CrossFit: cos'è, benefici e allenamento di R.Borgacci

Cos’è

Cos'è il crossfit?

Il crossfit è una disciplina motoria creata da Greg Glassman negli Stati Uniti negli anni '70. Divenuta popolare solo 20 anni più tardi, quando nacque la prima palestra-box (1995) a Santa Cruz (California), ha subito una vera e propria globalizzazione solo dopo il 2008. Nel 2012 si contavano circa quattromila palestre e centri fitness nel mondo; ad oggi sono più di ottomila.

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Il crossfit, che molti reputano uno sport, è in verità un "programma" di rafforzamento e condizionamento fisico generale di tipo fitness e wellness. Incentrato su una serie di movimenti funzionali in continua evoluzione, ha come caratteristica principale l'alta intensità di esecuzione (HIT – High Intensity Training). Oggi esistono anche circuiti di gare crossfit, sia a basso livello, sia di interesse mondiale.

Il principio cardine dell'allenamento di crossfit è la varietà degli stimoli. Lo dice il nome stesso, composto dalle parole "cross" e "fit", ovvero l'intreccio di più attività motorie. Un buon crossfitter – nome di chi pratica crossfit – sa eseguire moltissimi esercizi di potenziamento, a corpo libero e con i sovraccarichi (kettlebell, palla medica, bilanciere ecc), ma anche discipline aerobiche o miste (corsa, salto con la corda, canottaggio, nuoto, ciclismo ecc).

L'alimentazione del crossfitter è identica a quella per molte altre attività che richiedono un identico carico di lavoro e, in termini calorici, può cambiare notevolmente in base al soggetto (caratteristiche antropometriche, lavoro, età, sesso ecc). Tuttavia, soprattutto nella fase iniziale della sua espansione – vale a dire soprattutto negli anni '90 e '00 – in molti reputavano che la dieta ideale fosse molto simile alla "Zona" di Berry Sears. Oggi questo concetto è superato e si da grande importanza alla presenza della giusta quantità di carboidrati complessi, soprattutto nell'ottimizzazione della performance e nella ricerca dello stimolo anabolico (ipertrofia).

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Il crossfit è un'attività potenzialmente benefica e vantaggiosa, sia dal punto di vista della fitness generale che salutistico. Tuttavia, proprio per la sua grande eterogeneità nel tipo di movimento e di stimolo allenante, ha anche molte controindicazioni e potenziali effetti collaterali. I casi di infortunio sono molto numerosi.

Allenamento

Come si costruisce una lezione di CrossFit

Introduciamo questo paragrafo citando ancora una volta G. Glassman, che suggerisce:

"Esercitati e allenati con i sollevamenti principali: deadlift, clean, squat, presse, C&J e snatch. Allo stesso modo, impadronisciti delle basi della ginnastica: pull-up, dip, arrampicata sulla corda, push-up, sit-up, flip e prese. Vai in bici, corri, nuota, voga ecc, forte e veloce. Cinque o sei giorni a settimana mescola questi elementi in tutte le combinazioni e i percorsi che ti suggerisce la tua creatività. La routine è il tuo nemico. Continua a fare allenamenti brevi e intensi. Impara e pratica regolarmente nuovi sport".

In maniera semplicistica, potremmo sostenere che un allenamento di crossfit si suddivide in quattro fasi: warm up / mobility, skill / strenght, workout of day e recovery / flexibility. In seguito le andremo a descrivere.

Le quattro fasi dell'allenamento di crossfit

Warm up / Mobility

Generalmente si inizia con warm up e mobility, ossia riscaldamento e mobilità articolare; in questa fase viene svolta una serie di esercizi a corpo libero (spesso si utilizza la jump rope) per attivare i vari gruppi muscolari, effettuando movimenti di mobilità articolare, magari per i distretti corporei che si andranno a reclutare nel workout; utile è l'utilizzo di piccoli attrezzi per il detensionamento miofasciale (grid, foamroller, palline da tennis, golf, elastici, back balls). Questa fase iniziale serve a preparare l'organismo allo sforzo intenso successivo, a ridurre il rischio di infortuni e a rendere più facili i movimenti, sbloccando e liberando la fascia muscolare; la durata di questa fase è di circa 10-15 minuti

Skill / Strenght

  1. Skill, ovvero abilità: in questa fase vengono spiegate e praticate le varie tipologie di esercizi che andranno a comporre il workout, o a migliorare la tecnica di esecuzione di un esercizio specifico
  2. Strength, ovvero forza: laddove il movimento sia ben acquisito e padroneggiato dal soggetto / classe, con l'avanzare delle settimane si procede a praticare quello schema motorio / esercizio fondamentale lavorando con protocolli di programmazione di forza. Il coach mostra la corretta esecuzione dei movimenti e la loro naturale progressione didattica e pone l'accento sugli errori che devono essere evitati; in seguito, gli atleti provano loro stessi gli esercizi mentre il coach li controlla ad uno ad uno correggendo ove necessario; di solito, questa fase dura circa 20-30 minuti, e serve appunto a consolidare uno schema motorio e/o ad acquisire forza

Workout Of the Day (WOD)

E' il cuore della lezione, la fase di allenamento vero e proprio. Al termine della fase dedicata alle skill, il trainer passa ad introdurre il WOD, spiegando dettagliatamente gli esercizi e la tipologia di lavoro prevista, si accerta che tutti i partecipanti abbiano capito e ascolta eventuali dubbi, dopo di ché si inizia. In questa fase non c'è tempo per affinare la propria capacità tecnica o per fare domande, né c'è tempo per il riposo: seguendo il principio dell'HIT, gli atleti sono chiamati a dare il massimo nel tempo stabilito. Durante l'allenamento, il coach controlla costantemente e da vicino i crossfitter, per assicurarsi che eseguano tutti i movimenti correttamente e soprattutto in corretta postura e in totale sicurezza, correggendo rapidamente se necessario; nel contempo, incita i praticanti a spingersi oltre il proprio limite. Tipicamente, questa fase ha una durata molto variabile, che può andare da 5 a 30 minuti circa. È la parte metabolica del workout, anche chiamata "metcon".

Recovery / Flexibility

E' la fase dedicata al recupero, all'allungamento muscolare e al defaticamento; sotto la guida del trainer viene eseguita una serie di esercizi di stretching e defaticamento, molto importante per allungare la muscolatura e scaricare le articolazioni dopo l'intenso lavoro. In questa fase il coach chiede un feedback sull'allenamento agli atleti e stimola la discussione sul workout appena effettuato, raccogliendo le sensazioni e chiarendo eventuali dubbi. Sarebbe cosa buona e giusta creare esercizi di compenso sulla base delle catene cinetiche e dei muscoli più sollecitati durante il workout, generalmente della durata di circa 10 minuti.

Esercizi di potenziamento del crossfit

Non esiste un elenco preciso e fisso di esercizi da eseguire durante una lezione di crossfit. Durante le sessioni di allenamento si alternano e combinano discipline ed esercizi di vario genere, con funzioni e caratteristiche differenti. Si passa dal sollevamento pesi agli esercizi a corpo libero, dall'allenamento cardiovascolare alla corsa fino all'arrampicata. E' anche possibile utilizzare diversi attrezzi, come: bilancieri, palle mediche, anelli della ginnastica, ma anche funi e pesi, kettlebell, box jump, rower ecc.

Ginnastica Condizionamento Metabolico Sollevamento Persi
Squat libero Corsa (running) Deadlift
Pull-up Spinning, cyclette o ciclismo Clean
Push-up Salto con la corda Press
Dip Canottaggio o remoergometro Snatch
Push-up in verticale Nuoto (swim) Clean and Jerck
Arrampicata con corda Canoa Esercizi con palla medica
Muscle-up Ellittica Kettlebell swing
Verticale di impostazione Step  
Estenzione della schiena Exciote o ergometro a braccia  
Sit-up Climb machine  
Salti (burpees)    
Allungamenti (stretching e mobilità articolare)    

Dieta

Dieta per il crossfit – dieta del crossfitter

Iniziamo l'argomento "dieta" riportando quanto citava G. Glassman, l'inventore del crossfit:

"Mangia carne e verdure, noci e semi, un po' di frutta, pochi amidi e niente zucchero. Mantieni l'apporto calorico a un livello tale che favorisca l'allenamento ma non l'accumulo di grasso". Ad una prima analisi, è già evidente che trattasi di una Dieta a Zona, o comunque di una low carb iperproteica.

