La Scoliosi quale atteggiamento naturale - Scoliosi idiopatica: vecchi e nuovi concetti, caso clinico

A cura del Dott. Giovanni Chetta

Risultati

I fase: utilizzo di massaggio e bodywork TIB, ginnastica posturale TIB e plantari ergonomici personalizzati:

Situazione iniziale: si evidenzia in modo particolare l'importante rotazione vertebrale sx a livello lombare (grafico rotazione superficie) e il disallineamento metamerico (verso sx) sempre del tratto lombare (grafico proiezione frontale).

Situazione dopo ca. 100 giorni di trattamento I fase : normalizzazione del grafico "proiezione frontale" (allineamento metamerico sul piano frontale) e netto miglioramento delle rotazioni vertebrali trasversali (grafico rotazione superficie).


Comparazione : situazione iniziale in alto(grafica color rosso), situazione dopo meno di 4 mesi in basso (grafica color blu). Si evidenzia in particolare un netto miglioramento dell'allineamento metamerico (proiezione frontale) e della rotazione vertebrale (rotazione superficie). La deviazione laterale (media quadratica) si è ridotta da 17 mm a 5 mm e la rotazione vertebrale (media quadratica) è passata da 12,1° a 2,3°.



Situazione iniziale della curva di svolgimento del passo :l'andamento delbaricentro generale del corpodurante il passosx (curva in alto rossa) e dx (curva in basso verde) risulta medializzato in fase propulsiva (protocollo Pacini, 2000).


Situazione della curva di svolgimento del passo dopo ca. 100 gg di rieducazione (I fase) :l'andamento delbaricentro generale del corpodurante il passosx (curva rossa) e dx (curva verde) risulta lateralizzata in fase propulsiva (ipercorrezione).

II fase : aggiunta di manipolazioni chiropratiche e bite occlusale:

Situazione dopo ca. 6 mesi di trattamento II fase : il miglioramento è soprattutto sul piano sagittale (grafico proiezione laterale).


Comparazione : situazione iniziale a fine I fase in alto (grafica color rosso), situazione dopo ca. 6 mesi di introduzione del bite occlusale e delle manipolazioni chiropratiche in basso (grafica color blu). Si evidenzia in particolare un netto miglioramento sul piano sagittale (grafico proiezione laterale)con notevole riduzione della lordosi lombare (angolo lordotico diminuito da 56,5° a 42,6°, freccia lombare da 54,9 mm a 43,5 mm)e dei blocchi funzionali (grafico curvatura). La deviazione laterale (media quadratica) riporta un lieve miglioramento ulteriore (da 5 a 4 mm), così come la rotazione vertebrale (media quadratica) da 2,3° a 2°.

Comparazione inizio - fine rieducazione: situazione iniziale (in alto, grafica rossa) -situazione finale (in basso, grafica blu). Si nota il netto miglioramento dei parametri di rotazione vertebrale sul piano trasverso (grafico rotazione superficie) e allineamento vertebrale sul piano frontale (grafico proiezione frontale), nonchè l'angolo e la freccia della lordosi lombare sul piano sagittale (grafico proiezione laterale). La lunghezza tronco è passata da 467 mm a 493 mm (+ 2,5 cm).


Situazione finale della curva di svolgimento del passo :l'andamento delbaricentro generale del corpodurante il passosx (curva rossa) e dx (curva verde) risulta normalizzato in fase propulsiva (protocollo Pacini, 2000).

Discussione dei risultati

I risultati ottenuti già in I fase, grazie all'utilizzo di tecniche miofasciali, ginnastica posturale e plantari ergonomici personalizzati evidenziano un netto miglioramento funzionale, strutturale ed estetico. Il paziente ha riferito graduali miglioramenti della sintomatologia generale e soddisfazione per l'aspetto esteriore evidentemente più gradevole. II fase ,dopo circa sei mesi, i contatti dei denti superiori sul bite sono risultati per lo più costanti e ripetuti. Le manipolazioni chiropratiche inoltre hanno consentito l'eliminazione/riduzione dei blocchi funzionali facilitando ulteriormente la normalizzazione rachidea e posturale in generale.

