Sindrome del tendine d'Achille del podista e utilizzo del taping kinesiologico ®

A cura del professor Rosario Bellia

La tendinite è sempre dietro l'angolo è meglio prevenirla.

Il taping kinesiologico ® viene usato in ambito sportivo: prima, durante e dopo il gesto atletico. Prima per preparare, per prevenire e dopo per defaticare. Inoltre, permette di aiutare l'organismo al recupero dei processi infiammatori e gli squilibri del tono muscolare, che danno origine a “retrazioni”, utilizzando tecniche specifiche.
tapingL'innovativa tecnica del taping elastico si basa sulle naturali capacità di guarigione del corpo, stimolate dall'attivazione del sistema “neuro-muscolare” e “neuro-sensoriale”, secondo i nuovi concetti di Neuroscienza. Il metodo scaturisce dalla scienza della chinesiologia. Si tratta di una tecnica correttiva meccanica e/o sensoriale, che favorisce una migliore circolazione sanguigna e linfatica nell'area da trattare. Nella fase riabilitativa il neurotaping si applica per migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, per ridurre l'eccesso di calore e di sostanze chimiche presenti nei tessuti, e per ridurre l'infiammazione con azione sinergica alle terapie convenzionali.
Inoltre, il taping kinesiologico ® mira ad azionare i sistemi analgesico endogeni; stimolare il sistema inibitore spinale ed il sistema inibitore discendente; a correggere i problemi delle articolazioni, ridurre gli allineamenti imprecisi causati da spasmi e muscoli accorciati; normalizzare il tono del muscolo e l'anormalità di fascia delle articolazioni; migliorare la ROM. E' utilizzato come completamento: in osteopatia, in chiropratica, nelle terapie manuali e nelle terapie fisiche.


Taping kinesiologico method - La tecnica di applicazione del nastro elastico, che affrontando in modo globale gli “squilibri” dell'organismo, cerca di ristabilire il corretto equilibrio funzionale, in una visione globale e tridimensionale del corpo – balance -.


tapingTra i diversi tendini dell'apparato muscolo-scheletrico, il tendine d'Achille è di gran lunga la struttura più interessata da patologie infiammatorie e degenerative. Fredericson (1) cita un'incidenza della tendinopatia achillea che varia tra il 6,5 e l'11 % delle lesioni tra i corridori. Anche Novacheck (2), citando uno studio effettuato su 180 marciatori da James and Jones (1990), riferisce una presenza percentuale della tendinite achillea pari all'11% delle lesioni. McCrory et al. (3) affermano che le lesioni a carico del tendine d'Achille rappresentano il 5-18% dei disturbi totali legati alla corsa, divenendo così la sindrome più frequente da overuse dell'arto inferiore. Relativamente alla rottura del tendine d'Achille Lanzetta (4,5) riferisce che si verifica, di solito, nei soggetti maschi tra i 25 ed i 50 anni, che praticano attività ludico-sportiva. Inoltre, nel 90% dei casi la rottura tendinea è la conseguenza di una brusca contrazione muscolare associata ad un allungamento del complesso muscolo-tendineo.
I tendini rappresentano la componente più forte dell'unità muscolo-tendinea ed il loro scopo principale è quello di trasmettere le forze generate dal muscolo alle leve ossee.
Relativamente al tendine d'Achille va ricordato che esso è il più largo e forte tendine del corpo umano. Si calcola che sia in grado di sopportare carichi che possono arrivare a 300 kg; in altri termini, questo significa che il tendine d'Achille durante la corsa viene caricato di un valore pari almeno 6 - 8 volte il peso corporeo. Non va dimenticato, inoltre, che il tricipite surale ha un vettore di forza che, oltre a provocare la flessione plantare, induce anche una supinazione del piede a causa della sua inserzione centro-mediale sul calcagno e alla rotazione delle sue fibre.
Il tricipite surale è considerato il maggior supinatore e stabilizzatore del retropiede, inoltre durante il cammino si attiva soprattutto nella parte centrale della fase di appoggio per controllare l'avanzamento della tibia sul tarso (8). Il complesso gastrocnemio-soleo rappresenta i quattro quinti del volume della gamba e questa sua consistenza si traduce, in termini funzionali, in una capacità di ammortizzare gli shock sia a livello tendineo che muscolare. L'unità muscolo-tendinea attraversa tre articolazioni (ginocchio, caviglia, sottoastragalica) predisponendosi così ad un'alta incidenza di lesioni.

Da un punto di vista posturale, l'asse del tendine d'Achille crea con la verticale un angolo che va da 1° a 5° di inversione (9). L'osservazione clinica di questo angolo spesso viene effettuata per avere un'indicazione della posizione della tibio-tarsica e della sottoastragalica.


Il taping kinesiologico ® viene usato in ambito sportivo sempre più diffusamente prima, durante e dopo il gesto atletico, per preparare, prevenire e per defaticare l'atleta.
Il taping kinesiologico ® deve essere visto come una terapia aggiuntiva, che aiuta nel processo riabilitativo e non come una terapia elettiva, prescindendo che la diagnosi deve essere corretta.


Tratto dal libro: R. Bellia – F. Selva Sarzo - “ Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva – manuale pratico di applicazione “ ed. Alea Milano - 2011 .


La fase di osservazione iniziale del paziente è importantissima per l buona riuscita del bendaggio con la metodica del taping kinesiologico ®, sempre nel rispetto del principio della globalità.
Questo metodo è basato sull'applicazione di un nastro elastico che stimola il processo di guarigione naturale, assistendo il corpo nell'attivazione dei processi fisiologici dei tessuti traumatizzati, lo riporta nello stato di salute.
Tutti gli organismi hanno una capacità innata (determinata geneticamente) di auto-regolazione che permette il raggiungimento di un equilibrio omeostatico e di una possibilità di auto-guarigione. In risposta ad una aggressione esterna, il corpo inizia un processo di “riparazione-rimodellamento” attraverso la risposta infiammatoria.

 

Taping

Il tendine del tricipite surale, capace di sopportare forze di trazione di 300 kg come già esposto, è il tendine più potente dell'organismo, ma è mal vascolarizzato nella parte intermedia e ciò lo rende vulnerabile.
Tendine AchilleLa rottura del tendine d'Achille è caratteristica generalmente dei soggetti, sportivi e non, che negli anni hanno avuto molti episodi di tendipotapatia per ipersollecitazione funzionale.
Nello sportivo si manifesta a fine carriera a causa di alcuni fattori scatenanti: aumento di peso, scarsa idratazione (come dimostrato da uno studio giapponese), cure antibiotiche (causa iatrogena), calzature non adeguate, quindi squilibrio nel carico podalico, intensificazione degli allenamenti dopo un periodo di riposo forzato, irrigidimento del tendine dopo trattamento infiltrativo cortisonico, ecc.
Il tendine d'Achille, anche detto tendine calcaneare, prende origine dalla fusione dell'aponeurosi dei muscoli gastrocnemio e soleo. E' una struttura anatomica nastriforme, costituita da fibrille di collagene, interposta tra il tricipite surale ed il calcagno, deputata alla trasmissione degli impulsi meccanici derivanti dalla contrazione muscolare del polpaccio al segmento scheletrico, realizzando un movimento articolare di fondamentale importanza: la spinta del piede. Oltre a questo compito fondamentale, esercita una funzione tampone nei confronti della contrazione muscolare volontaria e/o involontaria massimale.


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