Squilibri Corporei e Sovraccarichi

A cura del Dottor Antonio Parolisi


In uno stato di equilibrio corporeo, i carichi utilizzati, durante la pratica di un esercizio, sono distribuiti equamente su entrambi gli arti inferiori, attraverso il bacino e lungo tutta la colonna; gli stress articolari sono uniformi e le sollecitazioni muscolo-scheletriche sono simmetriche.
Ma che succederebbe se per un qualsiasi motivo ci fosse un'alterazione dell'equilibrio corporeo durante lo stress indotto dai carichi dell'esercizio fisico?
I carichi non sarebbero distribuiti equamente su entrambi gli arti inferiori; la pelvi avrebbe sollecitazioni non bilanciate su entrambi gli emibacini ed inoltre la colonna ne risentirebbe in alcuni punti che compensano questo squilibrio.
Risultato...? Problemi...!
Dolori articolari, tensioni muscolari, artrosi precoce, sovraccarico legamentoso, limitazioni funzionali dei movimenti, quindi arresto o sospensione dei progressi nel miglioramento della forma fisica e del benessere, se si tratta della Sig.Maria, o ancora peggio sospensione della migliore performance atletica, se si tratta di sportivi di livello.
Sicuramente è vero che la pratica dell'esercizio fisico comporta dei rischi che bisogna mettere in preventivo, ma è pur vero che bisogna scegliere quelle linee di pensiero tecnico-sportive che ci permettano di ottimizzare i risultati minimizzando i rischi.
Se consideriamo l'esercizio dello Squat, in una condizione di alterato stato posturale, esso può ricondurre ad una serie di problemi che con la silente capacità dei microtraumi ripetuti creano dei problemi spesso sproporzionati, quando riconducibili alla causa che li hanno determinati.
Un soggetto in normopostura, quindi che si trova in una condizione di carichi ben bilanciati su entrambi i piedi, avrà una suddivisione abbastanza equa delle sollecitazioni date dalle resistenze imposte dall'esercizio. In altre parole, se il soggetto pesa 100kg avrà una distribuzione omogenea su entrambi gli arti. In termini pratici caricherà il 50% del peso a destra ed il 50% del peso a sinistra; nel nostro caso 50kg a destra e 50 kg a sinistra. Utilizzando un carico di 100 kg extra su di un bilanciere nell'esercizio di Squat, avremo 100kg a sx e 100kg a dx. Potremmo dire che è tutto ok! Se il soggetto gode di una buona flessibilità e di tutti quegli "ingredienti" necessari per la pratica di un'esecuzione quanto più corretta possibile, otterrà degli ottimi risultati in sicurezza e confort.
Ma se per un dato motivo la stessa persona avesse un problema che gli altera la sua condizione posturale in termini minimi a tal punto che neanche lui ne è a conoscenza, e continuasse ad allenarsi con lo Squat di 100 kg, i problemi starebbero per arrivare. Sarebbe solo questione di tempo.
Supponiamo che per una causa non apparentemente riconducibile ad un evento, questa persona avesse una rotazione di un emibacino. Tale condizione gli porterebbe ad un accorciamento o allungamento funzionale (non strutturale-anatomico) di un arto inferiore, quelle che nel gergo delle medicine manuali definiamo "falsa gamba corta o  falsa gamba lunga". Premesso che questo tipo di problema non è riconducibile solo alla rotazione del bacino ma anche all'anca, ginocchio e caviglia o addirittura dall'alto, qui ci limiteremo solo a descrivere il concetto e non la lista delle alterazioni biomeccaniche posturali; quindi il problema del bacino porterà inevitabilmente ad una dismetria degli arti inferiori che comporterà un sovraccarico sul lato della "gamba corta" che per compenso sarà costretto ad accollarsi il maggior carico. Maggiore sollecitazione della caviglia in esame rispetto alla contro laterale; stesso discorso per il ginocchio e anca rispetto ai contro laterali. L'articolazione sacroiliaca sotto stress, sempre maggiormente rispetto alla contro laterale ed alterazione delle curve sul piano sagittale della colonna con maggior sovraccarico in alcuni punti rispetto ad altri e così su fino al tratto cervicale.  Tutto ciò, ovviamente, nella posizione in piedi senza esercizio fisico, senza carichi aggiuntivi ma solo stando in piedi. Immaginate con i carichi dello Squat...
Gli accorciamenti funzionali, sono spesso minimi e dell'ordine di qualche millimetro! Troppo spesso passano inosservati, quando poi sono i primi imputati di disordini di livello sproporzionato rispetto alla loro origine. Il Personal Trainer non è un terapista, né un Medico-Ortopedico, ma di sicuro può avvalersi di alcune metodiche per valutare un soggetto e considerare le problematiche da tener ben presente nella stesura di un programma di ginnastica.
In prima analisi bisognerebbe valutare l'altezza delle creste iliache (FIGURA 1)

Squilibri corporei

(FIG1) Valutazione Creste Iliache

Da questo primo approccio si possono ricavare diverse informazioni utili e capire se un soggetto si trova con un bacino non livellato per cause varie (...) ed in ogni caso,  comunque, si ha la possibilità di evidenziare un'alterazione posturale molto spesso abbastanza evidente e da non trascurare. La cresta iliaca che risulta essere più bassa ci fa indurre a pensare che la gamba corrispondente, risulterà molto probabilmente più corta dell'altra. Il motivo di questo squilibrio può non essere evidente e conosciuto e tra l'altro non è di nostra competenza; ciò che ci preme è evidenziare una asimmetria. Tutto qui, per poi continuare nella nostra indagine.
Si mette il soggetto in decubito supino e si valuta la lunghezza degli arti inferiori a livello dei malleoli tibiali (interni) (FIGURA 2)

