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Salute
Ultima modifica: 23/11/2011

Fitovigilanza

La fitovigilanza si occupa principalmente della valutazione del rischio e del monitoraggio dell'incidenza di effetti avversi (ADR), potenzialmente associati all'uso terapeutico di erbe medicinali. Gli effetti collaterali dati dall'utilizzo di fitoterapici sono abbastanza frequenti, perché spesso la clientela li utilizza in maniera poco adeguata, senza rispettare i consigli del medico o del produttore.
L'utilizzo dei prodotti di origine naturale, come le droghe ed i medicamenti vegetali, risale a tempi remoti e vista la loro pericolosità, prima dell'immissione in commercio, vengono oggi sottoposti a vari test per determinarne i possibili effetti avversi in maniera precisa.

La fitovigilanza e la farmacovigilanza hanno gli stessi target, però cambia la materia su cui eseguire gli studi: la prima studia i rimedi vegetali, la seconda i farmaci.
Ma perché fitovigilanza? A questa domanda si risponde con 4 punti fondamentali che sono:

  • Spesso i rimedi naturali sono erroneamente ritenuti sicuri;
  • Spesso il medico non prescrive erbe medicali perché non le conosce;
  • La maggior parte dei prodotti erboristici è oggetto di automedicazione;
  • La continua educazione ed informazione di chi vende e di chi compra è fondamentale.

N.B.: utilizzare SEMPRE prodotti sicuri e formulati da ditte qualificate

 

Nel caso in cui si dovessero riscontrare delle reazioni avverse, è necessario compilare delle schede di segnalazione. I vari moduli di segnalazione per i farmaci e per i fitoterapici sono pressoché uguali. Queste schede possono essere compilate dal consumatore, dal farmacista, dagli erboristi, dai medici di famiglia, dal pronto soccorso ed infine dai centri antiveleni. Una volta compilata, la scheda andrà inviata al Ministero della Salute.

I dati richiesti sono:

  • Dati del paziente;
  • Descrizione della reazione;
  • Gravità;
  • Momento della reazione;
  • Rimanifestazioni;
  • Risoluzioni del problema;
  • Tipo di classificazione (nesso casualità);
  • Caratteristiche del prodotto (ditta, lotto ecc...);
  • Determinate patologie;
  • Dati del segnalatore.

Da uno studio pilota, condotto da Aprile 2002 a Marzo 2006, sono state pervenute 168 segnalazioni: il 66% riguardava donne, l'età media è stata di 40 anni, il 30% ha reso necessario un ricovero ospedaliero, il 7% ha rischiato la vita, 3 sono stati i decessi, il 60% ha avuto una guarigione, l'8% ha avuto una reazione persistente e infine una piccola percentuale (4%) ha avuto una risoluzione del problema ma riscontra ancora dei postumi.
I prodotti  maggiormente segnalati sono i dimagranti, quelli impiegati per le vie respiratorie, per disturbi psicologici, per problemi gastrointestinali e gli antidolorifici.
La reazione avversa è favorita dal ricorso all'automedicazione, dalla mancanza di descrizioni e controindicazioni in etichetta, dall'utilizzo scorretto, dalle interazioni tra diversi prodotti, dalla provenienza dubbia dei prodotti (cinesi o altre origini) ed infine dalla pressante pubblicità svolta dai mass media e da internet.

 

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