Dieta per la Sclerosi Multipla: Cosa Mangiare?

Dieta per la Sclerosi Multipla: Cosa Mangiare?
Ultima modifica 26.05.2020
INDICE
  1. Cos'è la Sclerosi Multipla?
  2. Ruolo della Dieta
  3. Cosa Mangiare?
  4. Cosa NON Mangiare?
  5. Supplementi di Vitamina D e Sclerosi Multipla
  6. Supplemento di Antiossidanti e Sclerosi Multipla
  7. Importanza dei Grassi
  8. Dieta Swank per la Sclerosi Multipla
  9. Conclusioni
  10. Dieta Wahls

In questo articolo parleremo delle correlazioni tra dieta e sclerosi multipla.

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Tuttavia, per correttezza etica, anticipiamo fin da subito che, poiché le prove a sostegno dei trattamenti nutrizionali continuano a essere deboli, la dieta può essere considerata un sistema terapico alternativo o al massimo complementare.

Più del 50% delle persone con sclerosi multipla si affida anche alla medicina alternativa - nonostante la percentuale vari a seconda del metodo di classificazione dei protocolli.

Delle molte soluzioni, sono i più accreditati:

Cos'è la Sclerosi Multipla?

La sclerosi multipla (SM) è una malattia che danneggia le guaine mieliniche dei neuroni situati nel sistema nervoso centrale.

Il nome "sclerosi" si riferisce alle relative cicatrici visibili nel cervello e nel midollo spinale.

La sclerosi multipla compromette la corretta trasmissione nervosa, con la comparsa di sintomi e segniclinici di tipo fisico, mentale e psichiatrico. I più frequenti sono: visione doppia, cecità di un occhio, debolezza muscolare, difficoltà sensoriale e problemi di coordinazione.

Compare più frequentemente tra i 20 e i 50 anni ed è due volte più comune nelle donne che negli uomini.

La sclerosi multipla può manifestarsi in maniera isolata (recidivante) o peggiorare col tempo (progressiva).

Tra un attacco e l'altro i sintomi possono scomparire completamente, ma le lesioni neurologiche sono definitive.

Le cause della sclerosi multipla non sono certe ed è probabile che si tratti di una malattia autoimmune (evidente dall'attivazione delle cellule T) o provocata dal malfunzionamento delle cellule produttrici la mielina.

I fattori predisponenti la SM sono di tipo genetico e ambientale (ad esempio un'infezione virale).

La diagnosi viene fatta sulla base dei segni clinici, dei sintomi e deigli esami di laboratorio.

Ad oggi, non esiste una cura definitiva.

I trattamenti disponibili migliorano la ripresa dopo gli attacchi e facilitano la prevenzione.

farmaci possono avere effetti collaterali molto importanti, mentre la terapia motoria tende a conservare la capacità funzionale.

L'aspettativa di vita nei malati di sclerosi multipla è di 5-10 anni più bassa rispetto alla popolazione sana.

La sclerosi multipla colpisce circa 2.200.000 persone al monto, con 750.000 casi in Europa e, in Italia, 122.000 casi prevalenti (che significa 1 italiano ogni 500 con SM). L'incidenza nel Bel Paese è di 3.400 nuovi casi all'anno (cioè 5-6 nuovi casi ogni 100.000 abitanti). Fa eccezione la Sardegna dove 1 ogni 250 abitanti ha la SM e l'incidenza è doppia [Fonte: estratto BAROMETRO della SCLEROSI MULTIPLA 2019].

E' da due a tre volte più comune tra le donne rispetto agli uomini.

Ruolo della Dieta

Dieta e sclerosi multipla: quali correlazioni?

La dieta sembra essere parzialmente implicata nell'insorgenza della sclerosi multipla ma, attualmente, non ci sono linee guida dietetiche ufficiali.

Il fatto che la SM sia più diffusa nei paesi occidentali che nei paesi in via di sviluppo è un indizio del fatto che la dieta possa svolgere un ruolo chiave.

