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Fine ricetta

Ingredienti Ricetta

Materiale Occorrente

  • Casseruola con coperchio
  • Colino
  • Forchetta o cucchiaio

Valori Nutrizionali

Valori nutrizionali (100 g) Il Riso Pilaf è una ricetta classificata nell'insieme dei primi piatti.
Ha un apporto energetico moderato, fornito principalmente dai carboidrati, seguiti dai lipidi e infine dalle proteine.
I glucidi sono prevalentemente complessi, gli acidi grassi monoinsaturi e i peptidi a medio valore biologico.
Il colesterolo è assente e le fibre presenti in media quantità.
Il Riso Pilaf è un alimento che si presta a qualsiasi regime alimentare; nonostante il carico glicemico significativo, nelle giuste porzioni è consigliato anche nei regimi alimentari per il sovrappeso, il diabete mellito tipo 2 e l'ipertrigliceridemia.
Non contenendo lattosio e glutine, è pertinente alle diete dell'intollerante allo zucchero del latte e del celiaco.
Si presta anche alle filosofie vegetariana e vegana; non ha controindicazioni per le religioni ebraica, musulmana e induista.
La porzione media di Riso Pilaf è di 200-300 g (265-400 kcal
Valore energetico: 132 Kcal
Carboidrati: 24.80 g

Proteine: 2.40 g

Grassi: 3.30 g
  di cui saturi: 0.58 g
di cui monoinsaturi: 2.18 g
di cui polinsaturi: 0.53 g
Colesterolo: 0.00 g
Fibre: 1.10 g

Riso Pilaf

Categoria: Ricette dietetiche Light / Ricette Internazionali / Ricette Senza Glutine / Ricette Vegane / Ricette per Vegetariani / Primi piatti
Tempo di Preparazione 15 minuti
Note: 15 minuti per la cottura; 10 minuti di riposo
Per quante persone 4 persone Costo: basso

Descrizione Ricetta

Prima di iniziare
Con il termine “pilaf” ci si riferisce a un metodo di cottura che avviene per assorbimento.
Letteralmente, la parola “pilaf” significa “ricco di aroma” proprio per sottolineare come, attraverso questa tecnica di cottura, un alimento possa riempirsi di sapore.
Inoltre, il metodo di cottura per assorbimento garantisce di ottenere dei chicchi di riso perfettamente separati.
Il riso più utilizzato per questa preparazione è il basmati, ovvero un tipo di riso estremamente aromatico, caratteristico dell’India. Tuttavia, anche il riso parboiled si presta alla cottura per assorbimento.

  1. Per dosare il riso, si consiglia di utilizzare una tazza: in questo modo, il calcolo del brodo vegetale per cuocerlo risulterà più immediato. Normalmente, per ogni tazza di riso si calcolano due tazze di liquido (brodo vegetale o semplice acqua).
  2. Raccogliere il riso basmati in un colino e sciacquarlo delicatamente in acqua fresca per eliminare l’amido in eccesso. Per mantenere i chicchi integri, si raccomanda di non agitare il riso energicamente.
  3. Portare a bollore il brodo vegetale già salato (oppure utilizzare semplice acqua con un po’ di sale).
  4. Versare due cucchiai di olio in una padella, dunque tostarvi il riso.
  5. Quando il riso è tostato, unire il brodo bollente, tutto in una volta, e le spezie (es. chiodi di garofano e cannella).

Lo sapevi che…
La ricetta originale del riso pilaf prevede di rosolare la cipolla in una noce di burro.
Anche se esistono varie soluzioni, il riso pilaf viene generalmente insaporito con molte spezie, che possono essere cannella, zafferano, chiodi di garofano, alloro, curcuma e molto altro.
Anche le cotture sono diverse: c’è chi preferisce cuocerlo in forno, e chi in pentola. Nonostante le varie tecniche di cottura, lo scopo è sempre lo stesso, ovvero cuocere il riso per assorbimento al fine di ottenere chicchi perfettamente separati.

  1. Coprire con il coperchio e, evitando di mescolare, lasciar cuocere il riso fino a completo assorbimento del liquido (12-15 minuti).
  2. Quando il riso è cotto e il brodo è asciutto, togliere il coperchio, spegnere la fiamma e lasciar riposare per una decina di minuti.
  3. Sgranare il riso pilaf con l’aiuto di una forchetta e servire per accompagnare intingoli, carne e pesce, o semplicemente come primo piatto dietetico.

Il commento di Alice - PersonalCooker

Solitamente il riso pilaf si usa per accompagnare pietanze sugose più saporite, ma posso proporvi anche di apprezzarlo come alternativa ad un primo piatto, magari insaporendo con uvetta sultanina e scaglie di mandorle (e vi sembrerà di pranzare in un ristorante in pieno stile etnico).