Vengono ora descritti i possibili rischi relativi al consumo di prodotti naturali in grado di provocare delle reazioni avverse. I rischi sono relativi alla pianta, al prodotto ed al paziente.
Le reazioni avverse pianta-specifiche possono essere sviluppate a causa di contaminazioni, presenza di sostanze tossiche o di fitocomplessi, e variabilità dei tempi di raccolta. Le reazioni avverse causate dal prodotto possono essere provocate da episodi di sofisticazione, dalla variabilità della titolazione e dalla presenza di informazioni non adeguate in etichetta.
Infine, le reazioni del paziente possono essere causate da effetti indesiderati, da possibili interazioni con alimenti e medicinali, o ancora dall'uso in gravidanza. Riguardo a quest'ultimo punto, l'impiego di fitoterapici in stato di gravidanza è hainoi molto gettonato; le gestanti ricorrono a questi prodotti per ridurre il senso di nausea, stipsi, insonnia, dolori alla schiena e infezioni alle via urinarie, nella convinzione che i fitoterapici facciano meno male dei prodotti di sintesi. Purtroppo, però, alcune preparazioni di origine vegetale possono causare seri problemi al feto, perché capaci di attraversare la barriera placentare e/o aumentare la contrattilità uterina. Propoli e alcaloidi, ad esempio, sono molto pericolosi in stato di gravidanza.
Gli alcaloidi pirrolizidinici sono contenuto nelle Orchidiaceae, Boraginaceae, Asteraceae e Fabaceae. Sul feto questi alcaloidi presentano un forte potere mutageno e la tossicità è soprattutto cronica, derivante dal consumo giornaliero di farine, miele o latte contaminato. Questi alcaloidi possono provocare il “mal giamaicano” che è una forma grave e letale di cirrosi. Il mal giamaicano è conosciuto anche come malattia veno-occlusiva del fegato.
Controindicazioni ai fitoterapici: molti fitoterapici presentano controindicazioni che possono provocare disturbi. Si deve sfatare la leggenda che i prodotti naturali fanno per definizione bene. I preconcetti non costituiscono scienza (anche se talora la scienza si esprime con preconcetti).
Gli esempi più noti sono:
l'artiglio del diavolo determina nausea e/o irrita la mucosa gastrica;
iperico determina fotosensibilizzazione;
efedra determina ipertensione;
irrita il parenchima renale;
alcaloidi pirrolizidinici determinano epatotossicità e teratogenesi,
antrachinoni, ad alte dosi e ad uso protratto, determinano melanosi e irritazione delle mucose intestinali.
relazione al tipo di azione si possono avere controindicazioni specifiche:
meliloto, sedativo, ma anche anticoagulante: non va usato in individui con difetti alla coagulazione;
e altre droghe toniche: possono determinare aumento di ansia in persone ansiose;
ipotensive: non vanno usate da individui già ipotesi;
ipoglicemizzanti: non vanno usate da persone con squilibrii di glicemia;
tisane diuretiche usate per lungo tempo, come coadiuvanti al regime dimagrante: possono determinare turbe elettrolitiche.
Le interazioni tra fitoterapici e farmaci convenzionali, possono essere:
sinergiche (agoniste, di sommazione): ad es. aspirina e tinture madri di aglio, entrambi ad attività anticoagulante;
antagoniste: ad es. l'assunzione contemporanea di ansiolitici convenzionali e ginseng o guaranà;
indirette: ad es. droghe volumetriche che aumentano la massa fecale contemporaneamente a farmaci ad assunzione intestinale a causa dell'azione sequestrante delle fibre;
complementari: ad es. un farmaco antalgico per una leggera cefalea con un leggero sedativo fitoterapico per ridurre la componente ansiosa provocata dall'attacco. Oppure combinare un farmaco antipiretico es. il paracetamolo, sprovvisto di azione antiinfiammatoria, con un antiinfiammatorio fitoterapico;
degli effetti collaterali: questo punto è di grande rilevanza per il futuro.
INTERAZIONE TRA DROGHE VEGETALI E FARMACI DI USO COMUNE
Molti prodotti di origine vegetale possono interagire con i classici farmaci, alterandone gli effetti. Le interazioni che possono insorgere tra fitoterapici ed i farmaci sono:
LE INTERAZIONI FARMACOCINETICHE
INTERFERENZA NELLA FASE DI ASSORBIMENTO
A livello dell'assorbimento il prodotto naturale può creare delle interferenze con il farmaco.:
La glicoproteina-P è una proteina trasportatrice ATP dipendente, utilizzata dalla cellula come una sorta di difesa per ridurre l'assorbimento o accentuare l'eliminazione di tossine endogene od esogene. Questa glicoproteina si trova a livello del rene, dell'intestino, della BEE e del pancreas. La P-gp possiede dei substrati a cui si legano non solo tossine, ma anche dei farmaci come antitumorali, cardiovascolari, antibiotici, steroidi, citochine, antistaminici, anti-HIV, anestetici ecc.
Se il prodotto naturale modulante la P-gp viene assunto contemporaneamente ai farmaci precedentemente citati, si ha una modificazione dell'attività di questa glicoproteina, la quale a sua volta va a modificare l'assorbimento dei farmaci con una conseguente alterazione dell'attività farmacologica. Per esempio il succo di pompelmo agisce sulla glicoproteina-P, modificando la biodisponibilità del farmaco somministrato, aumentandone l'assorbimento e riducendone l'eliminazione. Anche l'iperico agisce su questa proteina di trasporto aumentando l'eliminazione del principio attivo. Altri prodotti naturali in grado di modificare la biodisponibilità di un medicinale sono il biancospino, il cardamomo, l'aglio ed il cardo mariano, secondo modalità simili a quelle viste per l'iperico.
INTERFERENZA NELLA FASE DI METABOLISMO
Il metabolismo è il processo farmacocinetico maggiormente “colpito” dalle interazioni tra fitoterapici e farmaci. Le fasi del metabolismo coinvolte sono le reazioni di fase 1 e di fase 2, con una maggiore induzione - da parte dei prodotti vegetali - dei citocromi P450.
Grazie all'induzione del citocromo P450 si ha una diminuzione dell'efficacia del farmaco, per accentuato metabolismo dello stesso. Viceversa, il rallentamento della funzionalità del citocromo P450 prolunga la permanenza del farmaco nell'organismo; si avrà quindi un aumento di efficacia del farmaco. Tra le sostanze che interferiscono con il metabolismo dei medicinali ricordiamo ancora una volta l'aglio e l'iperico.
INTERFERENZA NELLA FASE DI ELIMINAZIONE
L'eliminazione del farmaco può essere influenzata da prodotti naturali che si comportano da diuretici (aumentano la produzione di urina), da acidificanti delle urine (aumentano l'escrezione dei farmaci basici) o da induttori delle glicoproteine-P presenti a livello renale (aumentano l'escrezione dei substrati che si legano a queste P-gp).
LE INTERAZIONI FARMACODINAMICHE
Per quanto riguarda le interazioni farmacodinamiche, il prodotto naturale aumenta o riduce l'attività di un farmaco. Nella tabella seguente vengono riportati alcuni esempi di interazioni tra fitoterapici e farmaci, con i possibili effetti che si possono ottenere.
PRODOTTO NATURALE |
FARMACO | EFFETTO |
| Tutti i prodotti contenenti Cumarine | Anticoagulanti (Aspirina®) | Aumento dell'effetto del farmaco con conseguente crisi emorragica. Maggiore fluidità del sangue. |
| Antiagreganti (ginko, aglio, angelica) | Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) | Aumento dell'effetto antiaggregante con possibilità di crisi emorragica. Maggiore fluidità del sangue. |
| Droghe contenenti ammine simpatico-mimetiche (arancio amaro, efedra) | Anti-ipertensivi | Riduzione dell'effetto anti-ipertensivo. |
| Arpagofito o artiglio del diavolo | Warfarin (anticoagulante) | Modificazione dell'effetto del farmaco con conseguente crisi emorragica |
| Estratto di mirtillo | Warfarin (anticoagulante) | Crisi emorragica |
| Arpagofito o artiglio del diavolo | Farmaco a base dell'alcaloide della digitale (digossina) con azione cardiovascolare | Modificazione dell'effetto del farmaco a livello cardiaco. |
Oltre all'arpagofito e al mirtillo possono interagire con i vari farmaci anche Ginko, Iperico, Aglio e Gingseng. Il Ginko reagisce principalmente con Warfarin, calcio antagonisti, antidepressivi e salicilati. L'Iperico con Warfarin, digossina, antidepressivi ansiolitici, ormoni sessuali, antivirali, immunosopressori, antitumorali, anestetici e teofillina. L'Aglio con Warfarin, ACE inibitori, antivirali ed antinfiammatori. Infine il Gingseng interagisce con Warfarin, antipiastrinici, antidepressivi e antiepiletici.
Si prende ora in esame il Ginko con le possibili interazioni ed effetti.
Molto importante citare alcune precauzioni.
| << |
Pillola contraccettiva e sole: grazie, interessa anche a me questa questione in quanto già ho la pelle molto delicata e devo stare attentissima a non espormi in modo sbagliato, in più da quest'anno prendo la pillola e non vorrei credere a tutte le leggende metropolitane del caso. Conoscete magari qualche sito consultabile in internet...
Personal Trainer: DR.Giovanni CassianiClenbuterolo informazioni: Quando si parla di anabolizzanti non necessariamente si parla di steroidi anabolizzanti, pero non è giusto contraddire senza sapere. Il clenbuterolo è classificato come farmaco dopante ma non alla voce &quot; stimolanti&quot; ma alla voce &quot;anabolizzanti&quot; beta...
![]() |
Ferro ed Endurance |
| Nella lezione di oggi Vi parlerò dell'elemento ferro e della sua importanza negli sports agonistici di endurance (ciclismo, maratona ecc.) e - perché no? - nelle attività fisiche amatoriali cardio fitness |
Dal blog
Varicocele, Deficit di Testsosterone, Sessualità
Ultimi articoli
Cortisolo: come controllarne la produzione