte effetto, seppur indipendente, sulla mortalità prematura; un aumento di 10 battiti al minuto della FC a riposo ha dimostrato di essere associato a un aumento del 10-20% del rischio di morte. Gli uomini senza evidenze per malattie cardiache e una frequenza cardiaca a riposo di oltre 90 bpm hanno un rischio cinque volte maggiore di morte cardiaca improvvisa. Gli uomini con una frequenza cardiaca a riposo di oltre 90 bpm hanno un aumento quasi doppio del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari; nelle donne l'aumento è addirittura del triplo.

Cambiamenti dello stile di vita e terapie farmacologiche possono essere utili per diminuire le elevate frequenze cardiache a riposo. L'esercizio fisico è una misura potenzialmente utile e da prendere in considerazione quando la frequenza cardiaca a riposo di un individuo è superiore a 80 bpm. Anche la dieta ha dimostrato di essere benefica nell'abbassare la frequenza cardiaca a riposo: negli studi sulla FC a riposo e il rischio di morte e complicanze cardiache nei pazienti con diabete di tipo 2, il consumo di legumi ha dimostrato di ridurre la frequenza cardiaca a riposo. Si pensa che ciò avvenga perché, oltre ad avere degli effetti benefici diretti, questi alimenti incidano riducendo i grassi saturi e il colesterolo.

A prescindere dalla predisposizione individuale, lo sport aerobico praticato per molti anni e con grossi carichi di lavoro tende a ridurre la FC, sia a riposo, sia durante l'attività. Al contrario, le discipline ad alta intensità (HIT) permettono di mantenere la capacità di raggiungere altissimi battiti al minuto negli sforzi massimali e sub massimali.

La frequenza cardiaca a riposo può essere influenzata anche da certi farmaci; ad esempio, gli stimolanti come amfetamine tendono ad aumentarla, mentre sedativi e antidepressivi ne favoriscono la riduzione.

La frequenza cardiaca viene misurata sia a riposo che sotto sforzo, a seconda dell'indagine che si desidera effettuare; mentre la prima è parte integrante di qualunque visita medica di base, quest'ultimo caso è particolarmente riferito al controllo per l'idoneità sportiva agonistica.

Fattori

Principali fattori che aumentano la frequenza cardiaca e la forza di contrazione

Fattori Effetto
Nervi cardioacceleratori Rilascio di neuroepinefrina
Propriocettori Aumento della frequenza durante l'esercizio
Chemocettori Riduzione dei livelli di ossigeno, aumento degli ioni idrogeno, anidride carbonica e acido lattico
Barocettori Diminuito tasso di contrazione, che indica la diminuzione del volume / pressione del sangue
Sistema limbico Anticipazione dell'esercizio fisico o di emozioni forti
Catecolamine Aumento epinefrina e norepinefrina
Ormini tiroidei Aumento del T3 e del T4
Calcio Aumento del calcio
Potassio Riduzione del potassio
Sodio Riduzione del sodio
Temperatura corporea Aumento della temperatura corporea
Nicotina e caffeina Stimolanti, aumentano il lavoro cardiaco

Fattori che riducono la frequenza cardiaca e la forza di contrazione

Fattori Effetto
Nervi cardioinibitori (vago) Rilascio di acetilcolina
Propriocettori Riduzione della frequenza dopo l'esercizio
Chemocettori Aumento dei livelli di ossigeno, aumento degli ioni idrogeno e anidride carbonica
Barocettori Aumento del tasso di contrazione, che indica l'aumento del volume / pressione del sangue
Sistema limbico Anticipazione del rilassamento
Catecolamine Riduzione di epinefrina e norepinefrina
Ormini tiroidei Riduzione del T3 e del T4
Calcio Riduzione del calcio
Potassio Aumento del potassio
Sodio Aumento del sodio
Temperatura corporea Riduzione della temperatura corporea

Misurazione

Come misurare la frequenza cardiaca a riposo?

Per ottenere il giusto valore di frequenza cardiaca a riposo è necessario svolgere il rilevamento per almeno 3 / 5 giorni consecutivi, calcolandone poi la media matematica.

La misurazione della frequenza cardiaca a riposo dev'essere effettuata la mattina (quindi a riposo), appena alzati (pertanto a digiuno) e dopo essere rimasti in posizione supina per qualche minuto – in alternativa, da seduti.

Il metodo più semplice è quello strumentale, poiché riduce al minimo l'errore operatore-dipendente.

Apparati che consentono di misurare la frequenza cardiaca a riposo sono: cardiofrequenzimetro (toracico o da polso), saturimetro pulsossimetr,sfigmomanometro elettronico (non manuale, che invece richiede una specifica competenza d'utilizzo) e stetoscopio.

Svolge questa funzione anche l'elettrocardiogramma, tuttavia dedicato ad approfondimenti diagnostici più complessi, generalmente svolti in ambito sanitario e da personale competente.

Come misurare la frequenza cardiaca a riposo senza cardiofrequenzimetro?

La misurazione della frequenza cardiaca a riposo va effettuata palpando l'arteria radiale (al polso) oppure l'arteria carotide (sul collo), sentendo la variazione di pressione sui polpastrelli. L'arco di tempo ideale è un minuto intero, durante il quale è necessario contare i battiti con precisione. È bene ricordare che la forza applicata dev'essere leggera, soprattutto in corrispondenza della carotide.

In alternativa è possibile rilevare le pulsazioni in maniera segmentata, ad esempio ogni 10, 15 o 20 secondi, annotandole in una tabella ed estrapolando il valore definitivo al termine (moltiplicando x 6 nel primo caso, x 4 nel secondo e x 3 nel terzo).

Bibliografia

  • Cook, Stéphane; Hess, Otto M. (2010-03-01). "Resting heart rate and cardiovascular events: time for a new crusade?". European Heart Journal. 31 (5): 517–19.
  • Cooney, Marie Therese; Vartiainen, Erkki; Laatikainen, Tiina; Laakitainen, Tinna; Juolevi, Anne; Dudina, Alexandra; Graham, Ian M. (2010-04-01). "Elevated resting heart rate is an independent risk factor for cardiovascular disease in healthy men and women". American Heart Journal. 159 (4): 612–19.e3
  • Teodorescu, Carmen; Reinier, Kyndaron; Uy-Evanado, Audrey; Gunson, Karen; Jui, Jonathan; Chugh, Sumeet S. (2013-08-01). "Resting heart rate and risk of sudden cardiac death in the general population: influence of left ventricular systolic dysfunction and heart rate-modulating drugs". Heart Rhythm. 10 (8): 1153–58
  • Woodward, Mark; Webster, Ruth; Murakami, Yoshitaka; Barzi, Federica; Lam, Tai-Hing; Fang, Xianghua; Suh, Il; Batty, G. David; Huxley, Rachel (2014-06-01). "The association between resting heart rate, cardiovascular disease and mortality: evidence from 112,680 men and women in 12 cohorts". European Journal of Preventive Cardiology. 21 (6): 719–26.
  • Jenkins, David J. A.; Kendall, Cyril W. C.; Augustin, Livia S. A.; Mitchell, Sandra; Sahye-Pudaruth, Sandhya; Blanco Mejia, Sonia; Chiavaroli, Laura; Mirrahimi, Arash; Ireland, Christopher (2012-11-26). "Effect of legumes as part of a low glycemic index diet on glycemic control and cardiovascular risk factors in type 2 diabetes mellitus: a randomized controlled trial". Archives of Internal Medicine. 172 (21): 1653–60.
Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer