Anguria o Melone: quale è meglio? Benefici e controindicazioni

Anguria o Melone: quale è meglio? Benefici e controindicazioni
Ultima modifica 27.07.2022
INDICE
  1. Introduzione
  2. Anguria o Melone: differenze
  3. Melone: benefici
  4. Anguria: benefici
  5. Anguria o Melone: controindicazioni

Introduzione

Anguria e melone sono i frutti dell'estate per antonomasia. Consumarli (preferibilmente lontano dai pasti perché poco digeribili) aiuta il corpo a reidratarsi e a fare scorta di sali minerali. La loro polpa succosa si presta molto bene in cucina: perfetti da mangiare da soli, come merenda rinfrescante, sono anche adatti a preparazioni dolci o salate. Questi due frutti che fanno parte della famiglia delle Cucurbitacee presentano molti aspetti in comune e qualche differenza che li rendono maggiormente adatti ad alcuni soggetti, e altri meno. Entrambi sono composti principalmente da acqua: anguria al 95% e il melone al 90%, e presentano un modesto apporto vitaminico. Dall'elevato potere idratante e dissetante, inoltre, aiutano nel controllare la fame per via dell'elevato potere saziante. Il melone è più calorico dell'anguria, ma più adatto a chi soffre di mal di stomaco o gastrite. I diabetici, invece, dovranno preferire l'anguria, perché meno zuccherina

Anguria o Melone: differenze

Anguria e melone, pur appartenendo alla stessa famiglia, presentano alcune differenze. L'anguria, come già detto, è più ricca di acqua ed è maggiormente diuretica; il melone, invece, è più completo dal punto di vista nutrizionale: contiene maggiori vitamine A, B e C ed è benefico per l'intestino (soprattutto per chi soffre di stipsi e stitichezza). Il melone ha il doppio delle calorie dell'anguria: per 100gr il melone ne ha 30, mentre l'anguria 15, un apporto comunque decisamente basso che rende questi frutti perfetti per una dieta ipocalorica e comunque equilibrata.

I punti in comune sono diversi: sono ricchi di antiossidanti, hanno proprietà antinfiammatorie, depurano l'organismo e aiutano la circolazione. Contengono potassio, fosforo, ferro e magnesio. Andrebbero consumati lontani dai pasti, come spuntino o a digiuno a colazione, ma non a fine pasto per via della difficoltà digestiva.

Melone: benefici

Il suo nome scientifico è Cucumis melo, appartenente alla famiglia Cucurbitaceae. Di melone esistono molte varietà come Cantalupo, Dalton, Macigno, Prescott. Il più noto, in Italia, è quello mantovano, ma anche in Sicilia esistono fiorenti coltivazioni.

La polpa del melone è composta per il 90% di acqua, contiene vitamina A,B e C; sali minerali come ferro, calcio e fosforo.

Le proprietà benefiche del melone, includono:

Anguria: benefici

Il suo nome scientifico è Citrullus lanatus, e viene chiamata comunemente anche cocomero. L'anguria, forse non tutti lo sanno, arriva dall'Africa dove veniva coltivata più di 5000 anni fa. In Italia si coltiva in molte regioni del centro-nord: si trova principalmente in Lombardia, nel mantovano; in Romagna, e in Toscana, in provincia di Pistoia. Presenta principalmente buccia striata dal colore verde, dal verde scuro al chiarissimo fino al giallo, e la polpa croccante dal rosa scuro al rosso. 

L'anguria o cocomero è composta per il 95 % di acqua e per quel che resta zuccheri (tra il 3,7% e il 6,4%), proteine, fibre e carboidrati. L'anguria contiene un buon quantitativo di sali minerali come: potassio, sodio, ferro, fosforo e calcio, e di vitamine: A, B1, B2, C e PP.

Le proprietà benefiche dell'anguria, includono:

Anguria o Melone: controindicazioni

Anguria e Melone presentano un profilo nutrizionale di tutto rispetto e risultano ideali durante la stagione estiva quali frutti rinfrescanti, idratanti, e ricchi di vitamine e sali minerali (da reintegrare per via del sudore copioso perso). Essi hanno tuttavia qualche controindicazione, che li diversifica nel consumo. Alcuni soggetti, infatti, dovranno preferire il melone piuttosto che il cocomero. O viceversa. In particolare, il melone è poco consigliato dagli esperti in nutrizione in caso di diabete e di dispepsie per via del suo effetto lassativo. L' anguria, invece, presenta uno "sbilanciamento" nei sali minerali: contiene moltissimo potassio rispetto al sodio, e questo potrebbe essere causa dell'insorgenza di fastidiosi crampi muscolari. Chi soffre di gastrite o di reflusso gastroesofageo dovrebbe evitare di consumare l'anguria perché potrebbe contribuire ad incrementare l'acidità di stomaco. Entrambi risultano poco digeribili, e per questo è meglio consumarli lontano dai pasti, in quanto ostacolerebbero il processo digestivo.