Per ciò che riguarda l'aspetto metabolico, il crossfit non è diverso da qualsiasi altro sport. Dal punto di vista sportivo, seguendo una dieta troppo povera di carboidrati, aumenta il rischio di non migliorare o peggiorare la performance, di ridurre la capacità di recupero e quella di ipertrofia. In merito all'aspetto salutistico invece, prendendo in considerazione solo persone sane (quindi senza patologie renali o epatiche preesistenti), il rischio principale è quello di cheto-acidosi metabolica. Viceversa, se fegato e reni non sono al massimo della forma, è anche probabile che l'eccesso proteico crei ulteriori scompensi anche gravi.

Per il resto, la razione raccomandata di tutti i nutrienti è perfettamente normale, aumenta cioè all'incrementare del dispendio calorico-energetico. Si raccomanda, soprattutto in caso di sudorazione particolarmente intensa, di non trascurare l'assunzione di frutta, verdura ed acqua per mantenere l'omeostasi idrosalina – può essere utile l'assunzione di integratori alimentari specifici.

Crossfit per dimagrire

Allenandosi nel crossfit è possibile consumare molte calorie. Ciò nonostante, come avviene per tutte le altre attività, questo non si correla necessariamente ad un effetto dimagrante.

Il dimagrimento è la conseguenza di un bilancio energetico negativo, cioè il risultato aritmetico di [Energia IN – Energia OUT]; significa che le calorie assunte con la dieta devono essere inferiori a quelle consumate con l'allenamento.

Praticando crossfit è possibile aumentare – in maniera generalmente significativa – il dispendio calorico. Tuttavia, il dimagrimento sopraggiunge solo nel momento in cui la dieta rimane la stessa di quando si era sedentari, o comunque aumenta in maniera poco rilevante. Ciò potrà sembrare ovvio alla maggior parte dei lettori ma, in verità, è tutt'altro che scontato.

L'esercizio fisico, si sa, determina una maggior sensazione di appetito; lo si deve alla riduzione della glicemia e alla depauperazione delle riserve di glicogeno – soprattutto epatiche. Quindi, se da un lato la pratica sportiva ci aiuta a consumare di più, dall'altro potenzia lo stimolo di appetito e fame. Diventa pertanto indispensabile mantenere un certo autocontrollo, senza cadere nella sovrastima di quanto si può aver "bruciato" durante la sessione. In tal caso potrebbe essere fondamentale l'intervento di un dietista, che organizzerà il piano alimentare differenziando le giornate prive di allenamento con quelle di training.

Inoltre, il crossfit è di base un'attività ad alta intensità. Ciò significa che, durante lo sforzo, il consumo prevalente è dei carboidrati rispetto ai grassi, con alto coinvolgimento del metabolismo anaerobico lattacido. L'effetto dimagrante si può quindi ottenere in maniera diretta sfruttando l'EPOC (debito di ossigeno), tanto quanto in maniera indiretta grazie ad una superiore tolleranza ai carboidrati alimentari (maggiore sensibilità insulinica ed "avidità" muscolare).

Il dimagrimento diretto, nel crossfit così come nelle altre attività di pari coinvolgimento metabolico, è ottenuto principalmente grazie all'EPOC, si fonda cioè sull'ossidazione lipidica che avviene dopo l'interruzione dell'allenamento; tanto è alto il carico di allenamento (volume + intensità), tanto maggiore è il debito di ossigeno e quindi il metabolismo basale post-allenamento. Il dimagrimento indiretto invece, che sfrutta la maggior capacità di metabolizzare i carboidrati alimentari, è sostenuto da due condizioni indipendenti:

  • la prima è di tipo acuto, post esercizio e legata all'EPOC, e viene detta "finestra anabolica". Essa sfrutta la maggior avidità muscolare ai carboidrati (e non solo) che, nei primissimi minuti (15') dopo l'allenamento, è addirittura di tipo insulino-indipendente; nei 45' successivi invece, sfrutta il convenzionale sistema insulina - glut4 ma con un'altissima affinità. Al trascorrere del tempo, questa diminuisce sempre più fino a raggiungere la condizione basale
  • la seconda invece, di tipo basale, è rappresentata da una maggior efficienza del metabolismo glucidico generale, grazie ad un allenamento costante ed efficacie.

Per ottenere un EPOC e una finestra anabolica sufficienti, tuttavia, è necessario conquistare un livello di allenamento molto elevato, che sopraggiunge solamente dopo molte settimane o mesi dall'inizio dell'attività. Il dimagrimento, quindi, è un obbiettivo cronologicamente secondario, volendo anche una conseguenza, del condizionamento muscolare e metabolico generale.

