Sindrome del tendine d'Achille del podista: utilizzo del taping kinesiologico ®

A cura del professor Rosario Bellia

Conclusioni

La lesione del tendine d'Achille, che in passato era un evento molto raro, negli ultimi decenni è divenuta di osservazione sempre più frequente. La causa di questo aumento di casi sembra essere dovuta alla diffusione dello sport ad un più largo strato di popolazione.
Questa lesione viene riscontrata più frequentemente in soggetti di sesso maschile con età compresa tra i 30 e i 60 anni.
La lesione dell'achilleo si può classificare, a seconda della sua eziologia, in traumatica, microtraumatica e dismetabolica e/o infiammatoria.
Le modalità dell'evento lesivo generalmente constano in una brusca contrazione muscolare associata ad un allungamento dell'unità muscolo-tendinea.
Le possibili cause che portano all'insorgenza della patologia da sovraccarico sono riconducibili a determinati fattori intrinseci, come la variabilità anatomica, malattie dismetaboliche, età dell'individuo, anni di attività agonistica, e a fattori estrinseci, come l'allenamento incongruo, i terreni da gara e le calzature.
Lo stimolo meccanico, per quanto ripetitivo ed intenso, non è da solo sufficiente a spiegare l'insorgenza della patologia da sovraccarico.
La letteratura internazionale suggerisce l'utilizzo di un approccio chinesiterapico nella tendinopatia achillea. Se la terapia fisica strumentale può trovare alcune indicazioni nella fase infiammatoria per il controllo del dolore e dell'infiammazione, nelle fasi successive va privilegiato un intervento chinesiterapico (stretching ed esercizi) e manuale (MTP) per promuovere la formazione di un tessuto cicatriziale funzionale e per favorire un rimodellamento del tessuto tendineo adeguato agli enormi carichi meccanici che questo deve sopportare. L'utilizzo del taping kinesiologico® per stabilizzare il tendine d'Achille durante le varie fasi del progetto rieducativo è un valido aiuto, che oltre a salvaguardare dall'eccessivo carico funzionale può modulare il tono muscolare del tricipite surale avendo un'ottima azione sinergica nel recupero fisiologico.


La visione innovativa del bendaggio elastico proposto, ha il chiaro significato “evolutivo” di questo “metodo koreano” nell'ambito del taping kinesiologico®, che rimane l'indicazione specifica per i traumi diretti durante la fase acuta e post-operatoria, come è stato ampiamente presentato nel libro:
R. Bellia – F. Selva - “ Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva – manuale pratico di applicazione “ ed. Alea Milano - 2011.

 

Autore: prof. Rosario Bellia

 

Rosario BelliaDocente di taping kinesiologico® presso Universitàe  Statale di Valencia (Spagna)


Fisioterapista della  nazionale  italiana della F.I.H.P.

 


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Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015

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