Sindrome del tendine d'Achille del podista: utilizzo del taping kinesiologico ®

A cura del professor Rosario Bellia

Protocollo riabilitativo

Da un punto di vista clinico le modalità di trattamento della tendinopatia achillea dipendono dallo stadio evolutivo della patologia. Possiamo distinguere tre stadi evolutivi (7):

a) fase infiammatoria (0-6 giorni)
b) fase proliferativa (o di riparazione) (5-21 giorni)
c) fase di rimodellamento (o di maturazione) (da 20 giorni in poi)


a) Nella fase infiammatoria gli obiettivi terapeutici da perseguire sono:
1) limitare l'infiammazione, quindi l'edema
2) diminuire il dolore
3) evitare ulteriori danni al tessuto tendineo
4) correggere le anomalie biomeccaniche che sovraccaricano il tendine
5) mantenere la capacità cardio-respiratoria (nello sportivo).

 

Per evitare un eccessivo prolungarsi del processo infiammatorio, il mezzo principale è il ghiaccio, utilizzando un panno di protezione per evitare un contatto diretto con la cute (applicazioni ripetute durante il giorno per 15-20 minuti). TapingPer diminuire il dolore e per evitare ulteriori sovraccarichi al tendine, è importante che il paziente diminuisca la sua attività fisica e tenga il tendine a riposo. Da un punto di vista medico, in questa fase, vengono solitamente somministrati degli antinfiammatori per ridurre il dolore e l'infiammazione. Diversi autori (19, 24, 1, 34) consigliano un'ortesi correttiva in presenza di difetti biomeccanici (eccessiva pronazione o supinazione) e un rialzo sotto il calcagno (1-2 cm) per diminuire la tensione di elongazione sul tendine.
Alcuni autori (12, 13, 34, 35) propongano l'utilizzo del massaggio trasverso profondo fin dalle prime fasi post-traumatiche, Van Wingerden (14) ritiene che tale terapia è controindicata in questa fase. Attualmente, infatti, non ci sono ancora evidenze in letteratura sull'utilità del MTP e, considerando le caratteristiche del processo infiammatorio, si può facilmente supporre che sollecitare ulteriormente un tessuto appena traumatizzato significherebbe interferire col processo di guarigione.


b) Nella fase proliferativa (o di riparazione) gli obiettivi terapeutici da raggiungere sono:
1) prevenire la formazione di aderenze
2) prevenire l'atrofia a carico dei muscoli e le limitazioni articolari
3) diminuire l'infiammazione, l'edema ed il dolore residuo


In questa fase, si devono introdurre gradualmente sollecitazioni di carico al tendine. In questo modo si favorisce la formazione di collagene e si incrementa la dimensione delle fibrille migliorando inoltre il loro allineamento (36, 37); quindi, in ultima analisi, l'esercizio terapeutico introdotto gradualmente incrementa la forza di tensione del tendine. In questa fase la mobilizzazione attiva, lo stretching e l'MTP, prevengono la formazione di aderenze e consentono un allineamento funzionale del neo tessuto riparativo. Anche il dolore e l'edema vengono influenzati favorevolmente dall'esercizio, a patto che le sollecitazioni meccaniche non vadano a ritraumatizzare la zona lesa.

 

Taping

 

c) Nella fase di rimodellamento (o di maturazione) gli obiettivi terapeutici sono:


1) Ottimizzare la guarigione del tendine (forza di tensione, elasticità, scivolamento fra i piani tissutali).

Questo scopo è raggiunto incrementando gradualmente i carichi meccanici sul tendine (stretching, lavoro isometrico, concentrico ed eccentrico).
Poiché gli esercizi eccentrici sottopongono al massimo carico le strutture tendinee e hanno dimostrato un'efficacia clinica (19, 7, 25, 26, 24, 46), è importante introdurli nel trattamento delle tendinite appena possibile.
2) Ridurre eventuali fattori predisponenti.

I difetti biomeccanici del piede devono essere corretti con un'adeguata ortesi; a questi inoltre, può essere associata un'insufficienza muscolare del tricipite (19, 40) che viene risolta con un lavoro di rinforzo muscolare a carichi crescenti. E' bene sempre controllare che l'escursione articolare della tibio-tarsica e della sottoastragalica siano complete.
3) Educare il paziente ad evitare sovraccarichi, in particolare se si tratta di uno sportivo.

E' fondamentale, prima di affrontare la ripresa dell'attività sportiva, istruire il paziente sul tipo di terreno idoneo (evitare la corsa in collina, sul terreno irregolare o duro) e sulla scelta della calzatura appropriata. Infine il paziente dev'essere educato a svolgere un adeguato riscaldamento prima degli allenamenti.


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Ultima modifica dell'articolo: 28/12/2015

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