Superfood: cosa e quali sono? A cosa servono?

Superfood: cosa e quali sono? A cosa servono?
Ultima modifica 19.09.2019
INDICE
  1. Cosa Sono
  2. Quali Sono
  3. Efficacia
  4. Controversie
  5. Storia
  6. Economia

Cosa Sono

Cosa sono i superfood?

Superfood (supercibo) è un termine di marketing usato per indicare i cibi aventi presunte capacità benefiche per la salute, imputabili ad una parte delle caratteristiche nutrizionali o alla concentrazione chimica complessiva.

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I superfood godono spesso dell'appellativo di alimenti funzionali o cibi nutraceutici. Vengono considerati due sottoinsiemi del superfood quello dei superfruit (superfrutto) e dei supergrain (supercereali, come quinoa, amaranto, sesamo, teff ecc).

Con la promessa che possano offrire svariati benefici per la salute, fin dalla loro scoperta i superfood vengono commercializzati ad un prezzo superiore rispetto a prodotti analoghi ma etichettati normalmente. Infatti, le teoriche proprietà salutistiche dei cosiddetti superfood non sono generalmente supportati o contestati da studi scientifici accreditati. Per questo, il termine superfood non è generalmente utilizzato dagli esperti del settore, come dietisti, dietologi e nutrizionisti, molti dei quali si oppongono alla divulgazione di queste informazioni in quanto considerate potenzialmente fuorvianti.

Quali Sono

Esempi di superfood

L'organizzazione olandese per la sicurezza alimentare "Voedingscentrum" ha riportato che, pur non avendo alcuna dimostrazione di qualsivoglia efficacia, gli "health claims marketers" propongono con maggior frequenza i seguenti prodotti:

  • Radice di ginseng (Genere Panax)
  • Guaranà (P. capuana)
  • Bacche di goji (L. barbarum) – che non hanno ancora dato prova di fornire "reali e maggiori" benefici per la salute rispetto ad altri frutti freschi

La Voedingscentrum sostiene inoltre: "i consumatori che prediligono tali alimenti in grandi quantità e a discapito di altri cibi hanno un rischio elevato di strutturare una dieta alterata di tipo unilaterale".

Sono prodotti più recenti:

Efficacia

Superfood: funzionano?

Come dovrebbe essere ormai piuttosto chiaro, i superfood non offrono nulla di più di un semplice alimento. Mediamente hanno un contenuto nutrizionale che non si distacca troppo da quello dei cibi comuni, ragion per cui non dovrebbero nemmeno godere di un titolo simile.

Ai superfood vengono attribuite molte proprietà, ad esempio energizzanti e toniche – come nel caso del ginseng e del guaranà – oppure antiossidanti – come nel caso dei superfruit. Inoltre, per soddisfare le esigenze della popolazione vegana, è stato largamente ampliato il commercio di semi eduli – con la speranza di riuscire a colmare le carenze alimentari di questo sistema nutrizionale.

Se da un lato alcune proprietà possono risultare condivisibili – ad esempio, il contenuto di amminoacidi essenziali nei nuovi pseudocereali, cereali o legumi – dall'altro esiste non poca disinformazione. Il fatto che un cibo contenga molti antiossidanti non dovrebbe infatti lasciar pensare che possa in qualche modo prevenire l'invecchiamento o lo sviluppo di neoplasie. La dieta è certamente un fattore determinante ma, studi alla mano, non si è ancora dimostrato che i cibi in questione possano realmente diminuire l'incidenza di patologie neoplastiche.

Controversie

Controversie dei superfood

"Food and Drug Administration degli Stati Uniti" e "Dipartimento dell'Agricoltura o l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare" non hanno mai stabilito una definizione ufficiale di superfood.

Il "European Food Information Council" ha dichiarato che non è corretto rispettare una dieta esclusivamente a base di superfood, in quando l'intero profilo nutrizionale può essere fornito solo per mezzo di una dieta varia ed equilibrata – specialmente ricca di frutta e verdura.

Secondo il "Cancer Research UK", il termine superfood è in realtà solo uno strumento di marketing, con poche basi scientifiche a sostegno di qualsivoglia effetto per la salute. Nonostante i superfood vengano spesso commercializzati come forma di "prevenzione o cura" di malattie gravi come il cancro, il "Cancer Research UK" avverte che i superfood non possono sostituire una dieta globalmente sana ed equilibrata.

Catherine Collins, capo dietista del "St George's Hospital" di Londra, sostiene che il termine andrebbe considerato potenzialmente fuorviante e pericoloso.

Storia

Storia dei superfood

Il termine venne usato per la prima volta nel 1949 in un giornale canadese, nel quale si descrivevano alcune presunte qualità nutrizionali di un muffin.

Alla fine del XX e all'inizio del XXI secolo, il termine "superfood" era già usato come strumento di vendita per il commercio di alimenti specifici, integratori alimentari, cibi con additivi selezionati e testi di autoaiuto sulla terapia nutrizionale.

Nel 2004, in maniera del tutto libera, venne coniato il termine "superfruit", una designazione basata esclusivamente su una strategia di marketing.

Del 2007, in Unione Europea (UE), se non sostenuto da ricerche scientifiche accreditate e riconosciute, è stato proibito il commercio di superfood accompagnati da "Healt Claims" (indicazioni su eventuali effetti benefici / terapeutici per la salute).

Economia

Industria dei superfood

Nel 2007 si prevedeva che, entro il 2011, grazie all'avvento di migliaia di nuovi superfruit, quella dei superfood diventasse un'industria globale da miliardi di dollari. Secondo "Datamonitor", tra il 2007 e il 2008, il lancio di prodotti è cresciuto del 67%, ma ha poi subito una significativa diminuzione a partire dal 2011, quando la vendita di prodotti alimentari e non alimentari a base melograno, açaí o goji sono diminuite del 56 % (2011-2012 vs 2009-2010).

Più di una dozzina di studi su cibi e bevande funzionali hanno fatto riferimento a varie specie esotiche di superfruit che, nel 2007-2008, hanno visto l'introduzione di oltre 10.000 nuovi prodotti. Frutti relativamente rari, provenienti dall'Oceania (noni), dalla Cina (goji, seabuckthorn / Genere Hippophae), dal sud-est asiatico (mangostano) o dal Sud America tropicale (açaí), sconosciuti ai consumatori americani, sono stati tra i primi superfruit di successo (dal 2005 al 2010); la loro popolarità è tuttavia diminuita tra il 2010 e il 2013. Nello stesso periodo, l'unico prodotto ad aver mantenuto lo stesso livello di consumo è stato il melograno.

La società "Tahitian Noni" ha iniziato a vendere succo di noni nel 1996 guadagnando miliardi di dollari nei primi 10 anni. Alcuni rapporti hanno mostrato che i prodotti a base di melograno – come succo di melograno e spremuta di melograno – sono cresciuti di quasi il 400 % nel periodo 2005-2007, superando i 6 anni precedenti. Analogamente, le vendite di "XanGo", un succo di frutta multiplo contenente anche mangostano, è cresciuto da 40 milioni di dollari nel 2002 a $ 200 milioni nel 2005.

Nel 2005 sono stati introdotti ben cinquemila nuovi prodotti solamente nella categoria dei frutti di bosco. Il gruppo superfruit è rientrato nella "top 10" delle tendenze globali per l'anno 2008. Al 2013, tuttavia, la crescita del settore è rallentata, con un numero calante di novità. Dal 2011 al 2015, il numero di prodotti alimentari o bevande contenenti le parole "superfood", "superfruit" o "supergrain" è comunque raddoppiato.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer