Frutto del Drago: Proprietà Nutrizionali, Ruolo nella Dieta e Cenni di Botanica di R.Borgacci

Cos'è

Cos'è il frutto del drago?

Frutto del drago, pitahaya o pitaya è il nome del frutto prodotto da alcune specie americane di cactus – Famiglia botanica Cactaceae. In Italia è normalmente considerato uno dei frutti tropicali più "affascinanti".

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(fonte: Shutterstock)

Si tratta di un frutto tropicale che appartiene al VII gruppo fondamentale di alimenticibi ricchi di vitamina C. Contiene anche poca acqua, moltissimi zuccheri solubili (fruttosio), fibre alimentari e alcuni minerali – tra cui sodio e calcio. Nella dieta ha la stessa funzione dei frutti nostrani e può essere consumato, seppur in porzioni differenti, dalla maggior parte della popolazione generale; esistono tuttavia poche eccezioni, principalmente legate a patologie preesistenti, che descriveremo in seguito.

Il frutto del drago ha una forma molto caratteristica; somiglia solo vagamente al fico d'india, ma ha dimensioni maggiori e una morfologia unica nel suo genere. La buccia è solitamente rossa o viola o gialla, mentre la polpa può essere rossa o bianca o giallastra. Raggiungono dimensioni ragguardevoli.

Di solito, vengono chiamati frutti del drago o pitahaya quelli prodotti dal Genere botanico Stenocereus, mentre il pitaya è più comunemente utilizzato per il Genere Hylocereus. Il frutto del drago viene coltivato prevalentemente nel sud-est asiatico, in Florida, nei Caraibi, in Australia e in tutte le regioni tropicali e subtropicali del mondo.

Lo Sapevi che…

Questi frutti sono comunemente conosciuti in lingua inglese come "frutti del drago", riflettendo i nomi asiatici vernacolari. I sostantivi pitahaya e pitaya derivano invece dal Messico, mentre in America Centrale e nel Nord America del Sud si usa prevalentemente "pitaya roja".

Proprietà Nutrizionali

Proprietà nutrizionali del frutto del drago

Nel 2018, il "Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti" ha analizzato per la prima volta i frutti del drago importati da un solo produttore, dimostrando che 100 grammi di pitaya contengono ben 268 calorie; 82 g sono costituiti da carboidrati, 4 g da proteine e 11 g da vitamina C e calcio.

Il frutto del drago appartiene al VII gruppo degli alimenti – cibi ricchi di vitamina C; è anche una fonte di zuccheri solubili, fibre e certi minerali anche se, come vedremo, è povero d'acqua.

Le proprietà nutrizionali del frutto del drago o pitaya sono interessanti ma ancora poco dettagliate. Ha un apporto energetico elevatissimo, fornito principalmente dalla concentrazione di zuccheri; le proteine sono meno rilevanti, mentre i lipidi – della polpa, non dei semi – risultano assenti o marginali.

I glucidi risultano prevalentemente solubili e sono composti dal monosaccaride fruttosio e le proteine hanno basso valore biologico. Il frutto del drago contiene molte fibre alimentari. Colesterolo, lattosio e glutine sono assenti. Istamina, purine e amminoacido fenilalanina compaiono in quantità scarse o quasi nulle. Non è chiaro se rappresenti un alimento istaminoliberatore.

La pitaya è ricca di vitamina C (acido ascorbico). In merito ai sali minerali, il frutto del drago sembra contenere prevalentemente calcio – ma rimane sconosciuta la sua biodisponibilità – e sodio. Il frutto del drago rosso e quello viola sono ricchi di betacianine – antocianidine antiossidanti.

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(fonte: Redazione)

Frutto del drago

 

Valori nutrizionali per 100 g

Quantita'
Energia 268,0 kcal

Carboidrati totali

82,14 g

Amido

-g
Zuccheri Semplici 82,14 g
Fibre 1,8 g
Grassi - g
Saturi - g
Monoinsaturi - g
Polinsaturi - g
Colesterolo 0,0 mg
Proteine 3,57 g
Acqua - g
Vitamine  
Vitamina A equivalente - RAE
Beta-Carotene -µg
Luteina Zexantina -µg
Vitamina A -IU
Tiamina o vit B1 - mg
Riboflavina o vit B2 - mg
Niacina o vit PP o vit B3 - mg
Acido Pantotenico o vit B5 - mg
Piridossina o vit B6 - mg
Folati

-µg

Vitamina B12 o cobalamina

-µg

Colina - mg
Vitamina C 9,2 mg
Vitamina D

-µg

Vitamina E

- mg

Vitamina K

-µg

Minerali  
Calcio 107,0 mg
Ferro - mg

Magnesio

-mg
Manganese -mg
Fosforo - mg
Potassio - mg
Sodio 39,0 mg
Zinco - mg
Floruro -µg