Ecco perché le linee guida e le raccomandazioni dietetiche per le persone con sclerosi multipla dovrebbero mirare ad aiutare a gestire i sintomi e migliorare la qualità generale della vita.

La dieta può contribuire in diversi modi, tra cui:

  • preveneire o controllare la sua progressione della malattia;
  • aiutare a gestirne i sintomi;
  • ridurre le riacutizzazioni.

Idealmente, una dieta adatta alla SM dovrebbe essere:

  • ricca di antiossidanti per combattere l'infiammazione;
  • ricca di fibre per favorire i movimenti intestinali;
  • adeguata in calcio e vitamina D per combattere l'osteoporosi;
  • ricca di grassi buoni e povera di grassi cattivi - si perdoni il semplicismo; sotto articoleremo meglio;
  • ricca di vitamine e minerali per combattere la stanchezza e promuovere il benessere;

La dieta per la sclerosi multipla dovrebbe anche limitare gli alimenti che sono stati collegati a infiammazioni croniche e altre condizioni negative per la salute, o quelli che semplicemente rendono più difficili le attività quotidiane per una persona affetta da questa patologia.

Alcune prove scientifiche suggeriscono che le diete chetogeniche, il digiuno intermittente e la dieta paleolitica modificata possono contribuire a migliorare i sintomi; tuttavia, questi approfondimenti sono ancora in corso [Diet mimicking fasting promotes regeneration and reduces autoimmunity and multiple sclerosis symptoms; Pilot study of a ketogenic diet in relapsing-remitting MS].

Un altro studio ha rilevato che alcuni nutrienti, tra cui olio di pesce, vitamine del gruppo B, N-acetilcisteina e Co Q10, possono avvantaggiare le persone con sclerosi multipla lieve o moderata, portando ad un migliore funzionamento generale, nonché a una migliore qualità della vita e capacità di muoversi [Impact of Nutritional Intake on Function in People with Mild-to-Moderate Multiple Sclerosis; Ketogenic diet and fasting diet as Nutritional Approaches in Multiple Sclerosis (NAMS): protocol of a randomized controlled study; A multimodal intervention for patients with secondary progressive multiple sclerosis: feasibility and effect on fatigue].

Le persone con sclerosi multipla hanno maggiori probabilità di essere carenti di alcuni nutrienti, come vitamina A, vit. B12 e vit D3 [Dietary Supplements on Controlling Multiple Sclerosis Symptoms and Relapses: Current Clinical Evidence and Future Perspectives].

Integratori per la sclerosi multipla

Quali nutrienti integrare per la sclerosi multipla?

Le evidenze sul rapporto tra sclerosi multipla e alimentazione variano a seconda del nutriente in esame; talvolta sono scarse e poco convincenti, mentre in altre paiono più evidenti e oggettive.

Per quel che riguarda la supplementazione, trovano maggior impiego:

Sotto ne vedremo alcuni.

Gotta e sclerosi multipla: quali correlazioni?

Esiste una correlazione statistica tra uricemia, gotta e sclerosi multipla.

Pare che la gotta sia più rara nei soggetti malati di sclerosi multipla rispetto alla popolazione generale.

Le rilevazione dell'acido urico nel sangue sembra confermare tale ipotesi; i livelli di questo metabolita sono inferiori nelle persone affette da sclerosi multipla rispetto a quelle sane.

E' ipotizzabile che l'acido urico eserciti un ruolo protettivo dalla sclerosi multipla, anche se l'importanza reale e il meccanismo d'azione sono tutt'ora oggetto di studi.

Cosa Mangiare?

Cosa mangiare nella dieta per la sclerosi multipla?

Di seguito un elenco di alimenti e bevande da includere in una dieta idonea alla sclerosi multipla:

Utili, ma in quantità inferiori:

In pratica, le linee guida per una dieta adatta alla sclerosi multipla sono simili a una dieta complessivamente equilibrata e ben bilanciata. Tuttavia, sottolinea l'importanza dei prodotti di origine vegetale - anche con l'obbiettivo di prevenire/migliorare eventuali sintomi e complicazioni letati all'intestino e alle vie urinarie, e di ridurre lo stress ossidativo e l'infiammazione.

