La fascite plantare, rottura dell'aponeurosi e il taping kinesiologico ®

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Trattamento:

 

Il trattamento della fascite plantare si basa sul riposo iniziale e sul controllo dell'infiammazione. Vediamo allora quali sono le regole più importanti da seguire per facilitare la guarigione, sempre sotto stretto controllo medico.

a) riposo: sospendere per qualche settimana gli allenamenti ed evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo, specie su superfici rigide. Il riposo iniziale aiuta solitamente ad alleviare il dolore e a ridurre l'infiammazione. Fascite plantareE' molto importante sospendere gli allenamenti ai primi sintomi di fascite plantare: ignorare il dolore continuando ad allenarsi o evitare il dolore con farmaci specifici, favorisce la cronicizzazione della patologia, complicandone la prognosi. Se il dolore è particolarmente intenso, ed accentuato dal carico, si consiglia di utilizzare le stampelle per scaricare completamente le sollecitazioni del piede dolente.

b) ghiaccio: efficace quando insorgono le prime fitte dolorose, sia per attenuare il dolore che per l'azione antinfiammatoria locale che svolge.

c) lo stretching: aiuta ad allungare i tessuti che circondano il calcagno, favorendo una minore sollecitazione tissutale; di conseguenza, il minore stress tensivo porta verso la guarigione dalla fascite plantare.

d) farmaci antinfiammatori: particolarmente utili per far diminuire l'infiammazione locale possono, essere somministrati per via generale o topica, sempre sotto controllo e prescrizione medica.

e) plantari e tallonette: sono molto efficaci per correggere le disfunzioni statiche e dinamiche del piede e risolvere definitivamente la fascite plantare. fasciteQuesti plantari permettono all'atleta di continuare la propria attività sportiva, lavorativa sia in fase riabilitativa che nella fase postuma, per evitare le ricadute.

f) tutori notturni: aiutano a mantenere allungati i tessuti fibrosi che formano la volta plantare, durante il riposo notturno, affrontando in modo efficace uno dei più fastidiosi sintomi della fascite plantare: quel tanto odiato dolore al risveglio causato, appunto, dalla contrazione notturna dell'aponeurosi. Anche il massaggio della volta plantare e del tallone prima di scendere dal letto e dopo aver fatto lo stretching, può contribuire a ridurre il dolore

g) Controllare le calzature: sia quelle indossate durante la giornata (scarpe antinfortunistiche) che quelle normalmente utilizzate durante l'attività sportiva. Non devono causare un aumento del carico sull'aponeurosi plantare, ossia controllare soprattutto che queste ultime non siano né troppo rigide, né troppo morbide. Fascite tapingFarsi eventualmente consigliare da uno specialista che, in base al "logorio" presentato dalla scarpa stessa, sarà in grado di identificare un'eventuale eccessiva pronazione.

h) allenamento: diminuire il carico di allenamento ed evitare provvisoriamente la corsa, che può essere sostituita temporaneamente con la bicicletta e/o il nuoto.

i) applicare il taping kinesiologico ®: con traiettorie specifiche per aiutare il rilassamento dell'aponeurosi plantare (in fase riabilitativa - riposo), mentre nei momenti di ritorno all'attività fisica per sostenere la struttura aponeurotica sotto carico.

l) terapie fisiche: Alcune terapie fisiche si sono dimostrate efficaci nella cura della fascite plantare:

 

1) ultrasuoni

2) ionoforesi

3) laser

4) tecarterapia

5) onde d'urto (litotritore)

 

Proprio le onde d'urto aumentano la velocità di rigenerazione legamentosa, causando veri e propri microtraumi all'interno dell'aponeurosi plantare. Nonostante l'apparente contraddizione, queste onde d'urto aumentano la capillarizzazione locale ed il metabolismo cellulare, favorendo il processo di riparazione spontanea del tessuto legamentoso.

Fascite

Conclusioni:

 

Seguendo questo protocollo, la maggior parte dei pazienti trova sollievo nel giro di 4-8 settimane (talvolta possono essere necessari tempi più lunghi, fino a 6 mesi-1 anno). Tanto più tempestivamente viene iniziato il trattamento riabilitativo e tanto più precocemente si assisterà ad una riduzione della sintomatologia dolorosa. Al contrario, se non si attuano le misure necessarie, la fascite plantare, oltre a cronicizzare, tenderà a modificare l'appoggio plantare del soggetto, causando a lungo andare dei sovraccarichi funzionali anche a livello delle ginocchia, del bacino e della schiena. Se la condizione dolorosa persiste dopo diversi mesi, nonostante l'attuazione di questo protocollo riabilitativo, il medico specialista può decidere di eseguire delle infiltrazioni locali di cortisone per favorire la riduzione dell'infiammazione. Infine, se tutti questi trattamenti si dimostrano inefficaci il medico potrà decidere di ricorrere all'intervento di distensione chirurgica. Come tutte le operazioni chirurgiche, anche questo tipo di intervento non è tuttavia scevro da rischi, e va pertanto effettuato soltanto qualora la fascite non accenni a migliorare dopo un trattamento aggressivo prolungato (8-12 mesi).