Olio di semi di frutto del drago

La composizione in acidi grassi dell'oli di semi di frutto del drago è la seguente:

  Hylocereus costaricensis (Red-fleshed pitaya) Hylocereus undatus (White-fleshed pitaya)
Acido Miristico 0,2 % 0,3%
Acido Palmitico 17,9% 17,1%
Acido Stearico 5,49% 4,37%
Acido Palmitoleico 0,91% 0,61%
Acido Oleico 21,6% 23,8%
Acido Cis-Vaccenico 3,14% 2,81%
Acido Linoleico 49,6% 50,1%
Acido Linolenico 1,21% 0,98%

Dieta

Frutto del drago nella dieta

La polpa del frutto del drago non si presta a tutti i regimi alimentari; questo perché è molto calorica e zuccherina. Risulta difficile da contestualizzare nella dieta contro il sovrappeso e le patologie metaboliche, soprattutto diabete mellito tipo 2 e ipertrigliceridemia; ciò nonostante, adeguando le porzioni potrebbe costituire un'alternativa saltuaria.

Nessun componente della pitaya è in grado di compromettere la terapia nutrizionale contro l'ipertensione arteriosa, l'ipercolesterolemia, la celiachia, l'intolleranza al lattosio e la fenilchetonuria. Inoltre, essendo carente di purine, il frutto del drago potrebbe essere utilizzato nella dieta contro l'iperuricemia e la calcolosi (litiasi) renale da acido urico; non bisogna tuttavia dimenticare che l'eccesso di fruttosio nella dieta è capace di ostacolare l'eliminazione di questo elemento indesiderato dal sangue. Si riserva di comprendere se questo alimento possa liberare grosse quantità di istamina – come fa, ad esempio, la fragola.

Per la carenza d'acqua il frutto del drago non svolge alcun ruolo nella promozione dell'equilibrio idrosalino; in parole povere, non contribuisce a mantenere lo stato di idratazione dell'organismo, precario soprattutto nello sportivo e nell'anziano.

La pitaya abbonda di fibre solubili e può aumentare la sensazione di pienezza – anche se il fruttosio, d'altro canto, non stimola tanto efficacemente il senso di sazietà quanto altri glucidi semplici (ad esempio il glucosio). Inoltre, le fibre solubili agiscono positivamente sul metabolismo modulando l'assorbimento – riduzione dell'indice glicemico (anche se, visto il carico di zuccheri, questo assume un'importanza metabolica secondaria), riduzione della captazione di colesterolo – prevenendo la stipsi e tutte le complicanze ad essa collegate – emorroidi, ragadi anali, diverticolosi, diverticolite, prolasso anale, certe forme di tumore ecc. Va poi ricordato che le fibre, in particolare quelle solubili, sono anche ottimi prebiotici e nutrono efficacemente la flora batterica del colon.

La buona percentuale di vitamina C è molto utile per supportare l'azione difensiva dai radicali liberi. Inoltre, l'acido ascorbico è un fattore necessario alla sintesi del collagene, proteina diffusissima nel corpo umano, e contribuisce a supportare il sistema immunitario. Per quel che concerne i minerali, è difficile stabilire se la buona concentrazione di calcio possa realmente contribuire ad aumentare l'intake complessivo, poiché non se ne conosce la reale biodisponibilità.

La porzione media consigliabile di frutto del drago è indicativamente di 50 g (132 kcal).

Descrizione

Cenni di descrizione del frutto del drago

Il frutto del drago del Genere Hylocereus può essere rosso o viola; il colore è dovuto alle betacianine, una famiglia di pigmenti che include anche la betanina, la stessa sostanza che dà il colore rosso alle rape e all'amaranto.

La polpa del frutto del drago è da alcuni paragonata a quella del kiwi, per i semi neri e croccanti. Il sapore è tendenzialmente delicato, con gusto prevalente dolce e più o meno acidulo a seconda della varietà.

Botanica

Cenni di botanica del frutto del drago

I frutti del drago vengono prodotti da alcuni cactus, quindi da piante appartenenti alla Famiglia botanica Cactaceae; più precisamente, trattasi di vegetali rientranti nei Generi Stenocereus e Hylocereus.

Quelli del Genere Hylocereus sono originari del Messico, del Guatemala, del Nicaragua, del Costa Rica, di El Salvador e della porzione meridionale del Nord America. Oggi il frutto del drago è coltivato prevalentemente nel sud-est asiatico, in Florida, nei Caraibi, in Australia e in tutte le regioni del mondo tropicale e subtropicale.

Il frutto del drago pesa comunemente da 150 a 600 grammi; alcuni possono raggiungere il 1 chilogrammo.

