L'osteopatia e il Disturbo Minore di Movimento

di Fabìola Marelli

 

E' a dieci anni che realizzo in modo cosciente che le mie mani non sono abili se chiedo loro di svolgere determinati compiti che mi vengono richiesti.
Sì, certo, anche negli anni precedenti avevo notato che nell'aiutare la mamma in cucina o a rifare il letto ero nettamente surclassata da mia sorella di tre anni più piccola, sia nel tempo che nella precisione esecutiva, ma tutti affettuosamente mi avevano soprannominato "la principessa", quindi io stessa mi ero auto-relegata in quel castello in cui il fare o il non fare avevano la stessa importanza.
disturbo-minore-di-movimentoE' quindi in prima media, in quelle due ore settimanali di Applicazioni Tecniche, che ho la prova ineluttabile di avere mani che non collaborano.
Quelle due ore diventano il mio incubo: faccio fatica a cucire, ricamare, lavorare ad uncinetto e utilizzare i ferri per fare la maglia.
Il sei della promozione lo ottengo esclusivamente per sfinimento della docente, che si arrende di fronte ad una preadolescente educata ma maldestra.
Il mio ringraziamento consiste nell'optare per il Latino nei due anni seguenti, rendendo la prof. una persona felice.
Passano quindici anni prima che il "problema" riemerga in modo impietosamente evidente durante la costruzione di quella che diverrà la mia casa, in cui il mio contributo come aiutante/manovale - pressochè nullo - mi fa ben presto guadagnare sul campo il poco onorevole appellativo di "fistùn de verza" (definizione dialettale lombarda che vuol dire "buona a nulla").
Gli utensili mi scivolano di mano o non riesco ad afferrarli con precisione; sbaglio l'impugnatura, uso male la forza, procedo a velocità inadeguata.

 

Si assiste ad un vero e proprio spreco di energie che si riscontra nell'eccessivo irrigidimento di alcune parti del corpo non impegnate nel movimento.
Questa difficoltà di settorializzazione del movimento (dissociazione) è spesso compensata dall'uso eccessivo della forza muscolare: sostituire la forza alla precisione è infatti una strategia compensatoria comune alle persone definite "maldestre", anche se quasi sempre inadeguata.

 

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Più le attività sono automatiche e monotone, più aumenta la mia incoordinazione motoria.
Devo sempre pensare a come fare ma anche a perché lo devo proprio fare... dato che non ho mai avuto (in passato e ancora oggi) interesse per quel tipo di attività come il bricolage.

 

L'equilibrio e la coordinazione di ogni movimento, dai più globali ai più fini, e il loro aggiustamento alle caratteristiche dell'oggetto e alla sua esatta localizzazione, sono le risultanti di un'attività tonico-muscolare che varia continuamente a seconda del cambiamento dei rapporti tra le forze corporee e quelle del mondo esterno.
Per poter controllare i movimenti, i sistemi motori devono selezionare un'opzione tra le molte possibilità esistenti per uno stesso movimento, ossia per i suoi diversi gradi di libertà.
Ad esempio, nell'azione di afferrare un oggetto posto sul piano di un tavolo possiamo mobilizzare, utilizzando tecniche osteopatiche differenti, le varie articolazioni di spalla, gomito, polso.
Il sistema motorio agisce riducendo il numero delle scelte attraverso un "compattamento" dei gradi di libertà, appartenenti ai gruppi muscolari coinvolti nello stesso movimento.
I gradi di libertà da controllare sono quelli del movimento nel suo complesso e non quelli di ogni muscolo che agisce su ciascuna articolazione.
Questa capacità di compattamento, altamente selettiva, permette un aggiustamento dell'atto motorio alle caratteristiche talvolta molto sfumate del contesto ambientale in cui si compie, come ad esempio alla distanza tra sé e l'oggetto da afferrare, alle sue caratteristiche strutturali, alla velocità con la quale è necessario compiere i gesti.

 

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Rabbia. Impotenza. Sofferenza.
Ho avuto e ho tuttora difficoltà reali, obiettive, quando mi confronto con la vita pratica.
Difficoltà che non vanno sottovalutate, così come non va sottovalutato il sentimento di inferiorità e di frustrazione che mi assale nel momento in cui non mi sento compresa o, peggio, derisa... e che potrebbero trasformare una persona educata e gentile in una devastante bomba inesplosa.


L'ineleganza nei movimenti è generalmente indotta da alcuni stati emotivi e/o da circostanze come la fretta, la rabbia, l'ansia, la timidezza, la paura ... ai quali si reagisce perdendo l'equilibrio, tremando, muovendosi a scatti o pesantemente "come un elefante in un negozio di porcellane".


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015