L'osteopatia e il Disturbo Minore di Movimento

di Fabìola Marelli


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Che tipo di disfunzione è mai questa? ... DMdM

 

E' un Disturbo Minore di Movimento.
Minore non significa necessariamente semplice da risolvere.
Minore non significa necessariamente non importante per la persona.
Disturbo Minore di MovimentoIn mancanza di occasioni, esterne alcuni disturbi di movimento possono essere sconosciuti anche allo stesso individuo (ma ciò non vuol dire che non li abbia!), così come in determinate condizioni ottimali il soggetto può non presentare alcune sue difficoltà, che tuttavia potrebbero manifestarsi in altri contesti.
In Osteopatia è più difficile raggiungere un funzionamento normale partendo da una condizione di disturbo lieve, piuttosto che da vistose alterazioni della coordinazione motoria genericamente diagnosticate come ritardi psicomotori, in cui ogni passo verso l'auspicata normalità è un buon passo ... dato che l'obiettivo finale non esiste.

Non esiste un unico fattore destrezza.

Le capacità motorie/corporee sono composte da molte complesse sotto-abilità, che possono essere più o meno sviluppate a seconda degli individui e delle capacità che essi hanno nell'utilizzare il proprio corpo in modo differenziato e abile, con finalità sia di tipo espressivo che concreto.
L'intelligenza corporeo-cinestetica (cfr. Gardner) è deputata sia al controllo dei movimenti corporei globali (senso dell'equilibrio, agilità, coordinazione motoria) che alla manipolazione degli oggetti (abilità manuale, motricità fine, prassie).
Nonostante ai giorni nostri sìa ormai nota la fisiologia del movimento e i vari circuiti neuronali che trasmettono l'impulso fino ai motoneuroni che sono collegati ai muscoli scheletrici, rimane ancora enigmatico come un atto volontario che preceda l'utilizzo di un oggetto possa trasformarsi in un impulso capace di attivare le cellule nervose del nostro cervello.
Tentativi per risolvere questo enigma sono stati fatti dalla psico-fisiologia che ha studiato l'attività cerebrale che precede l'atto motorio (cfr. Nicoletti, 1992).
Quest'attività, definita potenziale di preparazione, si esprime con un'onda cerebrale lenta che si può registrare su tutta la superficie del cervello e che può essere considerata come il correlato neuronale della volontà a compiere un determinato movimento.

 

Se una persona risulta goffa, impacciata, incoordinata, con poco senso pratico, maldestra, non significa che sia priva di intelligenza corporeo-cinestetica, benché risulti evidente una disarmonia tra le sue varie componenti e sotto-componenti.
La perfezione di un automatismo non deriva dal fatto di aver fissato definitivamente un concatenamento di azioni muscolari, ma è garantita dalla libertà crescente nella scelta delle azioni muscolari da concatenare.
Organizzare gesti e movimenti è indispensabile quando si utilizzano oggetti.
Il movimento si compie a livello del corpo e si svolge nello spazio e nel tempo.
La libertà nella scelta delle azioni da compiere nasce nel momento in cui si comprende la motivazione (impulsi primari e pulsione epistemofilica), ovvero il motivo per cui lo svolgimento di una determinata azione richiesta possa produrre un effettivo vantaggio per se stessi.
Classificare bambini o adulti come maldestri è sicuramente più semplice che aiutarli a cercare una motivazione che li porti ad eseguire bene il compito manuale assegnato.
L'acquisizione di un automatismo consiste nel rendere disponibili le azioni muscolari che bisognerebbe utilizzare liberandole da ogni ostacolo.
Ci sono situazioni in cui la manifestazione della maldestrezza non dipende da un cattivo o scarso funzionamento del sistema nervoso (o di una sua parte) ma dall'interferenza di influenze estranee al movimento, ovvero quelle "reazioni riflesse" che si attivano nel momento in cui avvertiamo che qualcuno ci sta osservando e che si manifestano nell'apparato muscolare e nella conseguente rigidità del sistema degli atteggiamenti posturali.
E' importante che tutti gli osteopati, allievi e maestri, non si dimentichino delle "reazioni riflesse" quando valutano la postura dei loro pazienti.

Tutti abbiamo aree di creatività.

Capacità grafiche, pittoriche, senso musicale, espressione corporea, recitazione.
E' auspicabile accostarsi alla persona maldestra (bambino, adulto, anziano) con un atteggiamento propositivo, partendo da quella che è la sua area creativa preferita, per introdurre attraverso l'esame posturale osteopatico alcune situazioni concrete che possano svegliare e orientare l'attenzione del soggetto sugli aspetti organizzativi del movimento per aiutarlo a migliorare il cosiddetto "senso pratico".

 

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Ovviamente ancora oggi non posso essere considerata un mago del fai-da-te, anche se non indietreggio più come un tempo se mi chiedono di appendere un quadro o stirare una camicia. Sapere di essere considerata in certe occasioni un "fistùn de verza" non provoca più in me rabbia, vergogna o rassegnazione, perché conosco il modo per migliorare questo disturbo che mi rende allo stesso tempo maldestra ma abile come pianista nel passato, come osteopata nel presente.

 

Fabìola Marelli - Osteopata D.O.

I scritta al Registro Osteopati d'Italia - n° 268 e all'ASL di Como. Esercita l'attività di libera professionista e ricercatrice. Conferenziere e relatore in master. Autore di testi e trattati inerenti la Musica e l'Osteopatia.
Amministratore e docente della Scuola di Osteopatia CRESO - Centro Ricerche E Studi Osteopatici S.r.l. (www.cresonline.it)
Amministratore della casa editrice CRESO Edizioni.



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