Benefici e Vantaggi

I benefici del crossfit si potrebbero suddividere in generali e specifici, questi ultimi detti anche "vantaggi" – riferito, in senso globale, alle altre attività. Con ordine:

Benefici generali del crossfit

  • Alto consumo energetico e ottimizzazione del dimagrimento: come abbiamo già visto, praticare crossfit permette di consumare un gran numero di calorie, aspetto che, associato alla giusta dieta, può ottimizzare il dimagrimento. Pare che svolgendo crossfit, mediamente, si consumino oltre 500 kcal / h
  • Miglioramento dei parametri metabolici come: pressione arteriosa, colesterolemia, trigliceridemia, glicemia, uricemia – quest'ultimo soprattutto se, in presenza di sovrappeso, avviene un dimagrimento significativo
  • Miglioramento della fitness cardiovascolare e respiratoria: l'allenamento costante induce variazioni funzionali a carico dell'apparato respiratorio, soprattutto dei bronchi e della muscolatura correlata, e a carico di quello cardiovascolare, soprattutto dell'efficienza cardiaca, della portata coronarica, del ritorno venoso ecc.
  • Aumento della forza, della forza resistente, della forza elastica, della forza esplosiva e in certi casi della forza veloce
  • Stimolo dell'ipertrofia funzionale, quindi l'ipertrofia del sarcomero e delle miofibrille, che produce un grande adattamento neuro-endocrino. Leggi anche: "Ipertrofia Funzionale"
  • Miglioramento dei metabolismi energetici: il crossfit migliora i vari tipi di resistenza, stimolando sia il metabolismo anaerobico alattacido, sia quello anaerobico lattacido che l'aerobico
  • Iperproduzione di EPOC (acronimo di "Excess Post exercise Oxygen Consumption", traducibile come "Consumo di ossigeno in eccesso post-allenamento": è l'indice di misurazione dell'aumento del consumo di ossigeno a seguito di un'attività fisica, destinato a soddisfare il "debito di ossigeno" del corpo. L'EPOC è strettamente legato al carico di lavoro, quindi all'intensità e al volume; pertanto, l'alta intensità tipica del crossfit, associata al giusto volume, può accrescere oltremodo questo parametro.
  • Aumento della resilienza: considerata la 4° capacità condizionale, corrisponde al potenziale del sistema nervoso centrale (SNC) di sopportare la fatica-stress in maniera prolungata, ed è per questo strettamente legata allo sviluppo dell'autoefficacia
  • Standardizzazione dei movimenti: ogni rep, per essere valida, deve essere eseguita correttamente dal momento A al momento B. Ad esempio, nello squat i glutei devono scendere sotto il parallelo – questo se, anatomicamente, il soggetto è predisposto – oppure nel pullup il mento deve arrivare sopra la sbarra ecc.
  • Valutazione dei parametri funzionali: ad esempio le "girls", ovvero WOD benchmark codificati, con cui si può parametrare lo stato di fitness dell'utente. Per un crossfitter, stimare il "fran" corrisponde a cronometrare i 100 m per un velocista.

Vantaggi o benefici specifici del crossfit

Come abbiamo detto, il crossfit ha benefici specifici o veri e propri vantaggi, che emergono al confronto con tutte le altre attività. Non sono molti, ma meritano comunque d'essere citati:

  • Garantisce la piena efficacia dello stimolo anche in cronico: la continua variazione degli allenamenti – ogni WOD è sempre diverso dal precedente e dal successivo
  • Non crea assuefazione e stimola continuamente l'utente – aspetto tutt'altro che trascurabile. Il WOD è per l'utente una sfida-gara motivante; ovviamente, dal principio non ci si misura contro gli altri, ma contro sé stessi
  • Abitua il soggetto ad apprendere più schemi motori possibili
  • Allena e perfeziona i movimenti anca-dominanti, come esercizi elitari per la potenza – si vedano i 9 movimenti fondamentali del crossfit.
  • Rispolvera il nobile sport della "Pesistica Olimpica" attraverso l'utilizzo delle alzate olimpiche.