Fa eccezione il pesce, ricco di omega 3 (antinfiammatori, nelle giuste quantità) e di vitamina D (importante per lo scheletro, per il sistema immunitario ecc.).

La ricerca attuale sugli effetti della carne e formaggi, quindi dell'assunzione di grassi saturi, sui sintomi mostra risultati contrastanti. Si consiglia moderazione.

Attenzione! Se soffri di SM e provi disagio quando mangi prodotti a base di glutine (frumento, orzo, farro, spelta, segale), informa il medico. Alcuni sintomi della malattia celiaca includono gonfiore, diarrea, affaticamento, dolore addominale, mal di testa cronico e anemia.

Cosa NON Mangiare?

Cosa evitare nella dieta per la sclerosi multipla?

La maggior parte degli alimenti da evitare nella dieta per la sclerosi multipla è legata all'infiammazione cronica. Parliamo di: carni trasformate, carboidrati raffinati, grassi trans (ma anche l'eccesso di saturi e idrogenati) e bevande zuccherate.

Ecco un elenco di cibi da evitare se hai la SM:

  • carni lavorate: salate, affumicate e stagionate (salame, pancetta, prosciutto ecc.);
  • carboidrati raffinati: tutto ciò che si ricava dalle farine bianche;
  • cibi fritti: patatine, pollo fritto, altri sank e dolci;
  • junk-food: fast food, prodotti molto lavorati e snack;
  • grassi trans: soprattutto oli da frittura, grassi mal conservati, margarine di scarsa qualità;
  • bevande zuccherate di ogni genere;
  • alcolici;
  • Se sei celiaco, tutti gli alimenti a base di glutine o da esso contaminati (grano, farro, spelta, orzo e segale).

Supplementi di Vitamina D e Sclerosi Multipla

La vitamina D è una molecola liposolubile con varie funzioni metaboliche (metabolismo osseosistema immunitario ecc).

Può essere assunta con gli alimenti o sintetizzata nella cute a partire dal colesterolo e in presenza di raggi UV.

Alti livelli di vitamina D3 (colecalciferolo) vengono statisticamente associati a:

  • Minor rischio di contrarre la sclerosi multipla.
  • Numero di ricadute inferiore.
  • Cicatrici del tessuto nervoso centrale più piccole e rade.
  • Maggiore conservazione della funzionalità motoria.

All'opposto, una concentrazione plasmatica modesta di vitamina D3:

  • Aumenta il pericolo complessivo della malattia.
  • Aumenta la gravità dei danni arrecati.

Ciò potrebbe essere dovuto all'effetto immuno-modulante della vitamina nei confronti delle cellule T perennemente attive.

Lo studio di Hayes CE. "Vitamin D: a natural inhibitor of multiple sclerosis" ha dimostrato che mediante un'integrazione con 10ng/ml di vitamina D3 al giorno si può ottenere una riduzione del rischio di lesioni del 15% e di ricadute pari al 32%.

Gli alimenti più ricchi di colecalciferolo sono: tuorlo d'uovoprodotti della pescafegato di merluzzo e relativo olio ecc.

Supplemento di Antiossidanti e Sclerosi Multipla

La degenerazione mielinica del tessuto nervoso ha un'eziologia infiammatoria e ossidativa.

E' dimostrato scientificamente che l'ossidazione e la perossidazione lipidica nel tessuto mielinico esercitano un ruolo fondamentale nell'eziologia della sclerosi multipla.

D'altro canto, non è stato ancora possibile correlare la riduzione dello stress ossidativo generale a un miglioramento della condizione patologica della SM.

Gli elementi utilizzati nella sperimentazione antiossidante sono di origine nutrizionale, anche se potrebbe essere utile effettuare delle misurazioni che riguardano la concentrazione e l'efficacia degli antiossidanti prodotti nell'organismo stesso.

E' stato valutato l'effetto sulla sclerosi multipla dell'integrazione alimentare con:

I risultati sono stati controversi.

