A cura di Massimo Armeni
La Fibromialgia è una sindrome reumatica caratterizzata da dolore ad ampio spettro localizzato in muscoli, legamenti ed articolazioni.
Come già accennato in un altro mio articolo, questa la definizione tratta da un giornale di medicina italiano: "La fibromialgia è una sindrome dolorosa cronica dall'eziologia ignota. La diagnosi si basa sulla presenza, da almeno 3 mesi, di dolore muscolo-scheletrico diffuso e presenza di punti algogeni accompagnati da alterazioni del ritmo sonno-veglia, cefalea, sindrome del colon irritabile, stanchezza cronica, disturbi ansioso-depressivi.
Esami ematochimici quali GOT-GPT e soprattutto VES, CPK, LDH, SDH, ALDOLASI possono fornire, se border line o fuori range, degli indizi per effettuare una diagnosi, così come esami radiografici. Il trattamento prevede l'utilizzo di antidepressivi, benzodiazepine, miorilassanti, terapie termali, massaggi rilassanti, ginnastica "dolce", rieducazione posturale globale".

L'A.C.R. (American College of Rheumatology) aggiunge anche: "Dolore bilaterale, dolore alla palpazione dei punti algogeni con una pressione di 4 kg su almeno 11 di 18 punti algogeni ".
Di seguito la tabella degli 11 o 18 punti algogeni:
C0-C1 bilateralmente alle inserzioni muscolari
C5-C6-C7- bilaterali
Trapezi
Sovraspinati
Seconde coste, in particolare la giunzione sterno-costo-condrale
Epicondili laterali, in un punto distale a 2 cm
Glutei
Grandi trocanteri posteriormente
Ginocchia, in particolare la zampa d'oca
Queste "linee guida" per la diagnosi di Fibromialgia in realtà, individuano solo il 20% di tutti i malati fibromialgici. Allo stato attuale sono dunque insufficienti.
Storicamente, la Fibromialgia è stata diagnosticata attraverso un processo di eliminazione, vale a dire che si parla di Fibromialgia quando il soggetto manifesta dolore in assenza di qualsiasi altra patologia normalmente identificabile.
Non sono state identificate cause certe nella eziopatogenesi di questa sindrome, ma molte sono state ipotizzate; una tra le più accreditate riguarda la funzione dell'asse I.I.S. (Ipotalamo-Ipofisi-Surrene)
con associati i mediatori chimici del dolore, che includono il Cortisolo, le Prostaglandine, l'HGH, gli IGF-1, la Sostanza P e la Serotonina.
In aggiunta, disordini immunitari o infezioni come Epatite C e Sindrome di Lyme possono portare a Fibromialgia. Ipocortisolismo e bassi livelli di HGH in particolare sembrano essere co-responsabili della sindrome dolorosa; in effetti le alterazioni del ritmo sonno-veglia di cui ho sopra accennato si "legano" perfettamente ai bassi livelli di HGH riscontrati nei malati di Fibromialgia, in quanto l'HGH viene secreto in modalità pulsatoria durante gli stadi 3 e 4 della fase di sonno "Non R.E.M.".
La Sostanza P è un neuropeptide implicato nella modulazione del dolore.
Studi condotti sul LCR (Liquido Cefalo-Rachidiano) di soggetti affetti da Fibromialgia hanno inequivocabilmente dimostrato come la quantità di Sostanza P sia 3 volte maggiore rispetto a soggetti sani.
Finalmente, recenti studi hanno dimostrato come la somministrazione di antidepressivi triciclici sia efficace nel contrastare la Fibromialgia. Inoltre, i soggetti affetti da Fibromialgia soffrono di infiammazione cronica delle fibre collagene, e ciò giustifica un dolore così diffuso.
Ad oggi, non vi è cura certa per la Fibromialgia. Il trattamento farmacologico (triciclici) e non farmacologico è usato in combinazione o separatamente.
Del trattamento non farmacologico fanno parte l'agopuntura, programmi educazionali psico-sociali e la terapia dell'esercizio fisico, la più comune tra queste tre.
Per quanto riguarda l'esercizio fisico, studi recenti dimostrano come l'allenamento orientato sulla forza possa rallentare in maniera significativa il declino delle funzioni motorie comune nei soggetti fibromialgici.
La prescrizione di esercizio nei soggetti affetti da Fibromialgia deve essere il più possibile personalizzata e specialistica.
Ad esempio, un programma di 23-24 settimane, potrebbe essere così suddiviso:
nuoto o esercizi in piscina seguito da allenamento aerobico graduale come ad esempio camminate veloci e più in là Jogging, alternato da allenamento mirato all'aumento di forza, quindi delle FTF, sempre personalizzato sui sintomi del soggetto.
Il Walking è un'ottima attività che può essere prescritta al più al 60-70% FC max, scomponendo l'allenamento in più sessioni giornaliere, con durata massima di 40 minuti.
Il recupero tra i giorni di allenamento è assolutamente soggettivo.
