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      Ultima modifica: 23/11/2011

Vaccino - Vaccinazione

Cos'è un vaccino

L'immunità di un soggetto nei confronti di un agente patogeno può essere indotta artificialmente mediane immunizzazione attiva (vaccinazione).
La vaccinazione prevede la somministrazione, per via parenterale (cioè con un'iniezione) o per via orale, di una preparazione antigenica che può essere rappresentata microrganismo (batterio, virus) verso cui si vuole protezione, da sue frazioni immunogene (ovvero proteine che provocano una risposta di difesa da parte del soggetto) o da sue tossine (per esempio la vaccinazione contro il tetano).
Il prodotto somministrato (vaccino) induce nell'ospite (il nostro animale) una risposta immunitaria che lo proteggerà dall'attacco del patogeno verso cui è stato vaccinato. La risposta immunitaria indotta dal vaccino può essere umorale, cioè caratterizzata dalla produzione di anticorpi (immunoglobuline IgM IgG, IgA e IgE) da parte dei linfociti B e dalle plasmacellule, oppure cellulo-mediata, cioè avvenire ad opera dei linfociti T che agiscono distruggendo gli agenti infettivi attraverso diversi meccanismi.
Poiché la vaccinazione stimola in maniera attiva il sistema immunitario dell'animale, c'è bisogno di un certo lasso di tempo (dalle due alle quattro settimane) perché la risposta anticorpale raggiunga un livello tale da rendere immune il soggetto qualora entri in contatto col patogeno in questione.

Seleziona un approfondimento o prosegui più in basso con la lettura dell'articolo generale sui vaccini.

 

Vaccini Vaccinazione influenza suina H1N1 Vaccinazione antitetanica
Vaccinazione epatite A Vaccinazione epatite B
Vaccinazione varicella Vaccinazione pertosse
Vaccino tubercolosi Vaccino HPV papilloma virus
Vaccinazione colera Vaccinazione vaiolo
Ambirix: vaccino antiepatite A e B Vaccinazione parotite
Twinrix Adulti: vaccino contro epatite A
ed epatite B
Twinrix pediatrico vaccino contro epatite A ed epatite B
Celvapan: vaccino contro l'influenza A Fendrix: vaccino epatite B
Focetria: vaccino contro l'influenza H1N1 HBVAXPRO: vaccino epatite B

 

Pandemrix: vaccino contro l'influenza pandemica A (H1N1)   Cervarix: vaccino contro papillomavirus umano sottotipi 16 e 18
Gardasil: vaccino contro papillomavirus umano sottotipi 6, 11, 16 e 18   Silgard: vaccino contro papillomavirus umano sottotipi 6, 11, 16 e 18
Synflorix: batterio Streptococcus pneumoniae (S. pneumoniae)   Proquad: vaccino contro il morbillo, la parotite, la rosolia e la varicella
Dukoral: vaccino contro il colera   Zostavax: vaccino contro herpes zoster fuoco di Sant'antonio
Prenevar, vaccino contro la polmonite da Streptococcus pneumoniae   Rotarix, vaccino contro la gastroenterite virale da rotavirus
ProQuad: vaccino contro il morbillo, la parotite, la rosolia e la varicella   Rotateq, vaccino contro la gastroenterite virale da rotavirus
Ixiaro: vaccino contro l'encefalite giapponese   M-M-RVAXPRO: vaccino del morbillo, della parotite e della rosolia
Infanrix Hexa: vaccino contro difterite, tetano, pertosse e meningite (Haemophilus influenzae tipo b)
HEXAVAC: antidifterico, antitetanico, antipertussico acellulare, antipolio inattivato, antiepatite di tipo b (ricombinante) ed anti Haemophilus influenzae di tipo b.

