Fattori di crescita per il trattamento delle lesioni dell'apparato muscolo-scheletrico

A cura del Dottor Nicola Sacchi - Autore del libro: Farmaci e doping nello sport


Sulla base di studi  che evidenziano il ruolo cruciale delle piastrine nella riparazione tissutale, attualmente si stanno sperimentando terapie che utilizzano i fattori di crescita di derivazione piastrinica nel trattamento delle lesioni dei tessuti molli dell'apparato muscolo-scheletrico, come i tessuti connettivi quali tendini e cartilagini, ed i tessuti muscolari. Questa nuova terapia viene vista come possibile soluzione agli infortuni degli sportivi, spesso soggetti a problemi tendinei, lacerazioni muscolari ed articolari che a volte determinano lunghi periodi di inattività e spesso non si risolvono mai in modo completo.
Il trattamento in questione, ancora da ottimizzare, consiste in una serie di iniezioni localizzate sul tessuto leso.
Il processo di guarigione di un tessuto leso è caratterizzato da una cascata di eventi, innescata dalla lesione del tessuto stesso, atti a ripristinarne la funzionalità persa. I fattori di crescita svolgono un ruolo centrale nei processi di guarigione, modulando il reclutamento, la duplicazione, l'attivazione e la differenziazione delle cellule coinvolte, e stimolando i processi anabolici necessari a generare componenti intra ed extra cellulari indispensabili alla funzionalità del tessuto danneggiato. Questa osservazione è la base su cui si fonda l'uso dei fattori di crescita di derivazione piastrinica nel trattamento di tessuti danneggiati.
Gli studi  effettuati finora su questo tema sono già diversi e mostrano risultati più che incoraggianti. Infatti queste ricerche evidenziano come questa nuova terapia possa in alcuni casi sostituire anche gli interventi chirurgici.
In alcune di queste sperimentazioni sull'impiego di fattori di crescita nel trattamento di lesioni tendinee sono stati riscontrati miglioramenti significativi della riparazione tissutale quantificabili in un incremento della formazione dei tessuti di circa un 30%, portando inoltre ad un aumento della forza tendinea  e ad una riduzione del dolore delle zone lese nelle fasi successive. Questi risultati benefici pare che siano mantenuti anche a distanza di diverso tempo, in quanto controlli effettuati a 18 mesi dalle iniezioni evidenziano che i soggetti trattati avvertono meno fastidi.
Si ipotizza anche che il meccanismo di riparazione possa essere indirettamente favorito dalla rapida ripresa della stimolazione meccanica sul tessuto stesso, dovuta all'impiego dei suddetti fattori di crescita che, accelerandone il recupero, consentono un più rapido ripristino della mobilità ed attività del tessuto leso, riducendo così il tempo di inattività.
Questi incoraggianti risultati sono particolarmente importanti per il trattamento degli infortuni tendinei. E' ben noto infatti come i tendini posseggano un basso rateo metabolico,  questo fatto determina un lento recupero in caso di lesione; per questo motivo risulta particolarmente interessante l'aver dimostrato come i fattori di crescita possano stimolare la riparazione tendinea - grazie ad un aumento dell'attività cellulare in loco, dell'angiogenesi e ad una diminuzione della fibrosi responsabile delle alterazioni tissutali che rendono i tessuti lesi meno efficienti - riducendo così i tempi di recupero da infortuni tendinei di oltre il 30%. Gran parte delle patologie tendinee infatti, è rappresentata da tendinopatie, che possono essere curate da questi nuovi trattamenti. Queste forme di infortunio, in quanto patologie difficili da trattare, con lunghi tempi di recupero, beneficerebbero enormemente dello sviluppo di questa forma di intervento.
Alcuni studi sono stati condotti anche su problematiche specifiche come le epicondiliti, anche in questo caso iniezioni locali di fattori di crescita hanno determinato una rapida guarigione da questo particolare infortunio, attualmente orfano di un vero e proprio trattamento specifico.
La più rapida riparazione dei tessuti può permettere ad un atleta un rapido ritorno alla funzionalità completa ed a competere nell'attività sportiva, pertanto questo innovativo trattamento è sicuramente un interessante sviluppo della medicina sportiva che avrà in un futuro neanche troppo lontano un forte campo di applicazione negli infortuni causati da pratica sportiva.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015