Rabbia: sintomi, vaccino, trattamento e prevenzione

Sintomi della Rabbia

Dal punto di vista clinico, in considerazione dell'esito letale di questa malattia,  il solo sospetto di Rabbia determina l'attivazione di tutte le norme di prevenzione attuate da ogni singolo territorio, che potrebbero condurre ad atteggiamenti allarmistici o addirittura di terrore nelle persone, ma, considerando la gravità della Rabbia, vale la pena abbondare nella formulazione del sospetto e lasciare ogni forma di leggerezza.
RabbiaIndipendentemente dalla specie animale ammalata, la Rabbia presenta sempre una prima fase d'incubazione, con periodo assai variabile a seconda del soggetto colpito: dalle 3 alle 6 settimane di media nell'Uomo, nel cane dalle 2 alle 8 settimane, mentre nel gatto la media varia dalle 2 alle 6 settimane.
All'incubazione segue poi una fase prodromica in cui possono verificarsi sintomi generici, non necessariamente neurologici, quali nell'Uomo: cefalea, febbricola, gola secca, ansia, apprensione e anche vomito; mentre nel cane e nel gatto possono essere: il cambiamento del comportamento/abitudini, fotofobia (fastidio alla luce), allucinazioni (ad esempio mordere insetti immaginari), febbre. Questa fase è molto importante in quanto l'animale può già trasmettere il virus.
Infine abbiamo la sintomatologia vera e propria che, a seconda dell'animale, può essere separata in diverse fasi:

  • nell'Uomo la possiamo dividere in tre forme diverse, di cui una forma spastica dove si hanno alterazioni del movimento, particolare eccitazione, idrofobia (paura dell'acqua) dovuta a spasmi del faringe; una forma furiosa che si manifesta con delirio, fotofobia e/o idrofobia, aritmie, furia distruttiva e febbre; una forma paralitica, che può manifestarsi da sola o essere preceduta dalle altre due, che porta il soggetto prima al coma e poi alla morte;
  • nel cane si ha una forma furiosa (cane pazzo), che solitamente dura 3-4 giorni,  dove l'animale presenta aggressività continua (cerca di mordere qualsiasi cosa), ha difficoltà ad abbaiare (alterazione della fonesi), perde saliva dalla bocca, è disorientato e può vagabondare per chilometri; una forma paralitica che determina paralisi  (incapacità al movimento)  progressiva della mandibola, incoordinazione dei movimenti, anoressia (mancanza dell'appetito), dimagrimento e morte per asfissia (sospensione della funzione respiratoria);
  • il gatto, anche se meno colpito ma molto pericoloso in quanto la sua potenzialità di morsicatura è estremamente notevole, manifesta una fase furiosa con crescente eccitabilità e aggressività, che può durare fino a 14 giorni; una fase paralitica che determina paralisi del faringe, della mandibola, della terza palpebra (che così si osserva senza compiere manualità sull'occhio) e del diaframma; una fase finale con paralisi generale, coma e morte.

Difendersi dalla rabbia

Il modo più efficace e sicuro per evitare di contrarre la Rabbia è la vaccinazione.
Per quanto concerne l'uomo, si possono eseguire due tipologie di vaccinazione: una post-contagio e una pre-contagio. La vaccinazione post-contagio (vaccinoterapia) si fa in individui che siano stati morsi da animali sospetti, o con rabbia conclamata, eseguendo - dopo aver pulito e disinfettato la zona dove è avvenuto il morso - una somministrazione di siero immune (gammaglobuline anti Rabbia) più il vaccino nei giorni 0 (ovvero il giorno del contagio), tre, sette, quattordici e trenta. Questa "vaccinoterapia" risulta essere molto utile in quanto, nella rabbia, l'immunità artificiale (protezione) del soggetto può essere stimolata efficacemente nel corso del periodo d'incubazione della malattia.  Il trattamento pre-contagio si effettua solo quando c'è un rischio reale di contrarre la Rabbia, e consta nella somministrazione di un vaccino inattivato, un richiamo dopo tre settimane e successive vaccinazioni annuali.
Nell'animale colpito da Rabbia non si esegue nessuna "vaccinoterapia" post-contagio, in quanto è vietato qualsiasi trattamento in grado di modificare o alterare l'evoluzione della malattia trasmessa al momento dell'aggressione. In questo caso il Regolamento di Polizia Veterinaria dice che: cani e gatti morsi da un animale sospetto devono essere tenuti in osservazione (presso il canile municipale o, sotto la responsabilità del proprietario, presso il domicilio) per sei mesi, mentre l'animale morsicatore sospetto, deve essere catturato e tenuto in osservazione per 10 giorni. Nel caso che, dopo le opportune verifiche, risultino affetti da rabbia conclamata, si esegue l'abbattimento (salvo alcune deroghe presenti nel Regolamento).
Tenuto conto che la vaccinazione nell'uomo si esegue solo in casi particolari, per la scarsa diffusibilità della malattia nel nostro territorio, la prevenzione del "ciclo urbano" si esegue tramite il controllo degli animali domestici. Questo controllo si attua attraverso la lotta al randagismo e la vaccinazione dei cani, obbligatoria (Ordinanza Ministeriale 26 Novembre 2009) in alcune regioni italiane (come Friuli, Veneto e province autonome di Trento e Bolzano), o di cani, gatti e furetti che, pur vivendo in altre regioni, si dovessero recare, per motivi turistici o di lavoro dei proprietari, nelle regioni sopra menzionate. I vaccini contro la Rabbia per gli animali da compagnia, disponibili in Italia, sono: i vaccini inattivati NOBIVAC® RABBIA, RABIGEN MONO, RABISIN®, VANGUARD®.
Vale la pena ricordare infine che, cani e gatti che si rechino in un paese estero, devono essere vaccinati obbligatoriamente prima di lasciare il territorio nazionale, cosa che potranno fare solo dopo avvenuta verifica del titolo anticorpale (protettivo) adeguato (se richiesto dal paese ospite). Inoltre, per gli animali che si debbano recare nel Regno Unito, c'è obbligo, almeno 6 mesi prima dell'ingresso nell'isola, della vaccinazione contro la Rabbia.


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