Tiamina o Vitamina B1

Struttura Chimica

Tiamina Vitamina B1La vitamina B1 o aneurina è stata isolata e cristallizzata nel 1926 e solo più tardi è stata denominata tiamina per la presenza nella molecola di un atomo di zolfo e di un gruppo aminico.
La tiamina chimicamente è costituita da un derivato della pirimidina e dal tiazolo legati da un gruppo metilenico.
La tiamina viene fosforilata in vivo per ottenere mono- di- e tri-fosfato, la tiamina pirofosfato (TPP) è la forma biologicamente attiva.

Assorbimento, Trasporto e Metabolismo

La tiamina è assorbita nella parte prossimale dell'intestino tenue per trasporto attivo e specifico a basse concentrazioni (< 2 mg/l), mentre a concentrazioni più alte per diffusine passiva.
L'eccessivo uso di bevande alcoliche fa sì che aumenti il tasso di alcol intestinale che ne inibisce l'assorbimento.
Nell'adulto sono mediamente presenti circa 30 mg di tiamina contenuti nel cuore, reni, fegato, cervello e muscoli scheletrici (che contengono la quota più bassa, ma data la massa ne contengono circa il 40% del totale).
La fosforilazione della tiamina a TPP avviene in tutti i tessuti e principalmente nel fegato.
La tiamina in eccesso rispetto ai bisogni viene rapidamente eliminata con le urine come tale o degradata.

Funzioni della tiamina

La tiamina viene fosforilata enzimaticamente a TPP dalla tiamina-pirofosfato sintetasi che trasferisce un pirofosfato dall'ATP sul gruppo ossidrilico della tiamina.
La TPP interviene nelle reazioni di decarbossilazione ossidativa degli α-chetoacidi e nelle reazioni di transchetolazione.
Gli enzimi TPP dipendenti sono:

  • la piruvico deidrogenasi che converte l'acido piruvico in acetil-CoA;
  • l'α-chetoglutarico - deidrogenasi che trasforma l'α-chetoglutarato in succinil CoA;
  • la deidrogenasi degli α-chetoacidi a catena ramificata, che trasforma questi ultimi nei corrispondenti acil CoA.

Le reazioni di decarbossilazione ossidativa avvengono solo in presenza di coenzima A, acido lipoico e NAD, infatti la decarbossilasi lega il TPP, la transacetilasi lega l'acido lipoico e la deidrogenasi FAD dipendente rigenera l'acido lipoico ridotto.
La transchetolasi presente nel citoplasma trasferisce un gruppo glicoaldeidico  da alcuni α-chetozuccheri (xilulosio 5-P, sedoeptuloso 7-P ecc.) al C1 di alcuni aldosi; agisce in una reazione della via del pentoso fosfato per l'ossidazione del glucosio.
Un ruolo diverso da quello coenzimatico è stato osservato nelle cellule nervose dove la forma attiva sembra essere la TTP; la TTP verrebbe idrolizzata in seguito ad uno stimolo nervoso e modificherebbe la permeabilità dei canali Cl ˉ.

Carenza e tossicità

La carenza di tiamina interessa prevalentemente gli apparati digerente, cardio-circolatorio e nervoso; i sintomi variano soggettivamente, anche in funzione della dieta ma in genere sono sempre tutti presenti.
La carenza conclamata di tiamina determina il beri-beri che può manifestarsi in tre diverse forme:

Questa malattia prima di assumere una precisa fisionomia si manifesta con inappetenza, astenia, disturbi gastrointestinali, edemi (a volte), disturbi della sensibilità, incertezza nei movimenti, dolori e spasmi muscolari.
Il beri-beri secco è caratterizzato da polineurite, che esordisce con problemi di deambulazione ed evolve verso una paralisi flaccida, simmetrica, soprattutto agli arti inferiori, con complicazioni di atrofia muscolare e scomparsa dei riflessi tendinei; le alterazioni cardiovascolari sono abbastanza frequenti ma di scarsa entità.
Nel beri-beri umido prendono il sopravvento i sintomi cardiovascolari e respiratori con tachicardia, dispnea da sforzo, palpitazioni, seguita da cardiomegalia omogenea (indagine radiologica) e possono presentarsi segni specifici di insufficienza cardiaca sotto forma di edemi; la compromissione cardiaca può essere causa di morte improvvisa.
Il beri-beri cerebrale è la forma più frequente nei paesi industrializzati associata ad abuso di bevande alcoliche (sindrome di Wernicke-Korsakoff o encefalopatia di Wernicke). È caratterizzato da segni psichici (disorientamento spazio temporale, apatia, confusione, torpore), manifestazioni neurologiche (oftalmoplegia, atassia, nistagmo) e si associa spesso a polineuropatia.
Il beri-beri si può manifestare anche nei lattanti (2÷6 mesi di vita), soprattutto se allattati al seno da madri carenti di tiamina, con anoressia, vomito, diarrea, turbe del sonno, cianosi, tachicardia, convulsioni. Ha un decorso fulminante, per insufficienza cardiaca, se non si interviene rapidamente con un trattamento adeguato.


La tossicità della tiamina è molto bassa, dosi orali fino a 500 mg/die per un mese sono ben tollerate, così come 100 mg per via parenterale, dosi superiori possono provocare mal di testa, convulsioni, debolezza, aritmia cardiaca e reazioni allergiche.
Nei tessuti animali e vegetali si sono scoperti due enzimi antagonisti della tiamina: la tiaminasi I e la tiaminasi II.
La tiaminasi I è responsabile di alcuni casi di ipovitaminosi nei paesi dove si consuma pesce crudo e della paralisi di Chastek, che colpisce visoni e volpi alimentati con visceri di animali.
La tiaminasi II, prodotta principalmente dai batteri intestinali, in alcuni casi può anch'essa provocare ipovitaminosi.

Alimenti apportatori e razione consigliata

La tiamina è largamente distribuita negli alimenti, ma la maggior parte ne contengono solo piccole quantità.
Buoni apportatori sono: le carni, in particolare quella suina; le frattaglie; le uova; i cereali, che costituiscono per molte popolazioni la fonte principale e le leguminose secche.
I cereali integrali sono più ricchi di tiamina in quanto si concentra prevalentemente nel pericarpo e nel perisperma della cariosside che vengono eliminati durante la macinazione e l'abburattamento.
Nel riso parboiled il contenuto di tiamina è superiore rispetto al riso brillato, perché prima della raffinazione viene sottoposto ad un processo tecnologico che permette il trasferimento della vitamina dagli strati esterni verso l'endosperma.


Poiché il principale ruolo della tiamina riguarda il metabolismo energetico e in dettaglio quello dei glucidi, tenuto altresì conto della difficoltà di raggiungere la razione consigliata, quest'ultima viene riferita all'apporto energetico e più precisamente a 1.000 kcal della razione.
Secondo i LARN la razione consigliata è di 0,4 mg/1.000 kcal, con la raccomandazione di non scendere sotto i 0,8 mg nell'adulto con un apporto energetico inferiore alle 2.000 kcal/die.



Ultima modifica dell'articolo: 17/08/2016