Squilibri corporei

(FIG2) Valutazione Malleoli Mediali

Ovviamente il malleolo che risulta essere più in alto dell'atro corrisponderà al lato della "gamba corta".
Prima di apprezzare la lunghezza degli arti è bene che si faccia sollevare il bacino dal lettino al soggetto, in modi da annullare tutte le tensioni di asimmetrie che possono crearsi nell'assumerne la posizione da supino, per poi riposizionare le gambe distese sul lettino senza che il soggetto ci aiuti. Da qui si apprezza la lunghezza delle gambe e si evince l'eventuale asimmetria.
Da notare che molto probabilmente, la differenza non sarà così eclatante come la si aspettava e questo può essere dovuto o ad una problematica davvero minima o perché in posizione di non carico, quindi da sdraiato, il soggetto compensa bene e nasconde il suo problema. In tal caso e per conferma proseguiamo nell'indagine.
Una valutazione su doppia bilancia (FIGURA 3) ci darà la conferma di quanto pensavamo.

Squilibri corporei

FIG 3 Valutazione del peso su 2 bilance

Il soggetto sale sulle bilance e si valuta la differenza di peso tra un lato e l'altro. Con questo criterio davvero molto antico, possiamo avere un'informazione molto utile e orientarci verso una linea di pensiero quanto più tecnica possibile.
Se la differenza è notevole, l'ideale sarebbe quello di rimandare il soggetto da un professionista di riequilibrio corporeo, quale può essere l'Osteopata o il Chiropratico, che con opportune manipolazioni ristabilirà il corretto assetto posturale. Sarebbe meglio una loro  consulenza sempre e comunque prima di intraprendere un programma di ginnastica.
In ogni caso è da tenere bene in considerazione che l'uso di un rialzo nella gamba funzionalmente più corta non è la soluzione perché comporta una fissazione di una problematica esistente. Sarebbe solo mascherata. Se invece la gamba fosse realmente più corta, per cause congenite, da fratture o altro, il Medico Ortopedico saprà come comportarsi e valutare un ortesi opportuna per quell'arto inferiore.
L'obiettivo di queste righe è quello di far comprendere al Trainer l'importanza di valutare il proprio cliente e tenere in considerazione che uno scompenso posturale può alterare l'intera meccanica del corpo. Tutto ciò amplificato dai carichi aggiuntivi degli esercizi come lo Squat. Infatti se prendiamo l'esempio di prima, il soggetto che pesava 100 kg, se avesse un maggiore sovraccarico su di un lato, evidenziabile soprattutto sulle bilance, avrebbe un sovraccarico monolaterale accentuato ancor di più dai carichi dell'esercizio. Mettiamo il caso che su lato destro la bilancia segna 55 kg e sul lato sinistro 45, con l'aggiunta di 100 kg con un bilanciere sulle spalle, il sovraccarico sulla gamba sinistra sarebbe di 90 kg mentre sulla gamba destra sarebbe di 110kg!!! Stiamo parlando di 20 kg in più su caviglia, ginocchio anca e sacroiliaca di destra. Squilibri disomogenei e sollecitazioni asimmetriche lungo tutta la colonna. Questo perché il soggetto ha il 45% del carico corporeo a sx ed il 55 % sul lato dx. Ogni volta che si vorrà lavorare simmetricamente si avrà sempre maggiore sovraccarico a dx che a sx, il tutto proporzionato all'entità di tutti i carichi usati negli esercizi stando in piedi. Da sdraiato o seduto le cose non sono così drammatiche perché la componente degli arti inferiori è disattivata o per meglio dire, la componente "ascendente", come la si definisce in Posturologia.
La questione da tenere subito in considerazione potrebbe essere quella di scegliere degli esercizi monolaterali come gli affondi posteriori dove in modo alternato si lavorano le gambe in modo tale da concentrare il lavoro equamente a dx e a sx. - questo almeno fino al momento in cui non si sia ristabilito un buon assetto posturale ed una ridistribuzione omogenea dei carichi con la collaborazione di altre figure professioniste -.
Il Personal Trainer ha a disposizione degli strumenti che gli permettono di evidenziare una problematica e comportarsi di conseguenza; non risolverà il problema ma di sicuro potrà comportarsi in modo tale da non arrecare ulteriori danni ed inoltre potrà rendersi molto utile al cliente nel rimandarlo da specialisti che potranno rimetterlo in condizione di equilibrio. Questo ci induce ancora una volta a pensare che non siamo tutti uguali e che l'osservazione di un soggetto è di fondamentale importanza se si ha a cuore la salute ed il benessere di chi si ha davanti.


Bibliografia

Principi di medicina manuale - Edizioni Futura
Trattato di Osteopatia strutturale - Marrapee editore
Le catene muscolari vol 1,2,3 - Marrapese editore
Manuale ti trattamento manipolativo osteopatico - Verducci editore
Ortopedia e traumatologia - UTET
Fisiologia articolare vol 1,2,3 - Maloine Monduzzi editore
Trattato teorico pratico di posturologia osteopatica- Marrapese editore
Chiroterapia - Tecniche nuove
Fondamenti di medicina osteopatica - Casa editrice Ambrosiana



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