La caffeina previene il parkinson?

La caffeina previene il parkinson?
Ultima modifica 18.06.2024
INDICE
  1. Che effetti ha la caffeina sul parkinson?
  2. La caffeina fa bene o male?
  3. Cosa dice lo studio?
  4. La caffeina rallenta il decorso della malattia?

Che effetti ha la caffeina sul parkinson?

Secondo un nuovo studio la caffeina aiuterebbe a prevenire il parkinson ma non avrebbe alcun effetto sui sintomi e sul decorso di questa malattia neurodegenerativa, una volta che questa è comparsa.

La caffeina fa bene o male?

La caffeina fa bene sotto alcuni aspetti e male sotto altri: fa infatti aumenta l'energia, l'efficienza cerebrale e genera molti altri benefici. Tuttavia se consumata in quantità eccessive può rendere difficile dormire e peggiorare la digestione.

La caffeina è contenuta in ingenti quantità in alcune bevande come caffè e tè e da tempo la medicina si interroga su quanto questo elemento incida sulla salute complessiva dell'organismo e su quanto, di conseguenza, sia opportuno consumare queste bevande.

Se assunta in quantità importanti, la caffeina risulta nociva sotto diversi aspetti, principalmente a causa della propria capacità eccitante che rende, ad esempio, più difficoltoso addormentarsi e può peggiorare l'ipertensione. Inoltre, soprattutto in soggetti particolarmente sensibili, può provocare acidità di stomaco e pesantezza.

Tuttavia, sembra portare anche diversi benefici, come quello di migliorare la reattività e le capacità cognitive e aumentare l'efficienza cerebrale.

Partendo da questi presupposti, da anni ci si interroga sulla possibilità o meno che possa incidere sulle malattie neurodegenerative e secondo un nuovo studio sembra proprio di sì, almeno per quanto riguarda il parkinson, la patologia più diffusa di questa categoria, per la quale al momento non esiste una cura.

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Cosa dice lo studio?

Uno studio finlandese svolto dai ricercatori dell'Università di Turku e pubblicato recentemente su Annals of Neurology, ha confermato ciò che molti studiosi sostenevano da tempo, ovvero che la caffeina avrebbe benefici nella prevenzione del parkinson.

Un'evidenza che richiama un precedente studio del 2012, quando un gruppo di ricerca di Harvard aveva scoperto che le persone che bevevano caffè classico avevano una probabilità più bassa di ammalarsi di parkinson, rispetto a quelle che lo bevevano decaffeinato. Una possibile spiegazione di ciò è che la caffeina blocca l'azione dell'adenosina, un neurotrasmettitore che può inibire il rilascio di dopamina. In questo modo quindi il rilascio di dopamina aumenta e questo potrebbe potenzialmente proteggere dal parkinson.

Ma non solo, la caffeina ha un effetto antinfiammatorio, che potrebbe garantire una maggiore interazione con i processi cellulari che proteggono il cervello.

La caffeina rallenta il decorso della malattia?

Purtroppo, il nuovo studio ha evidenziato che la caffeina non avrebbe alcune effetto sui sintomi della malattia in corso e non sarebbe nemmeno in grado di rallentarne il decorso.

La sua assunzione, infatti, non influenza il sistema dopaminergico delle persone in cui la patologia è già comparsa, né la funzione psichica o motoria.

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