Pur proteggendo dall'ossidazione, questi principi nutrizionali sembrano attivare le cellule T e i macrofagi implicati nell'eziologia della sclerosi multipla.

La sicurezza del loro utilizzo è per il momento ancora da definire.

Importanza dei Grassi

Gli acidi grassi polinsaturi essenziali (PUFA) sono molecole lipidiche che l'organismo non è in grado di sintetizzare autonomamente. Alle giusti dosi e nelle corrette proporzioni hanno tutti un effetto benefico sulla colesterolemia, sulla glicemia, sull'ipertensione arteriosa e sul rischio cardiovascolare in genere.
I PUFA possono essere classificati in due tipi:

In particolare, l'acido arachidonico è il polinsaturo omega 6 che esercita il ruolo più

Grassi buoni e grassi cattivi

Come anticipato, gli acidi grassi polinsaturi essenziali svolgono molte funzioni benefiche per l'organismo.

La maggior parte di queste sono in opposizione al ruolo dei cosiddetti "grassi cattivi", ovvero: colesterolo, acidi grassi saturi e acidi grassi idrogenati ,questi ultimi soprattutto in conformazione trans.

Specifichiamo che i "grassi cattivi" vengono definiti tali poiché un eccesso nella dieta può provocare alcuni disagi di natura metabolica. Peraltro, è stato dimostrato che una dieta troppo ricca di queste molecole può influire negativamente sul mantenimento delle capacità cognitive durante la vecchiaia.

Ciò non significa che siano inutili o del tutto nocivi. Anch'essi svolgono un ruolo importante per il mantenimento della salute nervosa poiché strutturano gran parte della mielina.

Mielina

La mielina è una sostanza molto grassa (70% di lipidi nella sostanza secca) e contiene soprattutto:

La proporzione è 4:3:2.

Fosfolipidi e galattolipidi sono compositi da:

  • 75% da acidi grassi saturi (50% stearico o ottadecanoico e 25% lignocerico o tetracosanoico).
  • 25% da monoinsaturi (24:1 acido nevroico o cis-15-tetracosenoico).

E' deducibile che i grassi saturi e il colesterolo non siano da considerare nutrienti totalmente nocivi, poiché strutturano gran parte della guanina mielinica.

Tuttavia non bisogna dimenticare che:

  • L'organismo è in grado di produrli autonomamente.
  • Un eventuale eccesso si può dimostrare nocivo per:
    • Colesterolemia e rischio aterosclerotico.
    • Efficienza nervosa, soprattutto durante l'invecchiamento.

La loro assunzione con gli alimenti dovrebbe essere solo complementare o addirittura marginale alla sintesi endogena.

Fonti di PUFA

Gli omega 3 biologicamente più attivi (DHA ed EPA) sono contenuti soprattutto nei prodotti della pesca, in particolare nel pesce azzurro e negli oli di estrazione (sardasgombropalamitaalacciaaringaalletterato, ventresca di tonnoagugliaalgheolio di fegato di merluzzo, olio di alghe, olio di krill ecc).

Gli omega 3 meno attivi (ALA) sono contenuti in alcuni semi e relativi oli di estrazione: soiasemi di lino, semi di kiwi, semi di uva ecc.

Gli omega 6 sono contenuti soprattutto in certi semi, parte di essi o oli di estrazione. In particolare: girasole, germe di grano, sesamo, quasi tutta la frutta secca, germe di mais ecc.

Dosi raccomandate di PUFA

Per mantenere un equilibrio metabolico gli enti di ricerca consigliano di assumere gli acidi grassi polinsaturi essenziali nel rapporto omega 3 / omega 6 = 1:4 e in quantità totale di circa 2,5 g/die (0,5g omega 3 e 2,0g omega 6).

Inoltre, in alcune condizioni (accrescimento, gravidanza, allattamento, vecchiaia), si consigliano livelli superiori di EPA e DHA - suggeriamo di consultare l'articolo dedicato.

L'apporto di grassi saturi o idrogenati dovrebbe essere pari a quello dei PUFA e il colesterolo alimentare dovrebbe rimanere al di sotto dei 200-300mg/die.