Varietà di frutto del drago

Varietà del Genere Stenocereus

Il frutto prodotto da specie botaniche del Genere Stenocereus – o pitaya aspra – è un'altra varietà di frutto del drago consumata prevalentemente nelle regioni aride americane. Ha un gusto più intenso, acido e un sapore generalmente rinfrescante; la polpa è più succosa.

La pitaya agria (S. gummosus) del deserto di Sonora è stata un'importante fonte di cibo per le popolazioni indigene delle Americhe. Il popolo Seri del Messico nord-occidentale raccoglie ancora questi frutti e definisce il cactus "ziix ccapxl", tradotto: "cosa il cui frutto è acido".

Anche i frutti di specie affini, come la S. queretaroensis e la S. griseus – o cactus del pugnale – sono alimenti importanti a livello locale. Il frutto della S. thurberi – o "cactus a canne d'organo", il cui frutto viene definito "ool" dei Seris – è una pitaya di tipo dolce – sweet pitaya. È ancora più aspro del frutto del Genere Hylocereus e trova alcuni impieghi nella medicina tradizionale.

Varietà del Genere Hylocereus

La pitaya dolce è disponibile in tre tipologie, tutte munite di buccia coriacea, leggermente a foglia verde:

  • Hylocereus undatus – pitaya blanca – produce un frutto dalla buccia rosa e con polpa bianca. È il frutto del drago più comune
  • Hylocereus costaricensis – pitaya roja; noto anche come Hylocereus polyrhizus – produce un frutto dalla buccia rossa con polpa rossa
  • Hylocereus megalanthus – pitaya amarilla o gialla; noto anche come Selenicereus megalanthus – produce un frutto con buccia gialla e polpa bianca.

I primi cactus importati dalla Colombia all'Australia furono denominati Hylocereus ocampensis – presumibilmente, con frutti rossi – e Cereus triangularis – presumibilmente, con frutti gialli. Non è del tutto chiaro a quali specie si riferiscano questi taxon, sebbene il primo sia probabilmente riferito alla pitaya rossa.

Coltivazione del frutto del drago

Dopo un'accurata rimozione dei semi dalla polpa del frutto, questi possono essere essiccati e conservati per la coltivazione.

I semi crescono bene in compost organico o in miscugli di terriccio, persino come pianta da vaso. I cactus del frutto del drago germogliano tra 11 e 14 giorni dopo la semina superficiale. Essendo Cactacee, quando in eccesso tendono a divenire infestanti. Man mano che la crescita prosegue, queste piante rampicanti producono ulteriori radici aeree. Fiorisce una volta raggiunte le 10 libbre.

Le piantagioni commerciali di frutto del drago possono essere fatte anche ad alta densità da 1100 e 1350 piante per ettaro. I cactus possono impiegare fino a cinque anni per arrivare in piena produzione commerciale, che rende da 20 a 30 tonnellate per ettaro.

I fiori di pitaya si schiudono durante la notte e di solito avvizziscono al mattino. Per la fecondazione, si affidano a impollinatori notturni come pipistrelli o falene. L'autofecondazione non produce frutti in alcune specie e, sebbene l'incrocio abbia dato origine a diverse varietà "autofertili", l'impollinazione incrociata con una seconda specie di piante generalmente aumenta la produzione e la qualità dei frutti. Questo limita la capacità dei coltivatori casalinghi. Tuttavia, le piante possono fiorire tra tre e sei volte in un anno a seconda delle condizioni di crescita. Come altri cactus, se un pezzo sano del gambo viene spezzato, può mettere radici nel terreno e diventare autonomo.

Le piante possono sopportare temperature alte fino a 40 °C e periodi di gelo molto brevi, ma non sopravvivono a una lunga esposizione a temperature di congelamento. I cactus del frutto del drago prosperano di più nelle zone USDA 10-11 (aride), ma possono sopravvivere all'aperto nelle zone 9a o 9b.

Il Genere Hylocereus si è adattato a vivere in climi tropicali asciutti, con una moderata quantità di pioggia. I frutti del drago si formano sugli alberi di cactus 30-50 giorni dopo la fioritura e talvolta possono avere 5-6 cicli di raccolta all'anno. In numerose regioni è sfuggito alla coltivazione per diventare infestante.

Parassiti e malattie del frutto del drago

Precipitazioni eccessive possono causare la caduta dei fiori e la decomposizione del frutto del drago. Inoltre, un rigonfiamento idrico eccessivo può causare lo spaccamento del frutto in maturazione.

Gli uccelli si nutrono di questi alimenti.

Il batterio Xanthomonas campestris fa marcire velocemente i gambi. I funghi Dothiorella possono causare macchie marroni sul frutto, ma non è un avvenimento comune. Altri funghi sono: Botryosphaeria dothidea, Colletotrichum gloesporioides e Bipolaris cactivora.

Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer


Ultima modifica dell'articolo: 30/05/2019