Contenuto in vitamina K degli alimenti

Fonti alimentari, livelli di assunzione e stato di nutrizione


Non sono stati fatti studi specifici sull'assunzione di vitamina K, in Italia. Si sa comunque che ne sono ricchi gli ortaggi a foglia verde (spinaci, lattuga, broccoli, cavoli), mentre quantità meno rilevanti si trovano nei cereali, nei prodotti carnei e nei prodotti lattiero caseari (Olson, 1994). I dati sul contenuto di vitamina K negli alimenti sono limitati dalla difficoltà a quantificarne le diverse forme con adeguati metodi analitici.
Lo stato vitaminico K, può essere valutato dalla concentrazione o stato plasmatico di protrombina, dal tempo di protrombina mediante determinazione coagulazione in condizioni standardizzate (tempo di protrombina) o dalla diminuzione di attività dei fattori della coagulazione vitamina K dipendenti. Attualmente si preferiscono metodi più sensibili, quali la valutazione delle K e concentrazioni ematiche di vitamina dell'escrezione urinaria di acido g -carbossiglutammico (Sadowski et al., 198 8 ).


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VITAMINA K: FONTE DATI SINU-LARN

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