FasciteIl ricorso all'intervento chirurgico, che può essere svolto in endoscopia o con le tecniche chirurgiche tradizionali, va quindi effettuato soltanto dopo un'attenta valutazione da parte dello specialista. Nel caso l'intervento abbia successo, la ripresa delle attività sportiva avviene generalmente dopo due o tre mesi di recupero, rispettando sempre la gradualità nell'aumento del carico allenante e tenendo come regole alcuni accorgimenti per evitare le recidive, che sono sempre in agguato.

 

Prevenzione

 

a) variare i percorsi e le superfici d' allenamento

b) non sottovalutare anche un lieve sintomo alla volta plantare

c) scegliere con la massima cura e precisione le calzature, e quando si cambia marca: usare la nuova scarpa gradualmente nel tempo e non subito per tutto l'allenamento

d) fare almeno una volta all'anno una barostabilometria per valutare la simmetria di carico podalico

e) dopo un periodo di riposo o dopo rientro per infortunio, aumentare in modo graduale il carico allenante

f) dopo un infortunio agli arti inferiori avere molta cura alla tecnica di corsa per evitare asimmetrie di carico

g) se siete reduci da cure antibiotiche tenere presente che queste sostanze possono favorire le tendiniti

Fasciteh) curare in modo scrupoloso l'idratazione generale, specie durante il periodo agonistico, lo scorrimento del tendine dentro la guaina è fisiologico se l'idratazione è adeguata

i) il taping kinesiologico ® è un valido aiuto sia in fase agonistica che riabilitativa

j) eseguire in modo regolare dopo ogni seduta d'allenamento lo stretching specifico

k) sottoporsi a sedute di massaggio defaticante periodiche nel periodo agonistico o di carico

l) fare dei pediluvi con preparati decongestionanti adatti.

 

Un caro saluto a tutti gli appassionati,

prof. Rosario Bellia www.kinesiobellia.wordpress.com

 

Patologie correlate:

 

a) La malattia di Sever è caratteristica del bambino sportivo (10 - 13 anni), con interessamento del nucleo di ossificazione secondario del calcagno. Questa osteocondrite benigna è dovuta ad iperattività sportiva, con ipersollecitazione del sistema suro-achilleocalcaneo- plantare in occasione della corsa o del salto. Il segno principale è il dolore evocato alla pressione della parte posteriore e inferiore del tallone, però senza dolore al tendine d'Achille. Segni predisponesti:

a) tendine d'Achille corto;

b) disturbo statico del retropiede: tipo valgo calcaneare.

 

Fasciteb) Neuroma di Morton: dolore intenso durante la marcia, localizzato al terzo spazio intermetatarsale, caratteristico nella danza, nei podisti, nel pattinaggio, ecc. Inoltre, è presente un dolore alla pressione latero-laterale dell'avampiede, tanto che non si riesce a calzare le scarpe. La causa è l'aumento di volume di un nervo sensitivo interdigitale , solitamente quello passante nel terzo spazio intermetatarsale, provocato da uno stimolo irritativo cronico di natura meccanica, che causa la crescita di tessuto cicatriziale fibroso intorno al nervo stesso, subito prima della sua biforcazione alla radice delle dita. Termine corretto: “fibrosi perineurale”, cioe' la formazione di tessuto cicatriziale fibroso causata dalla continua frizione sul nervo delle adiacenti ossa metatarsali.

 

Bibliografia e sitografia

 

• R. Bellia - Generalità sull'applicazione del taping kinesiologico - www.kinesiobellia.wordpress.com Bergamo 2008-

• R. Bellia - Traumatologia nel pattinaggio a rotelle corsa: utilizzo dell'InterX e del taping kinesiologico nei piccoli traumi da sport. - Bergamo 2008 -

• Rosario Bellia - Il taping kinesiologico: un metodo molto efficace anche nel pattinaggio a rotelle specialità corsa. www.kinesiobellia.wordpress.com di. 2006 • Rosario Bellia - La sindrome del compartimento anteriore della gamba, un male che affligge tanti pattinatori. www.kinesiobellia.wordpress.com2005

• Rosario Bellia -

Trattamento riabilitativo dopo trasposizione del tendine rotuleo secondo Fulkerson www.kinesiobellia.wordpress.com 2009

 

1) http://www.my-personaltrainer.it/fascite_plantare.html

2) http://www.scienzaesport.com/MO/001A/001A.htm

3) http://www.kinesiobellia.wordpress.com.htm

 

I nastri elastici usati per le applicazioni dello studio sono Kinsiotape e Visiotape della ditta : Visiocare Srl . Vedano al Lambro (MI) www.visiocare.it Le foto dei bendaggi riportate in questo studio sono originali e di proprietà dell'autore. Tutti i contenuti (testi, foto dei bendaggi, grafica) presenti all'interno di questo studio sono protetti dalla normativa sul diritto d'autore, non potranno quindi essere pubblicati, riscritti, distribuiti, commercializzati. Il Dawnload del documento, immagini e altri tipi di files può essere eventualmente eseguito solo per uso personale e non commerciale. Il suo eventuale utilizzo in siti web può avvenire previa autorizzazione degli autori e citando la fonte.



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