Trattamento riabilitativo dopo rottura del tendine d'Achille

A cura del professor Rosario Bellia

Eziopatogenesi della lesione

Le lesioni tendinee possono essere classificate, a seconda della loro eziologia, in traumatiche, microtraumatiche e su base dismetabolica e/o infiammatoria.
Le tendinopatie micro-traumatiche del tendine d'Achille sono anche definite lesioni da sovraccarico funzionale, e sono in grado di determinare la patologia con un meccanismo diretto ed uno indiretto. Questo tipo di lesioni può portare alla rottura del tendine d'Achille, che rappresenta comunque l'episodio acuto conseguente ad un processo degenerativo (tendinosi), il quale -  talvolta in modo quasi del tutto asintomatico o preceduto e accompagnato da episodi di infiammazione dolorosa della guaina, e coinvolgendo in maniera più o meno estesa la compagine tendinea - ne determina una diminuzione della resistenza meccanica, che può essere superata da un'improvvisa sollecitazione anche non eccessiva.

I fattori che possono provocare patologie da sovraccarico nei tendini (e in molti casi anche nei muscoli), del collo piede e del piede si possono genericamente dividere in intrinseci ed estrinseci ed agiscono in percentuale variabile da soggetto a soggetto.
Per quanto riguarda i fattori intrinseci, questi sono essenzialmente rappresentati da :

a)  la variabilità anatomica, con conseguente alterazione più o meno marcata della normale biomeccanica del cammino o del gesto atletico, il che sottopone il collo del piede e piede ad uno stress anormale;
b)  le malattie dismetaboliche, che possono favorire reazioni flogistiche locali, nonché provocare l'alterazione della composizione del normale tessuto tendineo fino a determinare un più precoce invecchiamento;
c)  ultimo fattore, ma non meno importante, l'età dell'individuo e gli anni di attività agonistica.

Infatti, l'invecchiamento del tessuto tendineo provoca un rallentamento metabolico del collagene tissutale, con una diminuzione graduale del rapporto cellule-matrice a favore di quest'ultima, una diminuzione del contenuto idrico delle fibre elastiche, dei proteoglicani e glicoproteine. Scompare inoltre la linea blu, presente a livello giunzionale osteo-tendinea, che svolge un'importante azione modulatrice ed ammortizzante nei confronti delle sollecitazioni meccaniche.

Tendine d'achille TapingPer quanto riguarda l'alterazione della biomeccanica, uno dei problemi principali è l'iperpronazione del collo piede e del piede durante la corsa, che ha un'azione di frustata, come la corda di un arco, sul tendine d'Achille, con conseguente alta frequenza di tendiniti.

 


Per quanto riguarda i fattori estrinseci, essi diventano spesso determinanti nell'instaurazione della tendinopatia da sovraccarico al collo piede e piede.
Si distinguono principalmente tre fattori:

1l'allenamento incongruo
2) i terreni di gara o di allenamento
3) la calzatura

Da studi recenti, effettuati su osservazioni di Cummins, Christensen ha elaborato la teoria delle variazioni anatomiche individuali, secondo cui le fibre dell'achilleo provenienti rispettivamente dal gastrocnemio e dal soleo, man mano che discendono verso il calcagno subiscono un certo grado di rotazione reciproca, di entità variabile nei diversi soggetti. Secondo Christensen, durante determinati movimenti, quali si verificano tipicamente nella corsa e nel salto, si può verificare una sorta di sfregamento a sega tra i due gruppi di fibre, in relazione alle variazioni individuali del grado di torsione reciproca di queste ultime, e alla mancanza di una perfetta coordinazione muscolare, come si verifica più facilmente in condizioni di scarso allenamento. In realtà, la possibilità di un danneggiamento reciproco delle fibre tendinee non è stata mai dimostrata, restando soltanto un'ipotesi suggestiva tesa a valorizzare il peso dei fattori individuali nella genesi della rottura.
Il ruolo etiologico svolto dalla cosiddetta "tendinite" sembra essere meno diretto di quanto si sia ritenuto in passato e di quanto lascerebbe supporre la frequenza relativamente elevata, circa il 30%, con cui questa affezione compare nell'anamnesi dei soggetti che vanno incontro ad una rottura dell'achilleo.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 09/02/2016

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