Scoliosi: dalla definizione classica a quella moderna

A cura del Dr. Davide Cacciola


La scoliosi è una patologia complessa, la cui causa nel 70-80% dei casi rimane sconosciuta; in tutte queste situazioni di indeterminatezza eziologica si parla di "scoliosi idiopatica". Anche se le conoscenze a disposizione non permettono di individuare una causa certa, si ipotizza che probabilmente ve ne sia più di una.
Grazie alla ricerca scientifica realizzata negli ultimi 25 anni, si è comunque arrivati a considerare la scoliosi come la risultante finale di una sindrome complessa ad eziologia multifattoriale, che origina lontano dalla colonna e coinvolge e influenza i più importanti recettori a livello posturale, oltre che il Sistema Nervoso Centrale.
Se da un lato gli studi non sono serviti a risalire a una causa scatenante ben precisa, dall'altro sono serviti a correggere la definizione, la visione e l'interpretazione della scoliosi.


Nella Definizione Classica, la scoliosi è una deviazione permanente laterale e rotatoria del rachide, con cause scatenanti multiple, cui conseguono alterazioni estetiche e funzionali. Essa si aggrava in corrispondenza della fase di accrescimento e si arresta nell'evoluzione quando cessa l'attività di crescita di osso e cartilagini.
Questa definizione è legata a una visione bidimensionale della scoliosi, dato che prevalentemente viene considerata la deviazione laterale e la rotazione della colonna vertebrale. La deviazione laterale, più evidente dal punto di vista visivo e più legata all'immaginario comune del paziente scoliotico, in realtà è la meno influente dal punto di vista posturale.


Nella nuova visione la scoliosi viene considerata come una deformazione tridimensionale che si sviluppa nello spazio.


Nella Definizione Moderna la scoliosi è una curva che si sviluppa nello spazio. E' dovuta ad un movimento di torsione generalizzato a tutto il rachide. Questo movimento è generato da una perturbazione localizzata che provoca una rottura dell'equilibrio del rachide (Perdriolle, 1979)
Questa è dunque una visione tridimensionale. Prevalentemente viene considerata la deformazione anteroposteriore in lordosi, associata a movimenti di torsione vertebrale. Questa deformazione si esprime lateralmente. E' una curva tridimensionale.
Il primo fattore che si evidenzia in una scoliosi idiopatica è una estesa LORDOSI sul piano sagittale. Se per qualche motivo a questa componente si associa un movimento torsionale di una vertebra si innesca una condizione biomeccanica, una perturbazione dell'equilibrio della colonna, che può esitare in una scoliosi che si esprime lateralmente. La componente laterale quindi è l'esito, non il primo aspetto che compare. Inoltre, quest'ultima, nelle scoliosi minori rappresenta soltanto il 20% della deformazione totale, mentre l'80% è a carico della componente anteroposteriore, quindi della lordosi
L'estesa lordosi comporta una tendenza alla inversione della cifosi fisiologica con formazione di dorso cavo e probabile comparsa delle "scapole alate"
La rotazione delle vertebre provoca negli anni una vera e propria deformazione delle vertebre, squilibri nell'allineamento, che possono essere causa in età adulta di scivolamenti ed ernie del disco



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015