Dieta Contro la Pressione Bassa di Riccardo Borgacci

Generalità

Generalità sulla pressione bassa

In ambito medico, per pressione bassa o ipotensione si intende un livello pressorio del sangue inferiore alla norma. La pressione del sangue viene stimata differenziando quella massima (sistolica) dalla minima (diastolica), le cui soglie di normalità corrispondono rispettivamente a 120-129 mmHg e 80-84 mmHg.

Dieta Contro la Pressione Bassa
Dieta Contro la Pressione Bassa (fonte: Shutterstock)

I valori ottimali di pressione sarebbero ≤ 120mmHg e ≤ 80mmHg, in quanto è dimostrato che l'eccesso di pressione sanguigna si correla ad un aumento del rischio di eventi vascolari come l'infarto miocardico e l'ictus cerebrale. Tuttavia, anche un livello pressorio troppo basso (< 90mmHg e < 60mmHg) può essere pericoloso; in questi casi si parla di pressione bassa, che - come mostrato in tabella - può riconoscere diversi livelli di gravità.

Valori di Pressione Arteriosa Sistolica/Diastolica
Pressione bassa pericolosa < 50/33 mmHg
Pressione troppo bassa < 60/40 mmHg
Pressione bassa < 90/60 mmHg
Pressione arteriosa normale < 115/75 mmHg
Pressione arteriosa accettabile < 130/85 mmHg
Pre-ipertensione 130-139 / 85-90 mmHg
Ipertensione stadio 1 140-159 / 90-99 mmHg
Ipertesione stadio 2 > 160 / > 100 mmHg
Accorpamento degli stadi 2 e 3 di ipertensione, perchè l'approccio terapeutico è lo stesso

Per i motivi che andremo ad elencare, la pressione bassa costituisce un disagio non sempre trascurabile. Infatti, l'ipotensione è in grado di scatenare una sintomatologia fastidiosa e, talvolta, indirettamente pericolosa. Il quadro generale somiglia vagamente a quello provocato dall'ipoglicemia, poiché determina: spossatezza, astenia, sonnolenza e scarsa lucidità mentale. Talvolta progredisce fino alle vertigini ed allo svenimento; raramente scatena lo shock. Se il soggetto perde conoscenza, a prescindere dalla presenza o meno di shock, può ferirsi gravemente in una caduta o creare un incidente stradale.

Cause

Cause generali della pressione bassa e dieta

Le cause della pressione bassa sono:

Molte di queste cause sono di origine nutrizionale, tuttavia, la dieta per la pressione bassa non rappresenta una cura risolutiva vera e propria.

Inoltre, va specificato che i risultati ottenuti con la dieta per la pressione bassa non sono sempre sovrapponibili o riproducibili. L'effetto sul metabolismo dipende soprattutto dal ruolo che l'alimentazione svolge nell'eziologia dell'ipotensione; se modesto o nullo (a vantaggio dei fattori genetici o dell'influenza farmacologica), il miglioramento della salute risulterà meno rilevante.

Pressione Bassa durante la Dieta Dimagrante

Durante le terapie alimentari dimagranti, quello della pressione bassa è un sintomo comune; d'altro canto, talvolta può essere talmente disagevole da venir considerato addirittura una complicazione vera e propria.

La pressione bassa durante la dieta dimagrante sopraggiunge prevalentemente quando il calo ponderale è eccessivamente veloce, e ancor più in caso di dieta low carb. Se ciò dovesse accadere, è necessario valutare assieme al terapista la possibilità di rallentare la velocità di riduzione del peso o di integrare una parte maggiore di glucidi nella dieta. È di grande aiuto bere più liquidi, soprattutto nei mesi estivi e in particolare quando ci si allena.

