Scapole alate e postura

A cura di Alessandro Giannetto


L'aspetto più sottovalutato, forse dalla maggior parte degli utenti e non solo dai frequentanti dei centri fitness, è l' "atteggiamento posturale" (postura). Se si osservano con occhi di un cieco, possiamo ben capire che questi aspetti non ci riguardano solo per il semplice fatto che psicologicamente  mentiamo a noi stessi, credendo  di essere teoricamente perfetti quando in realtà siamo ben lontani dall'esserlo. Purtroppo nella pratica quotidiana dell'allenamento in palestra siamo spesso alla ricerca di un risultato "estetico ideale", a volte non realizzabile se non vengono presi i giusti accorgimenti per correggere tali difetti strutturali. Altrettanto frequentemente, alcuni addetti ai lavori inseriscono nei programmi di allenamento "esercizi fondamentali" che riguardano una strettissima cerchia di individui perfetti o quasi. Questi istruttori e personal trainer agiscono in tal senso per il semplice fatto che la richiesta è di ottenere un fisico da copertina, proprio come quello che si nota sui magazine di settore. In genere vediamo fare questi esercizi dai body-builder convinti di esserlo, spesso e volentieri con l'ombra del doping: distensioni su panca con bilanciere, lento avanti/dietro, stacchi da terra, squat, rematori etc. Il più delle volte questi individui trascurano una miriade di aspetti importanti dell'allenamento, senza pensare al "futuro salutistico" della "colonna vertebrale"; in special modo, non sembrano prendersi cura della "postura" e di possibili "patologie da sovraccarico" come  la più nota ernia al disco nella fascia lombare (da L1 a S1). Tutti questi artifizi offuscano i veri aspetti importanti dell'allenamento, filtrando solo il lato della tonicità o trofismo muscolare (ipertrofia) con il rischio di provocare una "salute estetica relativa". Il tanto trascurato atteggiamento posturale è infatti base della nostra fisicità, legata all'apparato  scheletrico (telaio) dove poggiano i muscoli scheletrici striati e volontari (apparato muscolo-schelettrico); la corretta postura è quindi la componente primaria dell'allenamento e del benessere e come tale dovrebbe essere valutata e monitorata a colpo d'occhio vigile/clinico da ogni professionista intento a stilare un training allenante.

Una postura scorretta indica sempre un problema di assetto generale, con ripercussioni sulle aree di muscolatura più deboli; tale disequilibrio porta al non reclutamento globale dei muscoli interessati dal lavoro che si sta compiendo. Scapole alateL'anamnesi (intervista iniziale) deve quindi prevedere una serie di test o domande, poste al soggetto da allenare, che verifichino in toto la presenza o meno di vizi posturali risolvibili esclusivamente con la pratica della ginnastica adeguata in palestra, meglio ancora dopo un controllo e parere  del medico specialista (ortopedico - neurochirurgo, esperti in fisioterapia).
Con il termine "scapole alate" si intende un atteggiamento posturale presente quasi nel 90% dei clienti, in special modo ragazzi/e in età evolutiva della crescita somatica, cioè tra i 12-14 anni; data la crisi puberale pre-adolescenziale, a cui si associa un notevolissimo incremento strutturale osteo-articolare (proceritas secunda), in questo periodo le scapole alate rappresentano il più presente dei "paramorfismi del rachide". Ricordiamo che a livello clinico le alterazioni morfologiche corporee si distinguono in paramorfismi e dismorfismi; entrambe sono la risultante di posizioni mantenute per abitudini viziose, con deformità transitorie e correggibili con adeguata ginnastica per i paramorfismi, e non correggibili in tal senso nei dismorfismi; questi ultimi, a causa della cronicità creatasi nel tempo, richiedono un adeguato trattamento chirurgico-ortopedico.
L 'osservazione  dei soggetti con un asse clavicolare più lungo rispetto aolla norma, è visto come un distacco tra le "scapole" che, lateralizzandosi, fanno risultare dal versante posteriore del "tronco"  un "dorso" ampio e piatto. Sulla visione laterale viene invece percepita una piattezza palese sia del "dorso" che del "petto" e da quella frontale un'insufficiente/scarso trofismo dei "muscoli pettorali"; ma un "dorso" più ampio. Le scapole all'infuori o scapole alate sono quindi il risultato di un distaccamento delle stesse dal torace verso l'avanti,  di norma bilateralmente. Questo è l'atteggiamento base, ma in alcuni soggetti vi si presenta un asse clavicolare decisamente minore associato a "cifosi del rachide" del tratto dorsale ( t1-t12); di conseguenza si presenta un'accentuata sporgenza delle scapole che rendono il dorso ricurvo: "dorso curvo". Questi paramorfismi ribattezzabili in "Ali di pollo o dorso del gatto" non permettono lo sviluppo del muscolo "gran pettorale" data l'anteposizione dei monconi delle spalle. I pettorali sono muscoli adduttori dell'omero e per effetto della loro biarticolarità vengono portati in avanti aprendo l'articolazione scapolo toracica (articolazione virtuale che segna il passo/distanza tra una scapola e l'altra). Visto il modificato assetto della colonna vertebrale e delle clavicole, tra l'ultima vertebra cervicale (c7) ed il tratto toracico si nota un  accorciamento dei muscoli pettorali, che divengono incapaci di distendersi completamente; il muscolo può quindi subire soltanto allungamenti parziali, fino a dimezzare la  sua forza effettiva a carico  dei muscoli anteriori delle spalle (deltoide anteriore) e dei muscoli posteriori - estensori del braccio (tricipite brachiale).
Esercizi per scapole alateRaramente possiamo trovare casi monolaterali (scivolameto di una scapola da un lato) con rotazioni e asimetrie delle spalle associate a particolari tipi di "scoliosi".
Premesso  ciò, passiamo ora all'aspetto dell'allenamento  della sezione muscolare che permetta l'avvicinamento della "scapole"; quali ipotonoci, occorrerrà lavorare su: "trapezio centrale" (muscolo superficiale) e "romboide" (muscolo profondo posto sotto il muscolo trapezio). Dal punto di vista di un buon funzionamento è bene non dimenticare, anzi tener ben presente, anche il coinvolgimento del  muscolo "deltoide posteriore" e del gran dentato (muscolo profondo), per il suo coinvolgmento sull'omero.
Dopo queste descrizioni vorrei avervi resi partecipi dell'importanza di non trascurare i muscoli della schiena. Una postura gradatamente migliorata potrebbe richiedere da 1 mese ad 1 anno circa di allenamento per consolidare i risultati (in base all'età del soggetto, la muscolatura reagisce in modo diverso). Tale intervento permetterà non solo di portare trofismo generale a tutte le regioni muscolari, ma conferirà un'armonia estetica con il giovamento di un ingresso sociale migliore, sostenuto da una rinnovata sicurezza di sé (ricordando che corpo e mente sono unità inscindibili).
Concludo che la strada dello sviluppo muscolare vi porterà lontano più di quanto possiate immaginare, a patto che adottiate gli esercizi posti alle vostre possibilità fisico-genetiche, riducendo il carico di lavoro ed escludendo gli esercizi fondamentali per lo sviluppo muscolare, in modo da preservare la salute osteo-articolare.
Nel salutarvi, auguro una buona postura a tutti.



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