Svantaggi

Svantaggi del crossfit

  • Manca di lavoro sul piano trasversale: dato che il crossfit è inquadrabile nella famiglia della attività funzionali, e che per "funzionale" si intende l'utilizzo del corpo in senso lato e in tutti e tre i piani del movimento: sagittale, frontale e trasversale – con particolare riferimento ai gesti "naturali"; la mancanza quasi totale di un piano è un fattore da tenere conto all'interno della programmazione.
  • *Nel crossfit originale, la quasi totalità dei lavori sfrutta il metabolismo anaerobico alattacido e lattacido – a prescindere se il metabolismo aerobico sia già pienamente attivato oppure no. Questo è uno svantaggio bello e buono, in quanto anche se il crossfit prevede la pratica di molte attività aerobiche (corsa, nuoto, canottaggio ecc), l'attitudine a raggiungere l'HIT preclude di fatto la possibilità di migliorare la capacità aerobica e di alzare la soglia anaerobica
  • Il fattore "performance" può di fatto inficiare la tecnica: capita infatti di vedere che quando la fatica si fa sentire, facendo di conseguenza venir meno la coordinazione intra ed intermuscolare, la tecnica esecutiva ne risente e non poco, andando così ad aumentare i rischi
    • Quindi maggior possibilità di infortuni
  • Focus sulla validità delle ripetizioni (rep o rip) piuttosto che sulla correttezza delle stesse. Una ripetizione valida non è sempre sinonima di buona esecuzione, ad esempio uno squat è considerato valido se si "rompe il parallelo", pur andando in valgo con le ginocchia o perdendo il sostegno lombare – sovraccaricare uno schema motorio in disfunzione "fissa" ancor di più la disfunzione (Cook, Burton).
    • Quindi maggior possibilità di infortuni
  • Alto rischio per certe disfunzioni funzionali preesistenti: l'esecuzione degli esercizi esplosivi e pliometrici in condizioni, ad esempio, di deficit di neutro del bacino, compromissione degli stabilizzatori profondi ecc, potrebbe essere potenzialmente rischiosa – soprattutto se non compensata con un lavoro di stabilizzazione (Comerford, Mottram)
    • Quindi maggior possibilità di infortuni
  • Insufficiente o scarsa padronanza degli schemi motori, con maggiori possibilità di errore, dato che variando in continuo è impossibile consolidare nell'area senso motoria del cervello
    • Quindi maggior possibilità di infortuni
  • Grossi errori tecnici, soprattutto nelle discipline più complesse come il canottaggio, il nuoto, la corsa e le alzate olimpiche
  • Poca economia del gesto atletico: diversificare il lavoro porta ad un piccolo miglioramento del tutto, ma mai ad un grosso progresso nello specifico
  • Trascuratezza sul respiro e sull'uso / allenamento del diaframma: quest'ultimo, principale muscolo respiratorio – inspiratorio, dovrebbe svolgere almeno i 2/3 del lavoro respiratorio con il restante 1/3 svolto dagli altri (soprattutto intercostali); se il diaframma è limitato o bloccato, nella fisiologica salita e discesa del centro frenico – la quale varia da 12 cm nella respirazione normale fino a 10 cm in quella forzata, frenata dal sistema sospensore del pericardio, oltre che dalla pressione dei visceri – limita la capacità polmonare e l'utilizzo di più ossigeno possibile; il diaframma ha anche un importante ruolo posturale
  • Frequente cattiva gestione della modulazione tra carico esterno e carico interno: capita spesso di sentire che l'intensità di un WOD può portare al vomito – nel CF si raffigura simpaticamente con il Clown vomitino Pukie. Ovviamente è una prerogativa di molti sport ad alta intensità
  • Elevate possibilità di mancata supercompensazione e over training: allenarsi sempre e senza modulare la programmazione HIT e scarico, senza rispettare il "rest day", può decrementare le concentrazioni basali di testosterone e IGF-1, aumentare i livelli di cortisolo e inibire la produzione di alcuni ormoni tiroidei.

Controindicazioni

Controindicazioni del crossfit

Le controindicazioni del crossfit sono legate soprattutto a condizioni e patologie preesistenti, o comunque a casi particolari. È sconsigliato per:

Rischi

Rischi del crossfit

I rischi del crossfit per un soggetto sano sono prevalentemente limitati ad infortuni muscolari, tendinei o articolari, soprattutto della spalla, della schiena, dell'anca e del ginocchio. Sono statisticamente più rari i casi di esacerbazione di BPCO o eventi infausti di natura cardiovascolare o cerebrale.

