Tigna del Gatto

Generalità

La tigna del gatto (o dermatofitosi felina) è una malattia infettiva piuttosto comune, sostenuta da funghi patogeni che vivono sul pelo e sulla cute dell'animale.

Tigna Gatto

Nei Gatti particolarmente Immunocompromessi, la dermatofitosi può essere multifocale e anche generalizzata. Immagine dal sito: www.abcdcatsvets.org

La sintomatologia è molto variabile: solitamente, le lesioni risultanti dall'infestazione sono aree circolari prive di pelo, associate alla presenza di forfora e croste.
La diagnosi precoce è molto importante, in quanto è elevata la possibilità di contagio delle persone e di altri animali a contatto con il gatto infetto.
Il trattamento prevede la somministrazione di farmaci antifungini ad uso locale e sistemici, per almeno 4-6 settimane, e la decontaminazione ambientale.


Cosa sono le dermatofitosi (in breve)
Le dermatofitosi sono infezioni sostenute da alcuni funghi cheratinofili (cioè in grado di parassitare i tessuti cheratinizzati) e cheratolitici, detti dermatofiti.

Queste malattie interessano il pelo, lo strato corneo dell'epidermide e le unghie di uomini ed animali, compresi gatti, cani, conigli e altri roditori.
Le dermatofitosi si presentano con quadri clinici variabili, ma comunemente comportano un'alopecia non pruriginosa e diversi gradi d'infiammazione cutanea.

Cause

La tigna è un'infestazione di origine micotica a diffusione mondiale. Questa malattia può essere trasmessa con facilità all'uomo e agli animali in contatto con il gatto che presenta l'infezione dermatofitica.
Le tigna è, infatti, molto contagiosa: il pelo e le spore fungine che cadono dall'animale provocano l'infestazione dell'ambiente. Non è indispensabile, quindi, che si verifichi un contatto diretto per la diffusione dell'agente eziologico: un gatto può infestarsi sdraiandosi su un tappetino utilizzato da un animale contagiato qualche giorno prima.

Agenti patogeni

  • In oltre il 90% dei casi, la tigna del gatto è causata dal Microsporum canis. Questo agente causale riconosce, infatti, nel felino domestico il suo serbatoio naturale (nonostante il termine “canis” possa essere fuorviante).
  • Raramente, l'infestazione può essere sostenuta da altri dermatofiti appartenenti ai generi Microsporum (come M. gypseum), Trichophyton (tra cui T. mentagrophytes e T. terrestre) ed Epidermophytom. Questi patogeni vengono riscontrati occasionalmente in gatti, con possibilità di uscire all'esterno e di venire a contatto con roditori, bovini ed equini.

Modalità di trasmissione

Il contagio si verifica per contatto diretto con un gatto portatore asintomatico o con dermatofitosi attiva.

La trasmissione della tigna si può verificare anche tramite materiale contaminato da un animale infetto, come coperte, cucce, strumenti per la toelettatura e trasportini.
Le spore dei miceti sono molto resistenti e possono causare infezione per diversi mesi dopo la loro produzione. Spesso, il gatto può comportarsi da semplice vettore meccanico di questi elementi: questo significa che non presenta un'infezione attiva e non presenta lesioni cutanee visibili, ma contribuisce a diffondere la malattia.
L'uomo s'infetta tramite contatto diretto con il gatto portatore o attraverso le spore disseminate nell'ambiente: le zone più colpite sono il viso e le braccia, ma, talvolta, l'infezione si diffonde anche ad altre regioni corporee.

Periodo di incubazione

Il periodo di incubazione della tigna va da una a tre settimane.

Fattori di rischio

La dermatofitosi felina si riscontra soprattutto nei gatti di giovane età, specie se immunologicamente debilitati, che vivono a stretto contatto tra di loro e in condizioni igieniche scarse.
La tigna è segnalata maggiormente in gatti con patologie immunosoppressive (es. FIV), in ampie popolazioni di randagi, nelle razze a pelo lungo e negli animali con possibilità di uscire all'esterno.
Anche la temperatura è un fattore di rischio da considerare: la tigna è più comune nei luoghi caldi ed umidi. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la malattia si riscontra prevalentemente nelle regioni a clima tropicale e subtropicale.
I fattori che possono favorire lo sviluppo della dermatofitosi felina comprendono anche malnutrizione, infezioni concomitanti, presenza di parassiti cutanei e toelettature eccessive o troppo frequenti.

Sintomi nel gatto

La tigna del gatto ha una presentazione clinica variabile.
Le lesioni classiche sono aree localizzate o multifocali di alopecia (perdita di pelo a chiazze), con eritema ed esfoliazione (forfora). Alcuni gatti manifestano anche prurito leccandosi, mordicchiandosi e grattandosi.
All'inizio, questi sintomi si manifestano soprattutto su muso, padiglioni auricolari, dorso del naso e zampe anteriori del gatto. Tali sedi sono, infatti, quelle più esposte all'eventuale contatto con l'agente causale.
Le prime lesioni possono guarire spontaneamente in qualche settimana, ma possono comparirne altre in sedi diverse.

Nelle razze feline a pelo lungo, quest'infestazione fungina può causare una rarefazione del pelo diffusa; pertanto, alcune aree del corpo presenteranno un mantello meno folto.
In certi casi, si intravedono delle zone di forma tondeggiante con peli spezzati. Alcuni gatti, inoltre, possono presentare pustole, scaglie e croste.
Altre possibili manifestazioni includono:

Talvolta, la tigna coinvolge anche le unghie del gatto, provocando onicomicosi e paronichia.


Attenzione!
Quando un gatto presenta delle chiazze senza pelo, non è detto che sia affetto da tigna. L'esposizione all'agente causale non significa, infatti, che automaticamente si instauri la dermatofitosi: di norma, il sistema immunitario riesce ad evitare l'infezione, la quale si manifesta prevalentemente negli animali debilitati e nei cuccioli nei quali le difese non sono ancora ben sviluppate.
In ogni caso, è importante un controllo dal veterinario di qualsiasi gatto con lesioni cutanee visibili, per evitare complicazioni nell'animale, come la possibilità di incorrere in altre infezioni. La diagnosi precoce consente, inoltre, di instaurare subito la terapia e di ridurre la possibilità di contagio nei confronti di persone ed altri animali.

Diagnosi

La diagnosi della tigna del gatto viene formulata dal veterinario sulla base di varie indagini complementari:

  • Esame con lampada di Wood: il mantello dell'animale viene osservato in una camera buia con una lampada a luce ultravioletta; la presenza di una fluorescenza verde-mela, tipica di alcuni ceppi di M. canis, può suggerire un esito positivo per la tigna.
  • Esame microscopico diretto del pelo: consiste nell'osservazione tricoscopica per l'individuazione dei dermatofiti e delle loro spore o per evidenziare alterazioni della struttura del mantello del gatto.
  • Esame colturale per dermatofiti: alcuni peli prelevati dall'animale mediante strappamento o spazzolamento sono posti in un terreno di coltura specifico per la crescita degli agenti eziologici; dopo 1-2 settimane, lo sviluppo di una colonia fungina, confermerà il sospetto diagnostico e consentirà di identificare il tipo di dermatofita responsabile della patologia, attraverso l'analisi al microscopio.

Trattamento e prevenzione

Se l'esito della visita veterinaria è positivo, è possibile instaurare subito la terapia specifica per la tigna. La durata della terapia varia da settimane a mesi.
Innanzitutto, il gatto infetto va subito isolato da altri animali (dopo la diagnosi di tigna, dovrebbe permanere possibilmente in un ambiente facile da pulire e decontaminare).
La terapia della dermatofitosi felina prevede l'impiego di un fungicida per via orale (come itraconazolo e griseofulvina), prescritto dal veterinario, per un periodo di almeno sei settimane. L'approccio sistemico è da associare a trattamenti locali (lozioni, shampoo o schiume a base di solfuro di calce, enilconazolo o miconazolo), da applicare indicativamente due volte alla settimana. Quest'ultima opzione rende necessaria la tosatura dell'animale, in quanto le spore adese ai peli del gatto, se non vengono rimosse, potrebbero inquinare l'ambiente e contagiare persone o animali.
Dopo circa 4 settimane, prima di sospendere il trattamento, è indispensabile eseguire un esame colturale di controllo: se questo risulta positivo, è necessario proseguire la terapia al fine di eradicare completamente l'infezione. La guarigione è stabilita dopo 2-3 colture micotiche negative consecutive, effettuate a distanza di 1-2 settimane.
Altro fattore da considerare è il controllo dell'ambiente in cui soggiorna l'animale affetto da tigna durante il trattamento. In particolare, è raccomandabile pulire quotidianamente con aspirapolveri e lavare gli ambienti frequentati dal gatto con candeggina diluita in acqua secondo il rapporto 1:10, lasciandola a contatto con le superfici per almeno 10 minuti prima di risciacquare. Questa soluzione può essere utilizzata anche per pulire in modo accurato le attrezzature e gli oggetti potenzialmente contaminati (trasportini, cucce, tappetini e spazzole).  
Le superfici non lavabili possono essere trattate con prodotti antifungini spray specifici; ciò che non può essere decontaminato, invece, andrebbe eliminato. Inoltre, se il locale è dotato di aria condizionata, è consigliabile disinfettare le bocchette d'aerazione e cambiare i filtri presenti nell'ambiente.

Al momento, non è disponibile un vaccino in grado di proteggere efficacemente contro lo sviluppo di una dermatofitosi felina. Per quanto riguarda la prevenzione, l'unico modo per evitare la tigna del gatto è quello di evitare che l'animale entri in contatto con altri gatti che ne sono colpiti.