Per quanto riguarda l'allenamento di forza in palestra, adattare agli esercizi la regola dei "12 secondi": vale a dire fare eseguire il movimento nella R.O.M. completa (senza dolore) 4 secondi in fase concentrica, 4 in fase eccentrica e 4 secondi in pausa per favorire il recupero tra una ripetizione e l'altra.
Consigliati RPG e Yoga.
Nella speranza che questo articolo venga letto non solo da tecnici, ma soprattutto da soggetti affetti da Fibromialgia, mi permetto di esporre una panoramica "alternativa" sulla possibile etiopatogenesi della Fibromialgia, tratta da una mia tesi, nello specifico quest' "abstract" focalizzato sull'azione dei cosiddetti Focolai e Campi di Disturbo, con la ferma convinzione che possa risultare d'aiuto a coloro che sono affetti da questa patologia:
Oggi sappiamo che patologie estremamente complesse e "occulte" possono essere secondarie e
consequenziali ad altri disturbi di natura meno esplicita, che esercitano la loro nefasta influenza soprattutto a levello osteo-artro-mio-fasciale.
Essi sono i focolai e i campi di disturbo.
Per focolaio si intende la alterazione localizzata di un tessuto, con una patomorfologia misurabile, che si ritiene causata dall'azione di batteri, virus o tossine.
Per campo di disturbo (cdd) si intende una regione in cui l'integrità della sostanza interstiziale è compromessa, che sfugge ai parametri istopatologici di routine, ma mostra anomalie vegetative ed energetiche e dà luogo a diturbi segmentali o sistemici.
Proprio per queste sue caratteristiche il cdd dà luogo ad un'alterata predisposizione agli effetti dannosi di stress di natura infettiva, allergica, tossica, meccanica, chimica, termica, neurologica ed emotiva; può provocare una sintomatologia diretta o avere un ruolo nell'alterazione della resistenza, caso in cui sarà un altro fattore secondario di stress a produrre la sintomatologia.
Nel disturbo locale vi è una degenerazione regolatoria locale appunto, migrazione e reazione cellulare, necrosi delle fibre tissutali comunicanti attraverso sistemi di informazioni neurali ed extraneurali (biofotoni, canali vascolari e neurologici) con strutture somato e viscerosensoriali relative al rispettivo segmento spinale (Heine 1991, Popp 1987).
Nel disturbo segmentale i riflessi viscerosomatici, somatoviscerali e somatosomatici possono produrre tipiche sintomatologie tonico-algesiche nei rispettivi complessi di regolazione segmentale (Bergsmann 1988, Pischinger 1991).
Nella Sintomatologia ipsilaterale per influsso della prolungata degenerazione regolatoria e della crescente irritazione, possono prodursi segni e sintomi ipsilaterali
Con l'aggiunta di fattori secondari e terziari - allergie, sensibilità alimentari, stress psicologici, infezioni, carenze di minerali o vitamine- può seguire una condizione di Malattia Generale con predisposizione alle infezioni, sindrome da fatica cronica e/o sindrome da dolore cronico (Fibromialgia)
I focolai e i cdd possono predisporre l'organismo a soffrire in seguito all'esposizione a stimoli nocivi di natura infettiva, allergica, neurologica, tossica, meccanica, chimica e termica.
In altre parole ad ogni foma di stress.
A livello miofasciale problematiche apparentemente inspiegabili e con esami di routine negativi (RMN, TAC, MOC ecc.) possono essere comprese, spiegate e risolte indagando approfonditamente focolai e cdd.
Ad oggi il sistema più efficace nella prevenzione, individuazione e contenzione (nonché risoluzione) di tali disturbi "occulti" è rappresentato dalla Scienza Kinesiologica e dalla Terapia Neurale.
Bibliografia:
- R.Melinconi, F.Pedrabissi, R.Mulè: " Come trattare un malato di dolore" Fitness e Sport n° 2004
- American College of Rheumatology 1990 Chriteria for Fibromyalgia: "Position Stand"
- American College of Sports Medicine-S.Messier: " Arthritic Diseases and Conditions" in A.C.S.M.'s Resource Manual for Guidelines for Exercise Testing and Prescription
- M.Armeni: "Alterazioni posturologiche difunzionali e Sistema Craniosacrale", tesi I.T.C.S.-2005
- M.Armeni: " Tesi di Kinesiologia Specializzata", A.K.S.I. 2006
DALLA COMMUNITY
Emozioni femminili: Beh ti garantisco che allora molte dovrebbero andare dallo psicologo :-D
Personal Trainer: Ivan MercoliniDimagrire assumendo duloxetina: Salve. La Sua richiesta non può essere soddisfatta all'interno di un forum. Stilare una dieta personalizzata richiede un approccio diretto con un professionista abilitato. Le ragioni sono state da me elencate in questo thread: http://community.my-personaltrainer.it/Forum/Fitness/Home_fitness/Mercolini-puo-farmi-lelenco--id=6693 e...
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