A cura del Dott. De Domenico Giuseppe
| La colonna vertebrale |
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La colonna vertebrale o rachide è una formazione osteoartromuscolare formata da segmenti ossei sovrapposti e articolati tra loro, le vertebre, e si trova dorsalmente nel tronco.
In essa distinguono quattro segmenti o "tratti" che corrispondono alle quattro parti in cui si divide il tronco:
La colonna vertebrale risulta pertanto formata da 33 o 34 segmenti ossei.
Caratteristiche generali delle vertebre
Facendo eccezione per il sacro e il coccige, i cui segmenti vertebrali risultano fusi tra loro e fortemente modificati, si possono riconoscere nelle vertebre caratteristiche generali di costituzione e inoltre particolarità di conformazione che consentono di assegnarle a un determinato tratto della colonna, e in qualche caso di riconoscerle individualmente.
Le vertebre sono ossa brevi formate da un corpo e da un arco, che insieme delimitano un foro vertebrale.
Ogni vertebra è, inoltre, costituita da:
Le ventiquattro vertebre superiori, mobili, sono collegate tra loro da:
I dischi intervertebrali, fibrocartilaginei, fungono da "cuscinetto" tra le vertebre. Al centro del disco si trova il nucleo polposo, gelatinoso, privo di capillari, circondato da fibre concentriche di cartilagine fibrosa.
Curve fisiologiche della colonna vertebrale e loro origine
Rettilineo sul piano frontale, il rachide presenta tre curve sul piano sagittale o anteroposteriore, giustificate dalle esigenze della stazione eretta e della deambulazione, oltre che dalla forma dei dischi intervertebrali e da quella delle vertebre stesse; tali curve sono:
Queste curve sono più o meno accentuate a seconda che il sacro, che costituisce la base della colonna, o le vertebre immediatamente soprastanti, risultino più o meno inclinati rispetto all'orizzontale.
Se il sacro è basculato in avanti esse tendono ad accentuarsi, e viceversa.
Il valore delle curve è considerato nella norma - secondo Rocher-Rigaud - quando:
Le deviazioni dalla posizione fisiologica possono essere causate da uno squilibrio tissutale (muscoli, legamenti, tendini), o da anormalità strutturali delle ossa.
Clinicamente le alterazioni della normale morfologia corporea si distinguono in:
Nei paramorfismi la deviazione morfologica è la risultante di posizioni incongrue mantenute da abitudini posturali viziose, da dolore etc.
Si tratta, cioè, di deformità generalmente transitorie, correggibili volontariamente e non sostenute da alterazioni delle strutture scheletriche.
I paramorfismi sono di prognosi funzionale favorevole in quanto facilmente reversibili, specie se precocemente diagnosticati e trattati.
Abbandonati a se stessi, soprattutto durante l'età dello sviluppo, alcuni paramorfismi possono talvolta trasformarsi in dimorfismi per la progressiva instaurazione di modificazioni strutturali scheletriche. I dimorfismi rappresentano, quindi, delle modificazioni della normale morfologia, sostenute da alterazioni congenite (malformazioni) o acquisite delle strutture osteofibrose. Quest'ultimi non sono correggibili senza un adeguato trattamento ortopedico.
Tra i paramorfismi più comuni distinguiamo:
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