Vaccinazione del Gatto

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Programma Vaccinale Annuale

In tutti i gatti si dovrebbe eseguire un controllo annuale per parassiti nelle feci e una visita clinica per valutare il rischio vaccinale.
Vaccinazione gattoCuccioli e gatti adulti sani devono essere vaccinati regolarmente per via intramuscolare (IM) o sottocutanea (SC) per le seguenti malattie:


  • Panleucopenia: malattia virale causata da un Parvovirus che provoca vomito, diarrea, emorragie intestinali, depressione, anoressia. Alcuni animali possono manifestare una forma lieve senza presentare sintomi evidenti, altri invece possono presentare forme più gravi con febbre, shock settico e addirittura morte;
  • Rinotracheite: malattia provocata dal Felid Herpesvirus che si manifesta con depressione, secrezione (scolo) dal naso e dagli occhi, possibile insorgenza di dispnea (difficoltà respiratoria), tosse, scialorrea (abbondante produzione di saliva) e congiuntivite;
  • Infezione da Calicivirus: tale virus provoca una malattia limitata alle prime vie aeree o estesa ai polmoni. I sintomi sono rappresentati da febbre, scolo nasale, depressione, dispnea e possibile presenza di vescicole ed ulcere su lingua e/o narici. Nei casi più gravi ci può essere polmonite che causa morte dell'animale nel 20-30% dei casi.

Il vaccino impiegato contro queste malattie è generalmente chiamato vaccino "trivalente" (FVRCP, Felin Vaccines for Rhinotrachetis, Calici, Panleukopenia) proprio perchè racchiude in un unico prodotto tutti e tre gli agenti virali (o parti di essi) contro cui si vuole proteggere l'animale.

Quando effettuare la vaccinazione

I gattini con età superiore alle 6-8 settimane di vita e gli adulti sani di cui non si conosce l'anamnesi (storia) vaccinale, dovrebbero essere vaccinati con un vaccino trivalente FVRCP vivo-modificato o spento con un richiamo dopo 21 giorni.

Successivamente, si dovrebbe somministrare un richiamo vaccinale annuale partendo dall'anno di età dell'animale, o comunque dopo un anno dall'ultima vaccinazione.

Leucemia felina

In gatti a cui è permesso uscire all'aperto o che hanno la possibilità di entrare in contatto con altri gatti di cui non si conosce lo stato di salute, è consigliabile eseguire la vaccinazione contro il virus della leucemia felina (FeLV: Feline Leukemia virus).

Quando effettuare la vaccinazione

In gattini sani, la prima vaccinazione si dovrebbe eseguire nella dodicesima settimana di età, con un successivo richiamo dopo 3 settimane; in gatti adulti bisognerebbe invece eseguire un controllo relativo alla positività al FeLV prima della vaccinazione. Dopodiché, solo se l'animale risulta negativo, si esegue la vaccinazione con richiamo dopo 21 giorni.

Molti Autori sostengono che i vaccini siano utili soprattutto in gatti giovani, in quanto, con l'invecchiamento, compare una resistenza acquisita nei confronti dell'infezione da virus della leucemia felina.

Si ritiene infatti che la vaccinazione contro il FeLV in gatti (regolarmente vaccinati fin da piccoli) dopo il 7-8 anno di vita sia di limitata utilità.

Ulteriori vaccini

Ulteriori vaccini attualmente disponibili per il gatto comprendono quello contro un batterio chiamato Chlamydophila felis (che provoca congiuntivite) e quello contro la Rabbia (malattia virale a esito mortale, ormai quasi scomparsa in Italia, per lo meno per quel che concerne il suo ciclo urbano) per la quale si deve seguire un protocollo vaccinale in base alle ordinanze locali.

Sarcomi postvaccinali del gatto

Cause

I sarcomi (tumori maligni del tessuto connettivo) postvaccinali, segnalati per la prima volta nel 1991 in USA, vennero in principio associati all'impiego molto diffuso di due vaccini non precedentemente impiegati nei gatti per l'immunizzazione contro la rabbia ed il FeLV.

In seguito, si è constatato che i vaccini (anche quelli contro la rinotracheite infettiva, calicivirus, panleucopenia e chlamydia) non rappresentano l'unica causa di sarcomi in sede d'inoculo. In teoria, qualsiasi agente che provoca localmente una reazione infiammatoria, può essere responsabile dell'insorgenza di sarcomi in sede d'inoculo, in soggetti sensibili.

Pur tuttavia, gli unici prodotti somministrati nella maggioranza della popolazione dei gatti, con una frequenza tale da consentire una buona correlazione causa-effetto, sono i vaccini. Il rischio d'insorgenza aumenta con l'inoculazione nella stessa sede di due o più vaccini.
I sarcomi postvaccinali si riscontrano nella maggioranza dei casi nel punto prescelto per l'inoculazione del farmaco o del vaccino interessando principalmente il sottocute, a volte il muscolo e, anche se di rado, il derma di gatti di tutte le razze, senza distinzione di sesso, con un'età media di 7-8 anni.

Il tumore postvaccinale compare in genere in un periodo che va dai 3 mesi ai 3 ani dopo la vaccinazione, ed è caratterizzato dal fatto di presentare un'alta invasività locale (ovvero tende ad invadere i tessuti che lo circondano). Dopo l'asportazione chirurgica, inoltre, ha anche un'alta tendenza a recidivare (ricomparire).

Le metastasi (capacità del tumore di interessare strutture distanti da esso) sono rare e quando compaiono sono tardive. I principali organi colpiti in diverse casistiche sembrano essere rappresentati dai polmoni e occhi.

Segni e Sintomi

I sarcomi da inoculo si presentano generalmente come una massa neoformata (di nuova comparsa) di tessuto molle, che può essere superficiale o profonda, a rapido accrescimento, in corrispondenza della regione interscapolare (tra le due scapole) o della coscia, che sono poi le sedi in cui più comunemente si effettuano iniezioni dei vaccini.

Diagnosi

A causa della loro conformazione, difficilmente si può risalire ad una diagnosi definitiva mediante aspirazione con ago sottile (tecnica dell'agoaspirato) per cui, spesso, si ricorre ad una biopsia chirurgica per giungervi.

Trattamento

Il trattamento d'elezione è rappresentato dall'asportazione chirurgica del tumore la quale va eseguita il prima possibile dopo il raggiungimento della diagnosi e solo se si è esclusa la presenza di metastasi.