Tecnica passivattiva nello scollamento mio-fasciale di Tronco e Arti Superiori

A cura di Maurizio Ronchi


" Difatti, in un muscolo con un imbrigliamento reciproco più serrato delle fibre di actina e miosina e addensamento del tessuto connettivo che diviene fibroso, si traduce in un aumento della forza di resistenza passiva di questo muscolo, una diminuzione della capacità elastica, una diminuita resistenza funzionale "
( U. Morelli ) (2).
Di seguito un esempio empirico e semplicistico ma esemplicativo  di quanto affermato sopra. (FIG.2)

 

Scollamento miofasciale

Questi addensamenti di collagene e fibrosità, sono aree che hanno bisogno di trattamenti manipolativi per mantenere una fisiologica elasticità/flessibilità specie dopo un evento traumatico o un ciclo di lavoro/allenamento intensivo/ripetitivo mirato a uno specifico distretto muscolo-articolare.
A tal proposito durante la ricerca di materiale per documentare e approfondire la materia trattata, la mia attenzione è stata rapita dalla visione di una dissezione ad opera del Dipartimento di Anatomia e Fisiologia Umana dell'Università di Padova (3), dove sono messe a confronto la muscolatura in forma  nuda  e fasciata, con la sintesi della relazione  "Studio anatomico della continuità miofasciale
( C. e A. Stecco) (3), presentata al Primo Congresso Internazionale di Ricerca sulla Fascia, tenutosi nell'ottobre 2007 ad Harvard, Boston USA.

 

Scollamento miofasciale

 

In seguito mi ha colpito la definizione di  espansioni miofasciali  dei muscoli, che sono l'oggetto dello studio e della ricerca. L'aiuto prezioso avuto da Luigi Stecco, uno dei primi studiosi e operatori nel campo della fascia, per approfondire la fisiologia e i meccanismi, inerenti le varie forme di TC, mi ha portato a meglio comprendere e chiarire il modo in cui le manipolazioni mio-fasciali, come anche la tecnica passivattiva, agiscono migliorando uno stato fisico-atletico non ottimale.
Grazie a Stecco sono scaturite alcune considerazioni che a mio modesto parere devono assolutamente far parte del bagaglio scientifico di un bodyworker sportivo ed esser tenute ben presenti durante il lavoro mio-fasciale che si esegue su di un atleta.
Quando con la manipolazione si tratta un TC fibroso, o meglio ancora le densificazioni presenti nelle  espansioni mio-fasciali , la pressione esercitata e il calore indotto sono in grado di  ammorbidire  la  Sostanza Fondamentale  della fascia, che può quindi passare da uno stato fisico di gelificazione ( gel  ) ad uno stato più solubile ( sol  ) permettendo anche la rottura delle eventuali aderenze tissutali. Collagene ed elastina spesso si trovano insieme, ed è la loro interazione che da luogo alle proprietà viscoelastiche del tessuto connettivo. Il grado di viscoelasticità dipende dalle quantità relative di collagene, elastina e ground substance * (Arti Ahluwalia) (5).


* La gelatinosa "sostanza fondamentale" che concorre a costituire insieme al Collagene e all'Elastina, la "matrice extracellulare" - MEC - sia nei "tessuti molli" sia in quelli "duri mineralizzati" consiste principalmente di proteine PoliSaccaridi, o GlicosAminoGlicani (GAG), che servono come sostanza cementante tra le fibre di Collagene e di Elastina. (6)

 

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Ultima modifica dell'articolo: 27/02/2017

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