Biotipologia e valutazione antropologica: le chiavi per il successo muscolare

A cura di Stefano Morini


Ogni giorno molte persone si iscrivono in una palestra fiduciose e allo stesso tempo ignare e inconsapevoli delle scienze che governeranno le loro future prestazioni e risultati, si affidano a istruttori o in alcuni casi al "guru " di turno e gli mettono in mano la gestione del loro corpo nella speranza che questi lo trasformi o comunque li faccia avvicinare al fisico che hanno in mente.
Valutazione antropologicaPurtroppo per loro la stragrande maggioranza di questi non raggiungeranno mai i risultati che avevano in mente e si dovranno accontentare di altri risultati ben più mediocri.
Ecco perché moltissime persone si affidano a farmaci ( steroidi e anoresizzanti ) per velocizzare o per raggiungere il loro obiettivo e sostengono che naturalmente è impossibile avere risultati.
In realtà esiste un percorso ( difficile e lungo ) ma che è in grado di portare l'individuo al massimo del risultato da lui naturalmente perseguibile.
La scienza della biotipologia e antropologia costituzionale può realmente ottimizzare un processo di miglioramento continuo che passa nelle varie fasi attraverso valutazioni iniziali, plicometrie, monitoraggi e stime metaboliche.

Le varie scuole costituzionalistiche

Molte sono le scuole che hanno trattato questo argomento complesso e vario, alcune dal punto di vista del temperamento e altre dal punto di visto fisico e costituzionalistico, altre ancora partendo dalle secrezioni edogene delle ghiandole e dall'alimentazione.
Iniziamo questa carrellata sintetizzata ( elencarle tutte sarebbe impossibile ), delle vaie scuole e pensieri in Europa e nel mondo:


La scuola francese con i professori Bichat prima e Jean Noel Halle poi, descrissero i temperamenti in

Vascolare, Muscolare, Nervoso e in seguito arricchirono il concetto con l'inserimento del tipo Bilioso, Sanguigno e Pitutitoso.

Più avanti nel 1908 per la precisione il morfologo francese Sigaud distinse i seguenti indivudui:

  • Respiratorio: caratterizzato dalla relativa larghezza del tronco e della zona naso-malare.
  • Digestivo: caratterizzato dalla prominenza della zona addominale, bocca grande, labbra grosse, mandibole prominenti.
  • Muscolare: si caratterizza lunghezza degl'arti, tronco rettangolare, grosse masse muscolari e teste piccole.
  • Cerebrale: Hanno essenzialmente un tronco esile, ossatura sottile, arti gracili, corpo piccolo e testa grossa.

Ci furono molte altre teorie come ad esempio quella del professore tedesco di anatomia Barke che divideva semplicemente in due biotipi l'essere umano dopo l'effettuazione di diverse ricerche antropometriche viscerali su cadaveri.
Queste erano:

1) Tipo umano gracile con organi ipoplastici
2) Tipo umano largo ipersviluppato con organi voluminosi.

Teodoro Burgsch altro tedesco sosteneva invece che il corpo umano doveva essere inquadrato in base a fattori detti Indici di proporzionalità come ad esempio:

  • peso corporeo
  • statura
  • larghezza del bacino
  • lunghezza dell'arto superiore e inferiore
  • rapporto tra perimetro toracico e statura

Ernesto Kretsschemer un psichiatra affrontò invece il complesso rapporto tra il carattere psichico e l'habitus corporeo, suddivise i fisici in:

  • Atenico: sottile o esile
  • Atletico: muscolare e proporzionato
  • Picnico: denso, fitto, grasso
  • Displastico: tipo raro, accessorio, abnorme.

Nel Nord America invece il dottor Bryant individua

  • tipo erbivoro: caratterizzato da una bassa attività tiroidea durante la crescita
  • tipo carnivoro: caratterizzato invece da una iperfunzione della tiroide che ne accresce di piu' i profili longitudinali.

In Russia invece Saltikov e Ignatov individuano, dopo diverse rilevazioni delle misure interne ed esterne del corpo quattro biotipi che sono:

  • Stenoplastico: (toracico)
  • Euriplastico: (brevilineo addominale)
  • Mesoplastico: (muscolare)
  • Subplastico: (tipo non comune e non ben definito)

Ma la miglior interpretazione dei biotipi secondo me e secondo molti autorevoli addetti ai lavori è l'interpretazione di Sheldon che ne individua essenzialmente tre con una scala di valore da attribuire.
Sheldon individua:

  • Ectomorfo: essenzialmente longilineo, gracile, scarso sviluppo osseo e muscolare e a livello psicologico può essere inquadrato come un cerebrotonico
  • Mesomorfo: massiccia impalcatura osseo-muscolare, tronco robusto, spalle larghe, arti ipertornici e proporzionati, a livello psicologico si considera come un somatotonico.
  • Endomorfo: biotipo rotondo e flaccido, altezza e larghezza corporea che spesso si avvicinano, addome prevale su torace, arti corti. Psicologicamente è un viscerotonico.

Ovviamente sarebbe quasi impossibile inquadrare un determinato fisico in una sola di queste tre categorie, per questo è stata inventata la scala di valore:

 

es. Dorian Yates famoso culturista degl'anni 90 potrebbe essere un 3 7 2 dove: 3=componente grassa; 7=componente muscolare; 2=componente nervosa
Shawn Ray invece altro famoso culturista, ma con un fisico piu' asciutto e piccolo potrebbe invece essere inquadrato come: 2=grasso; 6=muscoli; 3= nervi


NB: La determinazione del proprio biotipo deve avvenire tramite diverse analisi valutative e misurazioni e sopratutto effettuato da personale esperto in questa metodica.
Ripeto ancora una volta che la determinazione biomorfologica è essenziale per assegnare il lavoro in palestra,l'alimentazione piu' adatta e l'integrazione più efficiente.
Vorrei spendere due parole sul lavoro in palestra che i vari biotipi dovrebbero fare, dato che se ne sentono dire ancora oggi di tutti i colori.
Premettendo che un soggetto andrà valutato più volte nel tempo per determinare se la scala di appartenenza è variata, l'allenamento dovrà avere i seguenti requisiti medi:

 

ECTO-MESOMORFI CON VALORI DI ECTOMORFIA > 2,5:

Rapporto esercizi poliarticolari/monoarticolari 5/0, col tempo (anni ) possono arrivare a 2/1
Molti pasti durante la giornata, più carbo che proteine.
Recuperi piuttosto ricchi sopratutto all'inizio
Tecniche di rilassamento o stretching

MESOMORFO CON VALRI ECTOMORFIA <2,5:

Rapporto esercizi poliarticolari/monoarticolari 4/1 e velocemente a un 2/1, un atleta agonista anche un 1/1
Volume medio in rapida ascesa nel tempo
Recuperi più brevi sopratutto nel tempo
Più proteine e meno carboidrati

ENDO-MESOMORFI:

Rapporto esercizi poli/mono= 2/1 all'inizio fino a 1/2 in seguito
Almeno il 40% degli esercizi dev'essere di carattere aerobico
Dieta ipolipidica, ipoglucidica, iperproteica
Recuperi non molto alti

Concludendo questo articolo vorrei rammentare ancora una volta che queste valutazioni accompagnate ad altre di varia natura, sono fondamentali per l'ottimizzazione dell'iscritto di una palestra o di un cliente di un personal trainer.
Trascurare tutto questo significa spendere denaro e tempo inutilmente e dovrebbe crearvi qualche dubbio sul grado di preparazione del vostro allenatore.



VEDI ANCHE: Il somatotipo, endomorfo, mesomorfo, ectomorfo