Consigli

Consigli pratici per la dieta contro la pressione bassa

Di seguito riassumeremo brevemente i consigli nutrizionali per migliorare la pressione bassa:

  • Se assente nella comune alimentazione, utilizzare poco sale negli alimenti per condire. È una raccomandazione discutibile, in quanto potrebbe favorire l'acquisizione di abitudini scorrette e potenzialmente dannose. Non dimentichiamo che l'eccesso di sodio nella dieta tende a correlarsi all'eccesso di colesterolo e grassi saturi (responsabili di ipercolesterolemia), di nitrati e nitriti (responsabili di tumori gastrici o intestinali) ecc
  • Masticare bastoncini di liquirizia al naturale. La radice di liquirizia contiene glicirizzina, una molecola che simula l'azione dell'ormone aldosterone e favorisce l'aumento della pressione sanguigna.
  • Aumentare la quantità di bevande analcoliche, meglio se costituite da acqua oligominerale o centrifugati di verdura. Queste potrebbero colmare la tendenza alla disidratazione. È fondamentale rammentare che i liquidi più facili da assorbire hanno una concentrazione osmotica più o meno isotonica; sono da evitare bevande troppo concentrate (che possono provocare diarrea, peggiorando la pressione bassa) o le acque minimamente mineralizzate (ipoteticamente drenanti, le quali possono determinare anch'esse un aggravamento dell'ipotensione).
  • Limitare le bevande alcoliche. L'alcol etilico è una molecola in grado di provocare (inizialmente) una vasodilatazione piuttosto importante; questo effetto abbassa ulteriormente la pressione sanguigna. Nota: per ragioni differenti, l'alcol etilico è dannoso anche in caso di ipertensione. Inoltre, stimolando la produzione di insulina, l'alcol etilico svolge un ruolo ipoglicemizzante non trascurabile e potenzialmente dannoso (di seguito scopriremo perché). In ultimo, ma non meno importante, l'alcol etilico è una molecola tossica che i reni tendono ad espellere con le urine. Questo processo richiede l'espulsione di acqua e favorisce la disidratazione.
  • Non consumare pasti troppo abbondanti. La digestione richiede un impegno notevole e gli organi coinvolti necessitano di un flusso sanguigno piuttosto generoso. Di conseguenza, il sangue andrà a scarseggiare in altri distretti corporei come ad esempio il cervello. Una buona ripartizione energetica tra i pasti potrebbe essere: 15% colazione, 10% spuntini (mattina, pomeriggio e dopo cena), 30% pranzo e 25% cena.
  • Frammentare la dieta in molti pasti. Oltre a ridurre le porzioni, è necessario che l'apporto nutrizionale sia costante. Anzi tutto, non dimentichiamo che la maggior parte dell'acqua nella dieta proviene dai cibi. In secondo luogo, questo comportamento permette di mantenere la glicemia costante; lo zucchero nel sangue svolge anche un effetto osmotico e contribuisce a mantenere un volume plasmatico normale.
  • Abolire le diete a basso contenuto di glucidi. Questi regimi alimentari sono responsabili di ipoglicemia (la cui sintomatologia peggiorerebbe l'ipotensione) ed accumulo di chetoni fortemente osmotici. Contrariamente al glucosio, che svolge un effetto osmotico nel plasma, i chetoacidi sono molecole tossiche che i reni filtrano ed espellono utilizzando grandi quantità d'acqua; come avviene nel caso dell'alcol etilico, il risultato è la tendenza alla disidratazione.
  • Garantire la quantità di emoglobina nel sangue. L'eventuale carenza di questa proteina può determinare la cosiddetta anemia sideropenica, una patologia che aggrava l'ipotensione. Per scongiurare la possibilità di anemia è necessario assicurarsi di: non avere perdite di sangue, non avere altre patologie che interessano l'eritropoiesi, e raggiungere le quote raccomandate di ferro, cobalamina e acido folico con la dieta. Per maggiori dettagli consultare l'articolo: Dieta e Anemia.
  • Abolire l'integrazione alimentare eccessiva. Tutto ciò che viene assorbito ma non utilizzato dall'organismo è destinato alla filtrazione renale e all'espulsione con le urine. Aumentare eccessivamente la concentrazione osmotica del plasma può incrementare la necessità di filtrazione renale (una sorta di pulizia) e la conseguente escrezione di liquidi.
  • Praticare esercizio fisico regolare. Questo promuove la circolazione sanguigna e tende a stabilizzare i livelli pressori; ovviamente, si raccomanda di bere abbondantemente e, se necessario, fare uso di integratori idro-salini.
Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer


Ultima modifica dell'articolo: 20/07/2019