 

Tipi di vaccino

Il primo vaccino, usato circa 200 anni fa dal medico inglese Edward Jenner per prevenire il vaiolo umano, era costituito da uno stipite (tipo, ceppo) virale ricavato dalle lesioni che il virus del vaiolo bovino (Cowpoxvirus) provocava sulle mani dei mungitori e che venne per tale motivo denominato Vaccinia virus (dal latino vaccinus: di vacca, da cui è derivato il termine "vaccinazione").
Nei due secoli successivi questo vaccino ha svolto un ruolo fondamentale nel controllo della malattia consentendo infine l'eradicazione del vaiolo a livello mondiale.
I vaccini attualmente disponibili in commercio per la prevenzione delle malattie infettive degli animali sono molti e possono essere classificati a seconda delle loro caratteristiche che dipendono dalle tecniche di preparazione. Più precisamente, se ne distinguono principalmente i seguenti tipi: attenuati (vivi-modificati), inattivati (uccisi o spenti), purificati costituiti da subunità (es. parti dell'agente eziologico o tossine da esso prodotte).
I vaccini vivi attenuati (vivi-modificati) sono costituiti da microrganismi completi (batteri o virus) il cui potere patogeno è stato diminuito o eliminato con trattamenti e procedure diverse, per cui inducono un'infezione molto blanda senza però provocare malattia. Tali vaccini in genere possiedono pochi antigeni e quasi mai provocano perciò reazioni vaccinali locali, devono però replicarsi nell'ospite per permettere una risposta immunitaria.
I vaccini inattivati includono batteri o virus a cui è stata eliminata completamente la capacità di dare malattia mediante la loro inattivazione fisica o chimica. In genere i vaccini spenti richiedono una massa anticorpale superiore rispetto ai vaccini vivi-modificati per stimolare una risposta immunitaria, dato che non si replicano nell'ospite. I vaccini spenti stimolano risposte immunitarie di minore entità rispetto ai vaccini attenuati e per questo motivo vengono spesso associati ad adiuvanti (sostanze che ne aumentano l'immunogenicità, ovvero la risposta immunitaria dell'animale) e richiedono in genere somministrazioni ripetute per conferire una protezione adeguata.

La selezione del vaccino

La selezione dei vaccini ottimali da utilizzare nel cane e nel gatto è complessa. Sono reperibili molti prodotti per la maggior parte degli agenti infettivi, ma studi di efficacia che comparino i diversi vaccini non sono generalmente disponibili. Per di più, non tutti i vaccini per l'ennesima malattia sono paragonabili.
I vaccini sono un tema di discussione continua su riviste e negli incontri di aggiornamento che costituiscono un'eccellente fonte di informazioni. Non è necessario che ad ogni cane e ad ogni gatto vengano somministrati tutti i vaccini disponibili. Bisogna tener presente che essi non sono innocui e privi di difetti, vanno utilizzati solo quando necessario e si devono prendere in considerazione i tipi e la via di somministrazione per la malattia in questione. Occorre che il medico veterinario discuta con il proprietario di ogni singolo animale sulla valutazione dei benefici, del rischio e del costo prima di stabilire il protocollo vaccinale adeguato. Facciamo un esempio: il virus della leucemia felina (FeLV) ha un tempo di sopravvivenza minima al di fuori dell'organismo ospite, per cui è altamente improbabile che il proprietario possa veicolare il virus nell'ambiente casalingo; per cui i gatti che vivono esclusivamente in appartamento hanno bassissime probabilità di venire in contatto con questo virus. I vaccini possono indurre nel gatto dei sarcomi post-vaccinali (tumori maligni) dei tessuti molli nell'1‰ dei soggetti. In questo caso, quindi, è più probabile che il gatto possa manifestare delle reazioni avverse al vaccino, come il sarcoma vaccinale, piuttosto che ammalarsi di FeLV e pertanto la vaccinazione risulta dubbiosa.
Prima della somministrazione del prodotto è indispensabile valutare i fattori che possono interferire sulla capacità di risposta dell'animale nei confronti di un vaccino o che possono addirittura rendere pericolosa la vaccinazione stessa. In cani con ipertermia (temperatura corporea elevata, di solito superiore a 39,5°C) la risposta al vaccino con cimurro (malattia virale) è praticamente nulla; in gatti immunodepressi (con sistema immunitario meno efficiente), come quelli affetti dall'immunodeficienza felina (FIV), l'impiego di vaccini vivi attenuati può indurre la stessa patologia per cui vengono vaccinati; gattini o cuccioli vaccinati possono presentare la malattia se l'infezione era già stata contratta e la vaccinazione è stata fatta nel suo periodo d'incubazione.


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