Identificazione pericolo tossicologico

In questo articolo ci addentriamo in tutti quei parametri tossicologici che vengono misurati in laboratorio, spiegando quali sono i valori numerici che si possono ottenere da queste ricerche per quanto riguarda la tossicità acuta, a breve termine e cronica.

Per prima cosa bisogna aver identificato il prodotto tossico e la sua tossicocinetica; dobbiamo quindi sapere come si “muove” all'interno dell'organismo umano. Dopo questa prima analisi si passa alla prima identificazione, che è la TOSSICITÀ ACUTA. Identificazione pericolo tossicologicoConsiste nel testare un'unica dose, somministrata in un'unica soluzione, e vedere nell'arco di un certo numero di giorni come reagisce l'animale a questa esposizione al tossico; in questo modo si vanno a determinare gli effetti immediati del tossico. La tossicità acuta si può determinare con la somministrazione del tossico per via orale, misurando la DL50 orale, cutanea o inalatoria. Esistono comunque altri test per la determinazione della tossicità acuta, come l'irritazione cutanea, l'irritazione oculare e sensibilità cutanea.
Dopo aver eseguito gli esami di tossicità acuta si passa alla determinazione della TOSSICITÀ A BREVE TERMINE. In questa ultima determinazione cambia il tipo di animale e il tempo di contatto tossico-animale.

Dopo la tossicità a breve termine si giunge alla determinazione della tossicità a lungo termine o cronica. Le prove di TOSSICITÀ CRONICA si eseguono sempre nel topo o nel ratto, per un periodo che corrisponde al 90% della vita dell'animale.

Oltre a determinare i vari tipi di tossicità, vengono anche determinati i possibili effetti mutageni e cancerogeni di un tossico.
Cosa si viene a conoscere con tutti questi studi? Con lo studio della tossicità acuta sull'animale si riesce a determinare la dose di tossico che riesce ad uccidere il 50% delle cavie trattate. Attraverso la conoscenza delle DL50 viene fatta una graduatoria di tutti i tossici e si può stabilire se il tossico rientra in un punto ben preciso di questa graduatoria. La graduatoria parte dal composto più tossico sino al composto innocuo. Inoltre, la tossicità acuta permette di scoprire che organo va a colpire il tossico e l'effetto specifico.

Nello studio della tossicità subacuta si utilizzano dei sottomultipli della DL50, quindi sono dosi molto piccole dilazionate in un tempo più lungo. Il valore di riferimento nella tossicità subacuta è la MTD, cioè la massima dose tollerata.

Nella tossicità cronica vengono utilizzate dosi ancora più piccole della MTD. Dalla tossicità cronica si ricava un valore chiamato NOEL (No Observed Effect Level) o NOAEL (No Observed Adversed Effect Level), quindi livello della dose in corrispondenza del quale non si rilevano effetti avversi nell'animale. Questo valore è preso in considerazione nell'animale, ma che succede nell'uomo? Per quanto riguarda l'organismo umano, vengono determinati dei valori grazie a dei modelli matematici che ci permettono di calcolare una probabilità di rischio di tossicità. La NOEL ci serve come base per calcolare la Admissible Daily Intake (la dose ammissibile giornaliera per l'uomo), calcolata per tutti i tossici che presentano una curva dose-effetto, e la VSD (dose virtualmente sicura) che viene calcolata per composti genotossici anche a basse dosi.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015

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