Disidratazione nello Sport: Rischi e Mortalità

Disidratazione nello Sport: Rischi e Mortalità
Ultima modifica 02.11.2020
INDICE
  1. Introduzione
  2. Nello Sport
  3. Come Idratarsi
  4. Disidratazione

Introduzione

L'idratazione è parte fondamentale dell'alimentazione, in quanto deve ottemperare alle perdite idriche di un organismo composto dal 50 al 75% d'acqua; la sudorazione, la diuresi e la ventilazione polmonare sono le tre vie principali di perdita dell'acqua corporea.

disidratazione letale Shutterstock

Soprattutto nello sport, la reidratazione idro-salina risulta un'abitudine essenziale all'ottimizzazione della prestazione e al mantenimento dello stato di salute. 

Nello Sport

Nella pratica sportiva, le notevoli perdite idriche indotte dalla sudorazione possono determinare l'insorgenza di IPOidratazione, cioè una riduzione dell'acqua corporea in tutti i compartimenti, in particolare nel torrente circolatorio.

Effetti avversi dell'ipoidratazione nello sport

Le complicanze dell'ipoidratazione determinano una serie di effetti negativi per lo sportivo che compromettono in maniera determinante alcuni sistemi e/o meccanismi fisiologici:

  • Limitazione della capacità di dispersione del calore
  • Riduzione dell'ossigenazione dei tessuti
  • Variazione della distribuzione degli elettroliti
  • Variazione dei volumi intra ed extracellulari

Tali effetti si accompagnano ad alcuni sintomi ben riconoscibili:

  1. Sete
  2. Senso di disagio ed oppressione
  3. Nausea
  4. Irritabilità, vertigini, debolezza e confusione mentale

Per questo, è importante che lo sportivo si mantenga idratato.

Come Idratarsi

L'idratazione dello sportivo dev'essere effettuata prima, durante e dopo la prestazione; inoltre, deve soddisfare diversi requisiti utili al miglioramento dell'assorbimento idrico:

  • La concentrazione (osmolarità) della bevanda deve essere blandamente IPOtonica
  • Deve contenere i sali minerali più soggetti a dispersione, ovvero potassio e magnesio (sodio solo in casi di sudorazione straordinaria)
  • Deve contenere una piccola percentuale (5-7%) di carboidrati, elementi indispensabili (assieme ai minerali sopra citati) all'assorbimento rapido ed efficace dell'acqua ed all'ottimizzazione delle riserve energetiche
  • Deve essere di temperatura compresa tra i 6 ed i 10°C.

Disidratazione

In alcuni casi (per ignoranza, per trascuratezza o per cause indipendenti dall'atleta) le perdite idriche aumentano pericolosamente. Vediamo quali rischi si corrono ignorando l'eccessiva sudorazione provocata dall'esercizio fisico intenso e prolungato.

Perdita % di Liquidi Effetti
2% aumento della sete, compare il senso di "oppressione" e diminuisce l'appetito.
3% aumento della concentrazione del sangue e riduzione della minzione.
4-5% aumento della percezione dello sforzo; compaiono macchie cutanee, sonnolenza, apatia e nausea. Diminuiscono la concentrazione e la stabilità emotiva.
6% aumento della frequenza cardiaca e di quella respiratoria; compromissione della capacità di termoregolazione.
8% comparsa di vertigini, difficoltà di lavoro e di parola, confusione mentale; riduzione significativa della forza e successivamente dell'equilibrio.
10% comparsa di spasmi muscolari, crampi e delirio.
11% Marcata emoconcentrazione e riduzione del volume sanguigno; insufficienza renale, insufficienza cardiocircolatoria, collasso cardiocircolatorio e probabile COMA.
>11% coma e probabile MORTE

Ovviamente, raggiungere una disidratazione pari o superiore al 10% rappresenta un comportamento quasi sempre forzato da condizioni climatiche estreme... ad esempio la "100km del Sahara"; tuttavia, anche in situazioni meno impegnative è possibile raggiungere livelli di IPOidratazione altamente limitanti. E' il caso di lunghe competizioni... magari associate a condotte alimentari poco intelligenti; alcuni esempi sono:

Ad aggravare la situazione possono concorrere:

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer