Biomeccanica e meccanismi di controllo neuromuscolari durante gestualità tecnico atletiche nel basket femminile e nella prevenzione delle patologie traumatiche del LCA.

Controllo neuromuscolare a protezione del ginocchio durante la manovra di cutting

La variazione delle risposte neuromuscolari, dell'apparato muscolare e legamentoso a protezione dell'articolazione del ginocchio sono stati osservati sia su animali che in umani. Studi presenti in letteratura hanno mostrato l'esistenza di meccanocettori nel lca umano(26)
L'attività neuromuscolare sembra consistere, in questo caso specifico, nell'attivazione  isolata dei flessori a protezione del legamento crociato anteriore (11)
Nella co-contrazione, quindi nella attività contemporanea dei flessori e del quadricipite si verifica  uno stato di  maggiore stabilità  dell'articolazione del  ginocchio  (11)
Da quanto emerge dalla letteratura internazionale (13) la velocità di azione dei riflessi di protezione, del complesso muscolo-tendineo legamentoso è incapace di dare, spesso, una protezione immediata all'apparato capsulo legamentoso del ginocchio in situazioni tipiche di gioco.
A questo punto è opportuno precisare quanto evidenziato da Tabachnik e Brunner (23), che il tempo di reazione motoria semplice, può essere diviso in due periodi, il tempo di latenza e il tempo di attivazione, dove:

"Il tempo di latenza è l'intervallo che intercorre tra l'inizio dello stimolo e il  momento in cui emergono biocorrenti muscolari"

Mentre il tempo di attivazione  che è di  grande  interesse sportivo è :

"... ... ..  il tempo intercorrente tra quando l'organismo riceve lo stimolo e la reazione"

Secondo quanio scrivono questi autori, il tempo di latenza non può essere migliorato con sedute di allenamento, in quanto esso è  ereditato geneticamente, al contrario del tempo di attivazione che sicuramente è migliorabile con appositi training (23)
Praticamente il successo dell'attività di protezione è in relazione alla velocità  alla quale, i muscoli attivi, vengono usati.
Un ottima regolazione dei fusi neuromuscolari, soprattutto quelli di tipo 1a che sono sensibili a stiramenti fasici (che si verificano ad una data velocità e in un tempo limitatamente breve), può  migliorare il tempo della risposta neuromuscolare.
Lo stiramento dei recettori legamentosi aumenta la risposta dei fusi neuromuscolari (27)
Un lavoro metabolico orientato, in eccesso, verso la resistenza, influenza negativamente qualità fondamentali per il cestista, in termini di rapidità e forza rapida a degli adattamenti negativi come l'incremento dell'inibizione della co-contrazione.
Non è conosciuto, in ogni modo, se questi livelli di riduzione della capacità di co-contrazione, sono osservati anche durante attività sportiva.
Ma è anche vero, però, che durante lo svolgimento dell'attività agonistica, la fatica sia essa centrale  che  periferica,  spesso si manifesta,  comportando un'alterazione della performance sportiva, come per esempio il decremento delle capacità coordinative.
Nel basket moderno, sono richieste elevate capacità coordinative.
Secondo Dal Monte e Faina  "......le atlete non possiedono sufficienti caratteristiche tecnico coordinative se comparate ai giocatori maschi" (32).
A questo si associano una riduzione della capacità elaborativa e percettiva, che incidono notevolmente nell'elevare notevolmente momenti di  rischi di eventi traumatologici acuti.
Comparando invece training effettuati  su  macchine da muscolazione "guidate", con l'uso del bilanciere libero, chiaramente  durante esercizi in CKC, si nota che l'uso del bilanciere libero costringe l'atleta a stabilizzare l'articolazione, nei successivi movimenti in varo-valgo rotazione interna, rotazione esterna con un consequenziale miglioramento del  controllo neuromuscolare. Così, durante una esecuzione "guidata" l'atleta "impara" a massimizzare  i modelli di attivazione muscolare generata dai momenti di flessione e estensione, ma probabilmente "disimpara"  o meglio dire rende "ignoranti" i meccanorecettori.
Protocolli di lavoro pliometrici  sono utilizzati per migliorare il controllo dell'attività muscolare, il tempo di reazione volontaria ed abbassare il tempo per raggiungere il  picco di forza. Un programma orientato al miglioramento della forza resistente, in contrapposizione, aumenta,  i tempi di reazione volontaria.


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