Cavoletti di Bruxelles: Proprietà

Cavoletti di Bruxelles: Proprietà
Ultima modifica 18.03.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Proprietà Nutrizionali
  3. Cenni di Coltivazione

Generalità

I cavoletti di Bruxelles sono germogli commestibili della pianta erbacea Brassica oleracea L., varietà gemmifera, appartenente alla famiglia delle Crucifere.

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Sono anche conosciuti col nome di cavolini di Bruxelles, e appartengono (come i broccoli e tanti altri) alla categoria dei cavoli, anche se:

  • A differenza del cavolfiore e del broccolo, i cavoletti di Bruxelles costituiscono i germogli (di colore verde chiaro) e non il fiore della pianta
  • A differenza del cavolo cappuccio, verza ecc., i cavolini di Bruxelles producono numerosi (fino a 40 per volta) e piccoli germogli (ottimi quando raggiungono circa 3cm di diametro), ma non un unico grosso germoglio centrale.

I cavolini di Bruxelles sono ortaggi coltivati per lo più nel nord Europa, poiché si adattano efficacemente al clima freddo; la zona di provenienza (o meglio, nella quale si è iniziata la coltura) è quella limitrofa alla città di Bruxelles. I cavolini di Bruxelles più conosciuti in Italia sono: Mezzo nano, Perfection, Westlandia e Anagor, mentre le varità più diffuse al nord Europa (e più difficili da reperire) sono: Fest und Viel, Hilds Ideal, Wilhelmsburger e Cavalier.

Proprietà Nutrizionali

I cavoletti di Bruxelles sono ortaggi che appartengono sia al VI che al VII gruppo degli alimenti, poiché contengono elevate quantità di vitamina C (acido ascorbico) e di β-carotene (retinolo eq. - pro-vitamina A); in virtù di questo contenuto vitaminico associato alla ricchezza in altri antiossidanti (sostanze fenoliche), i cavoletti di Bruxelles sono considerati alimenti utili alla prevenzione del cancro, mentre il contenuto in fibra alimentare risulta particolarmente efficace nella regolarizzazione della peristalsi intestinale (contro la stipsi).



Cavolini di Bruxelles con Besciamella Light

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L'apporto di potassio e ferro dei cavoletti di Bruxelles (anche se poco biodisponibile) è notevole ma, d'altro canto, sono anche ricchi di purine (come la maggior parte delle Brassica oleracea), caratteristica che li rende inadatti alla dieta contro l'iperuricemia o la gotta.

Nota: per la loro caratteristica resistenza al freddo, i cavoletti di Bruxelles (soprattutto in passato) sono stati e sono tutt'ora alimenti con una funzione nutrizionale determinante; questi, come le arance per i paesi del bacino del Mediterraneo, apportano vitamina C e retinolo equivalenti anche nella stagione più rigida, momento nel quale NON è possibile reperire altri cibi che contengano le stesse molecole essenziali.

Composizione nutrizionale per 100 grammi di parte edibile Cavoletti di Bruxelles, crudi

Valore Nutrizionale Quantità
Parte edibile 76 %
Acqua 85,7 g
Proteine 4,2 g
Lipidi TOT 0,5 g
Colesterolo 0,0 mg
Carboidrati TOT 4,2 g
Amido 0,8 g
Zuccheri solubili 3,3 g
Fibra alimentare 5,0 g
di cui Solubile - g
di cui Insolubile - g
Energia 37,0 kcal
Sodio 6,0 mg
Potassio 450,0 mg
Ferro 1,1 mg
Calcio 51,0 mg
Fosforo 50,0 mg
Tiamina o vit B1 0,08 mg
Riboflavina o vit B2 0,14mg
Niacina o vit PP 0,70 mg
Vitamina A 220,0 µg
Vitamina C 81,0 mg
Vitamina E - mg

Cenni di Coltivazione

I cavoletti di Bruxelles sono facili da coltivare; il metodo e le necessità sono assolutamente vicini a quelli già descritti per i broccoli anche se, più di essi, richiedono una giusta calibratura della concimazione per evitare che ("ingrassando" troppo il terreno) i germogli risultino eccessivamente numerosi e di scarsa qualità. Al contrario, l'utilizzo della cenere per l'arricchimento della terra favorisce la compattezza dei germogli. L'ideale nella successione colturale dell'orto/del campo per la produzione dei cavoletti di Bruxelles sarebbe: patate e cavoletti di Bruxelles o piselli e cavoletti di Bruxelles. La semina dev'essere fatta (con uno spazio di 50 * 50) verso la fine di aprile o ai primi di maggio in serra, e il trapianto in campo aperto non più tardi di metà giugno. Nota: a fine produzione è necessario cimare (tagliando le cime) la pianta dei cavoletti di Bruxelles per concentrarne le energie vegetative sull'ultima produzione di germogli.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer