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Ultima modifica: 02/03/2012

Leishmaniosi

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La Diagnosi e la Terapia

Seppur ancora oggi non esistano dei prodotti validi per proteggere l'animale da questa brutta malattia, sono comunque disponibili una serie di metodiche che permettono di diagnosticare la Leishmaniosi anche in soggetti che ancora non presentano una sintomatologia conclamata.
Esame cito-istologico. Era un esame di prima scelta, perché abbastanza rapido e con la possibilità di eseguirlo presso l'ambulatorio veterinario. La tecnica consiste nel prelevare un campione di tessuto o cellule da una lesione cutanea o da un organo in cui è probabile riscontrare i parassiti (linfonodi, milza, midollo osseo, sangue). Il materiale da analizzare viene ottenuto mediante un prelievo con "ago-aspirazione" o con sezioni bioptiche (di tessuti o lesioni), che permettono di evidenziare, dopo colorazione, la presenza di parassiti nel campione.
Esame ELISA. Test che ha preso piede negli ultimi anni divenendo così, probabilmente, il più conosciuto ed utilizzato. Questa metodica è di facile impiego e di rapida risposta, con costi abbastanza contenuti; permette di valutare la presenza del parassita della Leishmaniosi in quanto va a rilevare, mediante reazioni colorimetriche, l'esistenza di anticorpi contro gli antigeni della Leishmania nel campione prelevato (generalmente sangue).
Esame d'immunofluorescenza indiretta. L'esame viene eseguito sul campione prelevato (siero), il quale viene fatto reagire con antigeni (molecole) della Leishmania. Se il siero dell'animale contiene anticorpi contro la Leishmania, questi si legano agli antigeni del parassita. La reazione viene evidenziata usando degli "anti-anticorpi" marcati con un composto fluorescente, che si andranno a legare al complesso anticorpo-antigene Leishmania. Il tutto si evidenzia con un particolare microscopio che permette di identificare il composto fluorescente (indice di reazione positiva).
Esame PCR. La tecnica Polymerase chain reaction, scoperta alla fine degli anni '80 da Kary Mullis, è ormai utilizzata enormemente in campo medico. Questa permette di amplificare le sequenze nucleotidiche del DNA di diversi microrganismi, dando perciò la possibilità di identificarli anche se presenti in quantità minima. È estremamente valida in quando ha una sensibilità altissima (permette di identificare come positivi la grandissima parte dei soggetti ammalati).

Leishmaniosi: vaccino e trattamento

Sfortunatamente non esiste ancora un vaccino che permetta di prevenire la Leishmaniosi. Esistono però, in commercio, numerosi prodotti sottoforma di soluzioni spot-on, collari o spray, che fungono da repellenti nei confronti degli insetti, quindi prevengono, anche se nessuno con una garanzia assoluta, che il cane venga punto dal flebotomo che veicola la possibile Leishmania.
Per animali infetti, con o senza manifestazioni cliniche, ai quali è stata diagnosticata la Leishmaniosi, il trattamento d'elezione consiste nell'impiego dell'Antimoniato di Metilglucamina (GLUCANTIME®) somministrato con iniezioni sottocutanee, e/o dell'Allopurinolo (registrato per l'uomo), dato per via orale. Un altro approccio terapeutico consiste nell'impiego della Miltefosina (MILTEFORAN®), un farmaco con efficacia simile ai precedenti. Questi prodotti, bloccano la replicazione o causano la morte del parassita, ma non portano a guarigione l'animale.

 

Leishmaniosi

 

L'approccio terapeutico del cane on Leishmaniosi non è semplice e può avere una durata variabile (comunque sempre di alcuni mesi); spesso, a seconda dello stato di salute dell'animale, può richiedere anche un trattamento di supporto per correggere patologie che possono insorgere o sono già presenti. Nonostante ciò, le prospettive di vita dei cani affetti da Leishmaniosi possono essere anche di anni.



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Foto utentemandare via un accenno di pancetta: [QUOTA=LorenzoOlivierolordosi[/QUOTA il nuoto farebbe al caso mio? gli addominali li ho sempre fatti ma praticamente non sento mai la stanchezza...[/QUOTA non centra...centra come li fai, in molti modi vengono coinvolti alcuni muscoli che sono attaccati alla spina dorsale (è spiegati da cani ma rende...
 

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Foto professionistaPersonal Trainer: DR.Giovanni Cassiani

Troppo alto per avere pettorali grossi..: Rettifico cmq che non sono un fautore del prestancaggio anche se in alcuni casi è opportuno ed efficace. Uno degli allenamenti più efficaci per &amp;quot; petti recidivi&amp;quot; è un hatfield modificato e usato da alcuni preparatori ifbb italiani: Panca 2* 4* 8* 12* *= inserire, immediatamente...

 
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Sabato, 26 maggio 2012 ore 02:00