NutrInform Battery: come leggere le nuove etichette alimentari

NutrInform Battery: come leggere le nuove etichette alimentari
Ultima modifica 05.11.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Come cambiano le etichette alimentari
  3. Differenze con il metodo francese

Introduzione

Un tempo, l'abitudine di informarsi sulle caratteristiche di quello che finiva nel proprio piatto non era così diffusa, mentre oggi sempre più persone sposano un'alimentazione consapevole e, quando fanno la spesa, leggono attentamente le etichette dei prodotti alimentari che acquistano.

Non sempre, però, è facile decifrare le informazioni che vi sono riportate e, anche per rendere davvero alla portata di tutti questa operazione, la Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, ha firmato un decreto che introduce per l'Italia un logo nutrizionale denominato NutrInform Battery.

Come cambiano le etichette alimentari

Si tratta di un nuovo tipo di etichetta per alimenti da applicare alle confezioni, finalizzato a rendere più facilmente leggibili da parte dei consumatori le informazioni nutrizionali.

Non è obbligatoria, ma volontaria: gli operatori del settore alimentare che manifestano la volontà di utilizzarla devono informare la Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute. 

 

Indicatori a forma di batteria

Nel logo delle etichette alimentari sono riportate la quantità di energia (espressa in Joule e in calorie), grassi, grassi saturi, zuccheri e sale (espressi in grammi) presenti in una singola porzione di un determinato alimento.

Le informazioni quantitative, però, da sole non sempre bastano per comunicare davvero al consumatore quanto sia sano o calorico il cibo che sta per acquistare. Sulla nuova etichetta, quindi, arriva in soccorso il simbolo della batteria, che indica la percentuale di ogni elemento presente, in relazione alla quantità giornaliera di assunzione raccomandata. Questo dovrebbe aiutare le persone a bilanciare l'assunzione dei cibi, a seconda dei loro componenti.

Obiettivo: sensibilizzare le persone a un'alimentazione più sana

L'idea di fondo di questa operazione, quindi, è rendere il consumatore consapevole di ciò che mangia e di quanto la propria dieta sia equilibrata, sana, variata e bilanciata. Calcolare la quantità degli elementi nutrizionali che si ingeriscono, infatti, consente di capire meglio se ne sta assumendo la giusta dose oppure se la dose è scorretta (eccessiva o troppo contenuta).

«Siamo soddisfatti del lavoro fatto insieme alla filiera agroalimentare e ai ministeri della Salute e dello Sviluppo economico e siamo convinti della bontà di questo sistema che mette al centro il consumatore e non il mercato globale, valorizza la capacità critica del cittadino che non deve essere fuorviato da colori o immagini che nulla hanno di scientifico e difende il patrimonio unico della dieta mediterranea», ha sottolineato la Ministra, Teresa Bellanova.

Il campo di applicazione del logo nutrizionale esclude gli alimenti confezionati in imballaggi o recipienti la cui superficie maggiore misuri meno di 25 cm² e i prodotti DOP, IGP e STG di cui al regolamento (UE) n. 1151/2012, in ragione del rischio che l'apposizione di ulteriori loghi impedisca al consumatore di riconoscere il marchio di qualità.

Il provvedimento è frutto di un lungo percorso di condivisone con la filiera agroalimentare e di approfondimenti scientifici svolti prima dalla Società IRI - Information Resources Inc. Italia e poi dall'Istituto Superiore di Sanità e dal CREA, che hanno testato questo tipo di etichettatura su campioni rappresentativi di consumatori.

 

Differenze con il metodo francese

Il sistema italiano NutrInform Battery fornisce informazioni chiare e semplici, ma allo stesso tempo complete. Si contrappone all'etichettatura francese NutriScore, usata anche da Germania, Spagna, Belgio e Olanda, che si basa su un sistema a semaforo molto più basico, visto che ad ogni prodotto è destinata una lettera da A a E (stabilita dall'incrocio di diversi parametri), associata al colore verde, in caso di cibo salutare, e rosso se nocivo.

 

No a un sistema a semafori

Il metodo francese però non piace a Teresa Bellanova, che crede invece nella validità di quello appena introdotto e nelle nuove etichette alimentari. 
«La dieta e il benessere alimentare sono concetti molto più complessi di un algoritmo» ha commentato. «I consumatori hanno diritto a essere informati correttamente e le nostre eccellenze alimentari non possono essere penalizzate da semafori. Alla luce di ciò, il NutrInform è la nostra alternativa al Nutriscore, ma è di gran lunga migliore. Non è penalizzante, non dà patenti di buono o cattivo: informa. Per questo motivo ci stiamo impegnando con tutte le forze nei tavoli europei affinché su un tema così importante, quale l'alimentazione, non si scelgano soluzioni semplicistiche, come l'etichettatura a semaforo, ma sia avviata una valutazione di impatto seria relativamente alla futura legislazione europea in materia di etichettatura nutrizionale fronte-pacco. Vogliamo che la Commissione si orienti verso uno schema volontario capace di informare in modo trasparente il consumatore, senza orientarne le scelte e senza penalizzare, in maniera paradossale, prodotti mediterranei come l'olio che sono alla base dell'alimentazione del nostro Paese e di cui secoli di tradizione ci hanno mostrato i benefici effetti sulla salute e il benessere umani. Ci aspettiamo, quindi, che il nostro sistema venga opportunamente valutato dall'Europa dal punto di vista scientifico, in quanto esperienza nazionale».