Ipercifosi dorsale

A cura del Dott. De Domenico Giuseppe

 

La colonna
vertebrale
Ipercifosi: valutazione e
trattamento
Trattamento in palestra

La colonna vertebrale

La colonna vertebrale o rachide è una formazione osteoartromuscolare formata da segmenti ossei sovrapposti e articolati tra loro, le vertebre, e si trova  dorsalmente nel tronco.
In essa distinguono quattro segmenti o "tratti" che corrispondono alle quattro parti in cui si divide il tronco:

  1. Il tratto cervicale, formato da sette vertebre cervicali in cui la prima di esse si articola con l'osso occipitale, che appartiene al cranio, mentre l'ultima si articola con la prima delle vertebre toraciche.
  2. Il tratto toracico, costituito da dodici vertebre toraciche con le quali si articolano le coste.
  3. Il tratto lombare consta, invece, di cinque vertebre lombari, l'ultima delle quali si mette in giunzione con il sacro.
  4. Il tratto pelvico della colonna vertebrale presenta una costituzione differente rispetto a quella delle parti che lo precedono; esso è, infatti, formato da due ossa, il sacro e il coccige, che derivano dalla fusione di numerosi segmenti vertebrali primitivi e che si articolano tra loro; il sacro si articola, inoltre, con le due ossa dell'anca. Si possono individuare cinque segmenti costitutivi nel sacro, quattro o cinque nel coccige.

La colonna vertebrale risulta pertanto formata da 33 o 34 segmenti ossei.

 

Caratteristiche generali delle vertebre

Facendo eccezione per il sacro e il coccige, i cui segmenti vertebrali risultano fusi tra loro e fortemente modificati, si possono riconoscere nelle vertebre caratteristiche generali di costituzione e inoltre particolarità di conformazione che consentono di assegnarle a un determinato tratto della colonna, e in qualche caso di riconoscerle individualmente.
Le vertebre sono ossa brevi formate da un corpo e da un arco, che insieme delimitano un foro vertebrale.
Ogni vertebra è, inoltre, costituita da:

  1. un'apofisi spinosa;
  2. due apofisi trasverse;
  3. quattro apofisi articolari, due superiori, due inferiori, poste lateralmente;
  4. due lamine;
  5. due peduncoli che uniscono il corpo della vertebra alle apofisi.

 Le ventiquattro vertebre superiori, mobili, sono collegate tra loro da:

  1. Dischi intervertebrali
  2. Legamenti a direzione longitudinale
  3. Articolazioni tra i processi articolari
  4. Muscoli

I dischi intervertebrali, fibrocartilaginei, fungono da "cuscinetto" tra le vertebre. Al centro del disco si trova il nucleo polposo, gelatinoso, privo di capillari, circondato da fibre concentriche di cartilagine fibrosa.

 

Curve fisiologiche della colonna vertebrale e loro origine

 

Rettilineo sul piano frontale, il rachide presenta tre curve sul piano sagittale o anteroposteriore, giustificate dalle esigenze della stazione eretta e della deambulazione, oltre che dalla forma dei dischi intervertebrali e da quella delle vertebre stesse; tali curve sono:

  1. la lordosi fisiologica cervicale, convessità anteriore del tratto cervicale
  2. la cifosi fisiologica dorsale, convessità posteriore del tratto toracico
  3. la lordosi fisiologica lombare, convessità anteriore del tratto lombare

Queste curve sono più o meno accentuate a seconda che il sacro, che costituisce la base della colonna, o le vertebre immediatamente soprastanti, risultino più o meno inclinati rispetto all'orizzontale. Se il sacro è basculato in avanti esse tendono ad accentuarsi, e viceversa.
Il valore delle curve è considerato nella norma - secondo Rocher-Rigaud - quando:

  1. è di circa 36° per la lordosi cervicale fisiologica;
  2. è di circa 35° per la cifosi dorsale fisiologica;
  3. è di circa 50° per la lordosi lombare fisiologica.

Le deviazioni dalla posizione fisiologica possono essere causate da uno squilibrio tissutale (muscoli, legamenti, tendini), o da anormalità strutturali delle ossa.

 

Clinicamente le alterazioni della normale morfologia corporea si distinguono in:

  1. Paramorfismi,
  2. Dismorfismi.

Nei paramorfismi la deviazione morfologica è la risultante di posizioni incongrue mantenute da abitudini posturali viziose, da dolore etc. Obesità postura scorrettaSi tratta, cioè, di deformità generalmente transitorie, correggibili volontariamente e non sostenute da alterazioni delle strutture scheletriche.
I paramorfismi sono di prognosi funzionale favorevole in quanto facilmente reversibili, specie se precocemente diagnosticati e trattati.

Abbandonati a se stessi, soprattutto durante l'età dello sviluppo, alcuni paramorfismi possono talvolta trasformarsi in dimorfismi per la progressiva instaurazione di modificazioni strutturali scheletriche. I dimorfismi rappresentano, quindi, delle modificazioni della normale morfologia, sostenute da alterazioni congenite (malformazioni) o acquisite delle strutture osteofibrose. Quest'ultimi non sono correggibili senza un adeguato trattamento ortopedico.

Tra i paramorfismi più comuni distinguiamo:

  1. Iperlordosi, accentuazione della curva lordotica lombare
  2. Ipercifosi, accentuazione della curva cifotica dorsale
  3. Scapole Alate
  4. Atteggiamento scoliotico.

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Ultima modifica dell'articolo: 11/07/2016