Kiwi: quanti mangiarne al massimo a settimana

Kiwi: quanti mangiarne al massimo a settimana
Ultima modifica 23.04.2024
INDICE
  1. Proprietà e benefici
  2. Quanti kiwi a settimana sono raccomandati
  3. Chi dovrebbe evitarlo

Il kiwi è un frutto molto amato, la cui stagionalità è ampia visto che inizia in autunno e arriva fino a primavera inoltrata.

Questo, la praticità di consumo e il suo gusto indubbiamente invitante, lo rendono una presenza piuttosto fissa sulla tavola di molte persone.

Essendo un alimento estremamente benefico, si tratta di un'abitudine positiva, ma come qualunque cibo non si deve esagerare con il consumo, onde evitare di incappare in conseguenze non sempre piacevoli.

Ecco quindi le cose da sapere per capire quante volte a settimana mangiare il kiwi.

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Proprietà e benefici

Il kiwi è un frutto preziosissimo per la salute, perché ricco di elementi importanti per il benessere dell'organismo. In particolare, al suo interno è presente una grande quantità di vitamina C, nota per le sue proprietà antiossidanti e per contribuire a migliorare il sistema immunitario.

Molte anche le fibre, che migliorano il sistema digestivo; i flavonoidi come la quercetina e la catechina, e composti fenolici come l'acido ferulico, tutti elementi dal riconosciuto potere antiossidante.

Il kiwi ha anche una significativa azione lassativa, quindi è perfetto per chi soffre di stitichezza, ancor meglio se mangiato a digiuno, una condizione che ne amplifica l'effetto lassativo.

Quanti kiwi a settimana sono raccomandati

La frutta è un pilastro essenziale della dieta mediterranea e per questo dovrebbe essere consumata ogni giorno, più volte al giorno.

Ogni spuntino dovrebbe corrispondere a circa 100-150 grammi, ovvero uno o due (dipende dalle dimensioni). 

Consumare questa quantità consente di introdurre nell'organismo anche la dose quotidiana consigliata di vitamina C.

Settimanalmente, quindi, l'ideale sarebbe aggirarsi al massimo intorno ai 15 kiwi o poco più.

Ovviamente però si tratta di indicazioni generali, che non tengono conto delle condizioni di salute e delle abitudini alimentari di ciascuno.

Il kiwi può essere consumato in tanti modi: da solo tagliandolo a metà ed estraendo la polpa con un cucchiaio o a rondelle, ma anche come ingrediente di frullati, macedonie, pancake e torte alla frutta..

Anche se non è gradevolissima al palato e molti la scartano, la buccia si può mangiare ed è ricchissima di vitamina C.

Chi dovrebbe evitarlo

A fronte di tantissimi benefici, il consumo di kiwi può portare con sé anche qualche problema, soprattutto per i soggetti più sensibili.

Questo frutto, infatti, è particolarmente allergizzante e potrebbe generare reazioni avverse in molte persone, che quindi dovrebbero evitare di consumarlo.

A sceglierlo con parsimonia dovrebbe anche essere chi soffre di colite, colon irritabile o è particolarmente sensibile alle fibre.

Lo stesso vale per chi soffre di disturbi ai reni o alla cistifellea perché contiene ossalati, che possono contribuire alla formazione di calcoli renali o biliari in persone particolarmente suscettibili.

La vitamina K presente nel kiwi, infine, potrebbe interferire con l'assorbimento di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici.