Trattamento riabilitativo dopo rottura del tendine d'Achille

A cura del professor Rosario Bellia

Complicanze

b) Generalità sulle cicatrici e sulle patologie correlate

Le cicatrici, di per sé, non rientrano nella categoria delle patologie. Tuttavia, se dotate di determinate caratteristiche, possono diventare fonte di alterazioni posturali, di dolori, di disagi organici o respiratori,  dunque fonte di patologie.
La loro "reattività" o "tossicità"(come si dice in gergo) può essere registrata da uno strumento elettronico che misura i potenziali di tossicità, oppure con test chinesiologici di forza.

Sotto la voce generica di cicatrici vengono inclusi: interventi chirurgici, ferite, abrasioni profonde, ustioni, tatuaggi.
Tutto ciò che altera lo stato della pelle  e la sua integrità, spesso il tessuto cicatriziale, crea aderenze sottocutanee, perdita di elasticità (cheloidi), oltre a trazione meccanica sul tessuto circostante (pelle, muscolo, organi interni,ecc.).
Da quanto sopra esposto si possono classificare le seguenti conseguenze:

a) Danno meccanico (elasticità)
b) Danno energetico (blocco energetico)

La cicatrice chirurgica  del nostro paziente è di dimensione regolare; dopo 2 mesi la ferita si è riaperta per infezione iatrogena; pertanto il paziente viene sottoposto ad un periodo di antibiotici e a 24 terapie in camera iperbarica per 1 ora e mezza  a seduta.
Dopo la stabilizzazione della cicatrice e dell'infezione, la cicatrice risulta con elevata superficie ricoperta da cheloidi, che sono "accollati" ai piani profondi del sottocute, ed in una zona di circa 1,5 cm, ancorata alla guaina del tendine nella porzione prossimale.
La flessione dorsale del piede provoca un "infossamento" delle cicatrice nella porzione "accollata"; ciò sta ad indicare che il tessuto non ha la giusta elasticità in fase di flessione per "ancoraggio" profondo della cicatrice.

Gli obiettivi terapeutici nella prima fase riabilitativa (obiettivi a breve termine) sono stati:

a) controllo dell'infiammazione e dell'edema
b)  prevenzione delle aderenze
c) prevenzione dell'atrofia muscolare
d) recupero dell'escursione articolare presente

Gli obiettivi nella fase di  rimodellamento (obiettivi a medio e lungo termine) sono stati:

a) recupero completo dell'articolarità e della forza muscolare
b) recupero dell'elasticità tissutale
c) ottimizzazione del recupero tendineo

c) Screening test: esame posturale completo

1) Visione frontale:  dismetria "apparente" arti inferiori con sx  più corto di circa 2 cm; ginocchio sx semiflesso di circa 10°, spostamento dell'asse di  carico verso dx. Torsione del bacino sx avanti e bascullato. Nel complesso la colonna vertebrale è ben compensata.

2) Visione laterale: flessione di circa 10° del ginocchio sx e torsione del bacino, curve laterali della colonna vertebrale ben conservate.

 

3)Visione posteriore: bascullamento del bacino, basso a sx e spostamento del carico verso dx.

  • mobilità articolare specifica del piede(ROM)
  • flessione dorsale passiva dell'articolazione tibio-tarsica 90°, attiva 80°
  • flessione plantare 50°
  • Osservazione della cute e valutazione dei cheloidi

Il paziente presenta una cicatrice operatoria di lunghezza adeguata all'intervento, che risulta retraente nella porzione prossimale..
La cicatrice risulta importante per la limitazione della mobilità dell'articolazione tibio-tarsica, che è anche molto "accollata" e retraente. Per questo motivo, si sceglie di concentrare il lavoro di "scollamento" in modo particolare su questa porzione anatomica.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 27/02/2017

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