La plicometria

Una delle metodiche più precise per la valutazione della composizione corporea


INTRODUZIONE  

Tra le varie metodiche di misurazione della percentuale di grasso corporeo, la PLICOMETRIA rappresenta una delle più semplici, precise e con dei costi di acquisto della strumentazione contenuti.


IL PLICOMETRO

 Plicometro Il plicometro è uno strumento che può essere paragonato al calibro di un meccanico in quanto è costituito essenzialmente da una pinza e da una scala graduata che misura la distanza tra le punte. Il plicometro dovrebbe esercitare una pressione costante tra le pliche di 10g/mm ² (se la pressione è diversa  la non ottimale compressione della plica causerà errori in fase di rilevazione). E' pertanto opportuno  controllare periodicamente il calibro attenendosi alle indicazioni del costruttore (pressione, distanza dalle punte). Come abbiamo visto nella parte introduttiva ne esistono di vari tipi che vanno da quelli più economici in plastica, non adatti a rilevazioni scientifiche, a quelli più professionali in metallo. Questi ultimi sono i più usati in ambito antropometrico e sono essenzialmente tre:  Lange USA, 65mm; Harpenden GB 55 mm, Holtain 50 mm ( i mm rappresentano la misura della massima apertura delle pinze ).  



Il tipo di calibro utilizzato introduce errore nella misura


CALIBRO JACKSON-POLLOCK DURNIN-WOMERSLEY
     
Lange 23,4% 26,9%
Harpeden 19,6% 23,8%

Nota: Il calcolo della massa grassa è stato fatto utilizzando le equazioni di Lohman  

Analizzando la seguente tabella possiamo apprezzare come tra un tipo di calibro e l'altro (da notare che entrambi sono calibri scientifici) vi sia un errore di circa il 15%. Questo dato è un ulteriore conferma che nella valutazione della composizione corporea non esistono metodi precisi al 100%; infatti solo la dissezione del cadavere darebbe risultati corretti ma credo che nessuno di voi desideri sottoporsi a tale metodica!!


TECNICA DI RILEVAZIONE

La corretta tecnica di rilevazione è FONDAMENTALE per non introdurre ulteriori errori di misura. Occorre dunque rispettare le seguenti linee guida:

  1. Effettuare le misurazioni sul lato sinistro del corpo per convenzione (senza tener conto del lato di preferenza del soggetto, a meno che il sx non sia impossibilitato o si voglia rilevarli entrambi o solo il dx per problemi di riabilitazione). D'altra parte, in letteratura esistono anche autori che consigliano di effettuare le rilevazioni sul lato destro del corpo.
  2. Individuare il sito e marcare con lapis dermografico
  3. Tenere il calibro con la mano dx e afferrare tra pollice e indice della mano sx una plica cercando di scollare il tessuto muscolare sottostante.
  4. Le dita devono distare 8 cm, su una linea perpendicolare all'asse longitudinale del pannicolo.
  5. Esercitare con la mano dx una pressione per separare le branche del calibro, applicare il calibro alla base t enendolo a 90°.
  6. Tenere sempre la plica fra le dita e rilasciare la pressione del calibro lentamente.
  7. Effettuare la lettura dopo 2 secondi.
  8. Aprire il calibro, rimuoverlo e chiuderlo lentamente.
  9. Ripetere la misura 2 volte (con almeno 2 minuti di intervallo per permettere alla plica di tornare nella forma incompressa) e poi fare la media. Se le due misurazioni variano tra loro più del 10% occorre eseguirne una terza.

Plicometria

I PUNTI DI REPERE

La misura dei pannicoli adiposi può essere effettuta in diverse sedi, le più utilizzate sono:   pliche siti


Petto :la plica viene presa in direzione diagonale tra l'ascella ed il capezzolo;


Sottoscapolare :la plica viene presa in diagonale, all'angolo inferiore della scapola;


Ascellare :la plica viene presa orizzontalmente al di sotto della zona ricoperta di peli;


Soprailiaca :la plica viene presa in obliquo, appena sopra la cresta iliaca;


Addominale :la plica viene presa in verticale (od orizzontale a seconda degli autori),2 cm lateralmente all'ombelico;


Tricipite :la plica viene presa in verticale, a metà del braccio misurato flesso;


Bicipite :la plica viene presa in verticale, a metà del braccio misurato disteso;


Coscia: la plica viene presa in verticale, al centro della distanza tra la piega inguinale e la rotula;


Polpaccio: la plica viene presa in verticale, nel punto di maggior sviluppo della parte e nella sua porzione mediale;


ERRORI

Gli errori che si possono commettere in sede di rilevazione sono moltissimi ed è  importante conoscerli  in modo da ridurli il più possibile.   Di seguito sono riportate schematicamente tutte le possibili cause di errore.

 

1) Abilità operatore  

La localizzazione errata delle pliche causa errori nella misura:


a) Errore intra-osservatore: errore associato allo stesso rilevatore su misure ripetute sullo stesso soggetto. Varia con il sito ed è maggiore per addome(8,8%)e coscia (7,1%) perché in questi siti la quantità di tessuto adiposo sottocutaneo è maggiore. Esperienza. Quantità di grasso del soggetto: più un soggetto è grasso e più la rilevazione diventa difficile; infatti negli individui obesi e in quelli molto muscolosi il tessuto adiposo sottocutaneo non si separa facilmente dal muscolo sottostante. Inoltre negli obesi lo spessore delle pliche eccede la massima apertura del calibro. L'unica alternativa è quella di prendere siti dove il tessuto adiposo sottocutaneo è minimo (bicipite).

b) Errore inter-osservatore: errore associato a rilevatori diversi L'oggettività delle misure migliora quando i rilevatori seguono procedure standardizzate, si esercitano assieme e marcano i siti.  

2) Tipo di calibro

Controllare: Accuratezza Precisione Range di misura Pressione N:B:Usare lo stesso calibro per misure ripetute sullo stesso soggetto.  

3) Fattori legati al soggetto  

Spessore della cute (0.5-2 mm). Comprimibilità del tessuto adiposo. Livello di idratazione.   Non effettuare la misura dopo allenamento, sauna, bagno turco, nuoto o doccia poiché esercizio fisico, acqua calda e calore producono iperemia (aumento flusso ematico) nella pelle con conseguente aumento dello spessore cutaneo.  

4) Equazioni di predizione usate:   esistono due classi di equazioni:

equazioni popolazione specifiche, derivate da un campione limitato e omogeneo ed applicabili esclusivamente ad una determinata popolazione (ad esempio nella valutazione della composizione corporea dei ciclisti).

equazioni generalizzate, derivate da ampi campioni eterogenei che variano in età e adiposità  (es. valutazione composizione corporea degli Italiani)

CONTINUA: Utilità della plicometria >>