Conclusioni

L'atteggiamento in scoliosi del rachide rappresenta di per sè un atteggiamento fisiologico e indispensabile al fine di ottenere l'obiettivo di un moto specifico di massima efficacia. Essa deve crearsi a ogni passo trasformandosi in quella opposta all'avanzare dell'arto inferiore controlaterale. La scoliosi diventa patologica solo se si "cristallizza".

La scoliosi è certamente l'alterazione rachidea a maggior impatto estetico negativo, in quanto si esprime prevalentemente sul piano frontale. Le alterazione rachidee che si sviluppano principalmente sul piano sagittale (Ipercifosi dorsale, dorso piatto e iperlordosi lombare) però possono comportare problematiche muscolo-scheletriche e organiche più rilevanti della scoliosi.Come abbiamo visto, Il piano critico, per quanto riguarda la biomeccanica umana e del rachide in particolare, resta quello trasverso. Con esso occorre sempre "fare i conti" durante un qualunque programma di rieducazione rachidea/posturale.

In presenza di alterazione patologica del rachide e della postura, l'interconnessione e l'interdipendenza delle varie parti del nostro corpo "impone" una strategia integrata e quindi un lavoro d'equipe in grado di considerare i diversi relativi fattori critici. Controllo e funzionalità delle cerniere articolari, e in particolare di occlusione, supporto plantare e bacino, si confermano i parametri critici. Tali parametri vanno sempre verificati (in maniera precisa e quantificabile ossia confrontabile nel tempo) a prescindere dall'approccio utilizzato nella rieducazione posturale. Considerare infatti i risultati ottenuti solo in una specifica regione corporea (es. apparato stomatognatico o appoggio podalico o rachide) senza esaminarne gli effetti sull'intera postura, comporta il rischio di spostare la problematica in un'altra regione corporea.

Utilizzare specifici bite e plantari e/o calzature quali sistemi ergonomici, in abbinamento sinergico con tecniche in grado di agire sul sistema miofasciale e dell'equilibrio (chiropratica, bodywork, ginnastica posturale), può determinare importanti risultati, evidenziabili e quantificabili strumentalmente. Lo stesso busto/corsettocorrettivo dovrebbe, secondo la mia opinione, esser visto (e pertanto progettato) quale strumento ergonomico in grado di agire in sinergiacon altri strumenti ergonomiciecon varie tecniche di normalizzazioneoltre che ovviamente risultare in armonia con la natura.

Appare pertanto evidente l'importanza dell'approfondimento della ricerca e sperimentazione in tale direzione ossia integrando vari metodiche e strumenti sinergicamente in linea con la biomeccanica e la fisiologia. Lo studio delle deformazioni del rachide e della postura infatti diviene sempre più importante all'interno di una società che spinge l'uomo a vivere in habitat e con stili di vita poco naturali e quindi poco fisiologici. Sempre più infatti la postura risulta implicata in molte problematiche muscolo-scheletriche e organiche. La posturologia si trova così, per forza di cose, a essere una scienza multidisciplinare che abbraccia numerose branche della medicina e della tecnica. La collaborazione professionale tra i vari specialisti, l'evoluzione tecnologica, l'avanzamento delle ricerche scientifiche su matrice extracellulare, tessuti connettivi, neurologiabiomeccanica ed ergonomia, rappresentano i cardini del progresso di questa affascinante e multiforme scienza fondamentale per la salute dell'uomo moderno.

Ippocrate, probabilmente il primo posturologo della storia nonché fondatoredella medicina scientifica, affermò:


"L'essere vivente è un cerchio...ogni parte ne è l'inizio e la fine" .


Ed ancora egli aggiunse:


" Esistono soltanto due cose: scienza e opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza".


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Ultima modifica dell'articolo: 28/11/2016