Dieta Swank per la Sclerosi Multipla

Con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, anche negli USA ci fu un calo significativo del consumo di alimenti di origine animale.

Durante questo periodo, il primario di neurologia Roy Swank constatò una riduzione del 200-250% dei casi di sclerosi multipla.

Intuendo una correlazione nutrizionale, successivamente sperimentò un regime nutrizionale quasi privo di carne, pesce, uova e latticini.

La terapia alimentare (Dieta Swank) prevedeva di mantenere i grassi al 20% dell'energia totale, ovvero circa il 5-10% in meno rispetto alla norma.

Roy Swank verificò un miglioramento significativo dei sintomi e una riduzione delle recidive nel 95% dei casi di sclerosi multipla.

Un potenziale ruolo terapeutico di una dieta ciclicamente povera di proteine animali (e di calorie) è stato evidenziato anche da studi preliminari sulla dieta mima digiuno.

Conclusioni

In definitiva, nella sclerosi multipla potrebbe essere utile ridurre la quantità dei grassi totali.

Inoltre, è consigliabile prediligere la frazione deglii omega 3 per la produzione di eicosanoidi antinfiammatori, a svantaggio degli omega 6 precursori degli eicosanoidi infiammatori e dei grassi cattivi (ma senza eliminarli del tutto).

Dieta Wahls

Nel nel 2008 il dr. Terry Wahls sviluppò la dieta Wahls, una paleolitica modificata, per migliorare la gestione della clersi multipla.

La dieta Wahls è una versione della Paleo che raccomanda di mangiare carne, pesce, uova, verdure, frutta, noci, semi, erbe, spezie, grassi sani e oli, ma di evitare cibi trasformati, zucchero, cereali, la maggior parte dei latticini, legumi, dolcificanti artificiali, oli lavorati, margarina e grassi trans.

La modified Paleo Wahls diet fornisce anche le seguenti raccomandazioni:

  • mangiare nove o più porzioni di frutta e verdura al giorno (tre ciascuna di verdure a foglia verde, verdure ricche di zolfo e frutta o verdura dai colori intensi);
  • enfatizzare il consumo di alghe e lieviti;
  • consumare porzioni limitate di cereali senza glutine (quelli col glutine sono da eliminare) e legumi;
  • evita le uova;
  • consumare meno carne e pesce rispetto alla dieta Paleo;

In un piccolo studio randomizzato e controllato, 17 individui con SM che hanno seguito la dieta Wahls per tre mesi hanno sperimentato una migliore qualità della vita e meno affaticamento rispetto a coloro che hanno continuato la dieta abituale. Sono necessari ulteriori studi per valutare l'efficacia della dieta modificata Paleo Wahls [Randomized control trial evaluation of a modified Paleolithic dietary intervention in the treatment of relapsing-remitting multiple sclerosis: A pilot study].

Il dr. Wahls ha sviluppato la dieta Wahls Elimination nel 2015, che raccomanda di evitare tutti i cereali (compresi quelli senza glutine), i legumi e le solanacee (compresi pomodori, patate bianche, melanzane, peperoni e spezie da semi) per ridurre la lectina nella dieta (28 Fonte attendibile).

Raccomanda inoltre di evitare tutti i latticini e consente un consumo illimitato di grassi saturi. Come la dieta Wahls del Paleolitico modificata, la dieta Wahls Elimination raccomanda almeno nove tazze di frutta e verdura al giorno, oltre ad alghe, lievito alimentare e cibi fermentati.

Mentre è attualmente in corso uno studio che confronta l'impatto delle diete Swank e Wahls Elimination sull'affaticamento correlato alla SM e sulla qualità della vita, non è disponibile alcuna ricerca sull'efficacia della dieta Wahls Elimination (28 Fonte attendibile).

È importante notare che le diete che escludono gruppi di alimenti interi (come cereali e latticini nella dieta Wahls Elimination) aumentano la probabilità di insufficienza nutrizionale. Tuttavia, l'assunzione di integratori durante queste diete può aiutare a ridurre il rischio di carenza nutrizionale.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer