Vedi anche: lesishmaniosi nell'uomo, i farmaci per curarla
La Leishmaniosi è una malattia parassitaria che colpisce prevalentemente il cane, i roditori ed animali selvatici come la volpe, nonché, anche se raramente, l'uomo (perciò è una zoonosi).
Il parassita responsabile della Leishmaniosi è un protozoo facente parte del Sottotipo MASTIGOPHORA (flagellati), Famiglia TRYPANOSOMATIDAE, Genere LEISHMANIA (dal nome del suo scopritore inglese William B. Leishman).
Al Genere Leishmania appartengono numerose specie che - a seconda della distribuzione geografica e del genere di lesioni causate - vengono racchiuse in tre differenti gruppi:
Il parassita, per infestare l'animale, ha bisogno di un vettore biologico di trasmissione, rappresentato da un flebotomo (Phlebotomus perfiliewi, Phlebotomus perniciosus, Phlebotomus papatasi). Il flebotomo o pappatacio (dalla parola antica pappataccio: che mangia tacendo) è un insetto ematofago (come le zanzare si nutre di sangue), molto piccolo e silenzioso durante il volo. Si sposta prevalentemente durante le ore notturne dei mesi caldi e come habitat naturale predilige gli ambienti rurali e costieri delle regioni meridionali e delle isole; infatti, per lo sviluppo delle larve necessita di temperature costanti e umidità relativamente alta.
Quando il flebotomo punge un animale infetto per cibarsi, ingerendo il sangue, assume la forma amastigote (senza flagello) del protozoo della Leishmaniosi. All'interno del pappatacio, il parassita impiega dai 4 ai 20 giorni per diventare infettante: si moltiplica nel suo intestino, assume la forma promastigote (con flagello) e risale nel faringe, per poi essere espulso dall'insetto durante una successiva puntura. Il flebotomo così infetto, pungendo un animale sano, trasmette la Leishmania che, all'interno del circolo sanguigno del nuovo ospite (cane), verrà fagocitata (inglobata) dai macrofagi o da altre cellule del sistema immunitario. A questo punto, il protozoo, dopo aver perso il flagello ed aver così assunto la forma amastigote, si moltiplica distruggendo la cellula ospite che lo ha fagocitato, uscendo ed invadendone di nuove.
La Leishmania, una volta entrata nel circolo ematico del cane, raggiunge diverse strutture dell'organismo, come linfonodi, derma, macrofagi e monociti di milza e fegato, midollo osseo e reni. Proprio per il coinvolgimento di diversi apparati ed organi, la Leishmaniosi risulta essere una malattia dai molteplici aspetti, con manifestazioni cliniche svariate, comprendenti lesioni cutanee di tipo eczematoso (infiammatorio) soprattutto a livello del padiglione auricolare, dei gomiti e del garretto, del dorso del naso e del collo, dunque in zone glabre (prive di pelo). I cani colpiti da Leishmaniosi presentano un periodo di incubazione che va da alcuni mesi a qualche anno. Il sesso, l'età e la razza dell'animale non sembrano rappresentare fattori predisponenti per l'insorgenza della leishmaniosi, anche se è possibile apprezzare una maggiore diffusione della malattia tra cani giovani e, naturalmente, tra quelli che vivono all'aperto (perché maggiormente esposti alla puntura del flebotomo).

I cani parassitati dalla Leishmania sviluppano prevalentemente la forma viscerale di leishmaniosi, anche se non è raro riscontrare pure la forma cutanea. La prima forma di Leishmaniosi, che può manifestarsi anche dopo anni dall'infestazione dell'animale, comprende sintomi come: affaticamento precoce, sonnolenza, dimagrimento nonostante l'appetito venga conservato, febbre, vomito e diarrea anche emorragica (con sangue), tosse, anemia (per aumentata distruzione dei globuli rossi da parte della milza), perdita di sangue dal naso (epistassi) dovuta ad un abbassamento del numero di piastrine, aspetto globoso dell'addome (per aumento di volume di fegato e milza), poliuria (aumento della diuresi) e polidipsia (aumento della sete), probabilmente dovute ad insufficienza renale che, a lungo andare, può determinare una perdita delle proteine attraverso il rene, con conseguente diminuzione di quelle in circolo (ipoproteinemia), paresi e/o paralisi degli arti posteriori, fino a morte per cachessia. La forma cutanea della Leishmaniosi è caratterizzata da ipercheratosi (ispessimento) della pelle con desquamazione (forfora), rarefazione del pelo, crescita abnorme delle unghie (onicogrifosi) e comparsa di ulcere a livello di zona peri-oculare ("cane con occhiali"), di giunzioni mucocutanee (bocca, ano) e di cuscinetti plantari (sotto le zampe). Tutti questi sintomi clinici conferiscono all'animale affetto da Leishmaniosi un aspetto da "vecchio".
Leishmaniosi: diagnosi e cure >>
mandare via un accenno di pancetta: [QUOTA=LorenzoOlivierolordosi[/QUOTA il nuoto farebbe al caso mio? gli addominali li ho sempre fatti ma praticamente non sento mai la stanchezza...[/QUOTA non centra...centra come li fai, in molti modi vengono coinvolti alcuni muscoli che sono attaccati alla spina dorsale (è spiegati da cani ma rende...
Personal Trainer: DR.Giovanni CassianiTroppo alto per avere pettorali grossi..: Rettifico cmq che non sono un fautore del prestancaggio anche se in alcuni casi è opportuno ed efficace. Uno degli allenamenti più efficaci per " petti recidivi" è un hatfield modificato e usato da alcuni preparatori ifbb italiani: Panca 2* 4* 8* 12* *= inserire, immediatamente...
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