Per diminuire questi pericoli, bisognerebbe anzitutto svolgere una visita medico sportiva di tipo agonistico. In caso contrario, si è potenzialmente soggetti a rischio di:

  • Compromissioni cardio circolatorie
  • Dispnea
  • Peggioramento dei disturbi al rachide
  • Rimarginazione ossea inadeguata
  • Aggravamento dei disturbi articolari
  • Peggioramento del sottopeso ecc.

Abbigliamento e Accessori

Abbigliamo e accessori utili per il crossfit

Il crossfit si pratica soprattutto indoor, nelle palestre attrezzate o box; secondariamente, le sessioni possono essere integrate con allenamenti all'aperto – ad esempio nei parchi da calisthenics, oppure semplicemente correndo o praticando ciclismo, canottaggio ecc. Nota: per lo più, le discipline aerobiche vengono svolte sulle macchine fitness come tapis roulant, cyclette, climb machine, remoergometro, ergometro a braccia o excite, ellittica ecc.

Abbigliamento e accessori sono quindi specifici per l'allenamento da seguire. Va da sé che dovendo andare in bicicletta, o per saltare la corda, o per nuotare, l'abbigliamento e gli accessori saranno altamente specifici. Al contrario, per la maggior parte delle sedute che si svolgono indoor, sono essenziali capi morbidi, elastici, che consentono la traspirazione e l'evaporazione del sudore; si consigliano il cotone e la microfibra mista o i tessuti tecnici, meglio se corti (shorts, canottiere e t-shirt a mezze maniche). Nota: la scelta di uno o dell'atro vestiario si rivela, tuttavia, spesso marginale, in quanto i crossfitter amano particolarmente allenarsi a torso nudo.

La scelta delle calzature può invece rivelarsi piuttosto complessa e dipende molto dal tipo di sessione. Dovendo scegliere, in molti preferiscono dare priorità alle esigenze degli esercizi più delicati, come le alzate olimpiche. Nota: anche in questo caso, spesso la scelta delle calzature risulta superflua; sono infatti numerosi i crossfitter che, cavalcando la moda del momento, scelgono ad esempio di sollevare scalzi, con scarpe quasi prive di suola o con calzature alte tipo anfibi, diffuse tra i corpi militari.

Lo Sapevi che...

L'incidenza di alcune specifiche caratteristiche fisiche ed estetiche, nel crossfit, è estremamente alta? I box sono occupati prevalentemente da una popolazione di maschi con capelli rasati a zero e barba lunga; mentre tatuaggi e piercing vengono condivisi anche dalla porzione femminile.

Il desiderio di appartenenza, o al contrario quello di non appartenenza, alla categoria dei crossfitter è uno degli aspetti più controversi dell'attività. Non è dunque un caso che in certi luoghi questa disciplina spopoli (soprattutto nei centri urbani, dove il trand è di maggior rilievo), anche solo per brevi periodi, mentre in altre zone non riesca ad attecchire.

Conclusioni

Crossfit: conclusioni

Il crossfit ha pro e contro, come tutte le attività; non è quindi la panacea per tutti i mali. Permette di raggiungere una certa ipertrofia ma non quanto il body building; ottimizza il dimagrimento ma non è estetico come il culturismo, bensì prestazionale.

Il crossfit punta a migliorare le vostre capacità atletiche e a rendervi più performanti, il miglioramento della composizione corporea è una piacevole conseguenza, non il fine. Tuttavia, nemmeno volendo ottimizzare la prestazione massima di specifiche discipline, il crossfit sarebbe da considerare adatto – perché non specifico. Dopo tutto, una delle caratteristiche del crossfit è proprio la non specificità

Le controindicazioni sono in linea di massima quelle che si hanno per qualsiasi altra attività ad alto impatto; d'altro canto, l'incidenza di infortunio è potenzialmente più elevata – per le ragioni di cui abbiamo fatto cenno sopra. Con gli accorgimenti del caso però, e in assenza delle patologie succitate, chiunque può provare il crossfit senza grossi rischi, ma giocano un ruolo determinante la professionalità del coach e la ragionevolezza dell'atleta.

Bibliografia

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  • Autori Vari, "CrossFit Guide", CrossFit, Inc
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  • Kentta G., Hassmen P. Overtraining and recovery. A conceptual model. Sports Medicine 1998.
  • McKenzie DC. Markers of excessive exercise. Can J Appl Physiol 1999.
  • Bosco C., ''La forza muscolare'', Società Stampa Sportiva, Roma, 1997.
Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer


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Ultima modifica dell'articolo: 15/04/2019