I tendini

I Tendini

I tendini sono robuste strutture fibrose dal colorito madreperlaceo che legano i muscoli alle ossa o ad altre strutture di inserzione. Non tutti i muscoli, infatti, si inseriscono sulle ossa; è il caso, ad esempio, dei muscoli mimici che, essendo inseriti sulla pelle del volto, la spostano determinando le espressioni facciali. Allo stesso tempo più fasci muscolari possono terminare in un unico tendine (muscolo tricipite), così come un unico ventre muscolare può inserirsi con più tendini su un segmento osseo (flessori ed estensori delle dita). Tra i vari tendini del corpo umano esistono poi grosse differenze anatomiche che possono coinvolgere forma, vascolarizzazione, lunghezza e rivestimento sinoviale.
Ogni tendine è formato da una sostanza molto resistente chiamata collagene e da una più elastica detta elastina.

La principale funzione dei tendini è quella di trasmettere la forza esercitata dai muscoli alle strutture alle quali sono connessi. Per sopportare tutte queste sollecitazioni, spesso violente,  i tendini sono dotati di un'elevata resistenza e di una minima elasticità. Si calcola infatti che uno stiramento del 10% sia più che sufficiente per lacerare le fibre tendinee più deboli.
Così come il muscolo anche il tendine reagisce agli stimoli esterni adattandosi e modificando le proprie caratteristiche. Il continuo processo di rinnovamento cellulare permette ai tendini di adattarsi gradualmente ai carichi di lavoro sia che questi aumentino (irrobustimento) sia che questi diminuiscano (indebolimento).
Tuttavia questo processo è abbastanza lento, e in ogni caso di gran lunga inferiore rispetto a quello muscolare. I tendini, infatti sono strutture scarsamente vascolarizzate con un consumo di ossigeno piuttosto ridotto. Per questo motivo la loro rigenerazione è piuttosto lenta.


Ecco svelato il motivo per cui chi utilizza steroidi anabolizzanti è maggiormente esposto ad infortuni. Infatti, in caso di somministrazione di ormoni anabolici si verifica un rapido incremento della massa e della forza muscolare che non viene però accompagnato da un adeguato irrobustimento tendineo. I tendini si trovano così costretti a sopportare sollecitazioni eccessive per la loro struttura e, in caso di improvvise violente contrazioni sono maggiormente predisposti alla lesione.
Ma esiste anche un nemico più subdolo che può causare nel tempo lesioni tendinee altrettanto gravi, è il cosiddetto microtrauma ripetuto. In questi casi la lesione ligamentosa è causata dalla ripetizione ciclica di piccole sollecitazioni, la cui frequenza supera la velocità di riparazione cellulare del tendine.
E' il caso per esempio dei podisti e della tendinopatia Achillea, una patologia che colpisce  una buona percentuale dei runner e che è causata, appunto, dai ripetuti stress meccanici a cui viene sottoposto il tendine di Achille durante la corsa.
La tendinopatia rotulea colpisce invece principalmente gli atleti di discipline sportive che prevedono movimenti esplosivi come la pallavolo, il basket o il rugby.

L'invecchiamento, la sedentarietà e l'obesità mettono a rischio la funzionalità e la salute dei tendini. Con il passare degli anni si assiste infatti ad una progressiva perdita di elasticità sia del collagene sia della matrice ossea. L'invecchiamento modifica inoltre l'inserzione dei tendini: la corticale (parte esterna dell'osso) si assottiglia e il midollo (parte interna) si estende attraverso delle microfessurazioni calcificando la parte prossimale del tendine. Tutto cià causa dolore ed irrigidimento compromettendo la funzionalità articolare e favorendo degradazioni cartilaginee a livello locale (soprattutto in presenza di sovrappeso). Per mantenere in salute tendini ed articolazioni è sufficiente praticare con costanza quasi quotidiana un po' di moto, avendo cura di iniziare la seduta con 5-10 minuti di riscaldamento globale e di terminarla con altrettanti minuti da dedicare allo stretching ed al miglioramento/mantenimento della flessibilità.

Salute dei Tendini ed Alimentazione

Recentemente le aziende di integratori hanno iniziato a commercializzare prodotti in grado di agire sul tessuto connettivo. I presunti effetti benefici di questi supplementi si tradurrebbero nella riduzione del rischio di infortunio grazie allo stimolo esercitato sulla rigenerazione tendinea. A prova di ciò vi sono alcuni studi che hanno dimostrato come la somministrazione di alcuni amminoacidi (metonina, lisina, arginina e prolina) possa, in particolari condizioni, facilitare la guarigione del tessuto leso.
In realtà non esiste una dieta specifica o integratori miracolosi in grado di migliorare la salute delle strutture tendinee o di facilitarne la riparazione. Ancora una volta una dieta equilibrata è la soluzione più efficace per garantire la salute dell'intero organismo, tendini compresi.
Concludiamo questo articolo elencando alcuni consigli per proteggere i propri tendini:

  • tanto più un muscolo è accorciato e ipertrofico, tanto maggiore sarà il rischio di lesione, per questo motivo è bene iniziare e terminare ogni attività sportiva con qualche esercizio di stretching
  • anche il riscaldamento iniziale è molto importante per prevenire infortuni di qualsiasi genere
  • equipaggiamento idoneo, particolare attenzione alle calzature
  • sapersi ascoltare, concedere al proprio corpo i giusti periodi di recupero
  • il dolore può essere un campanello d'allarme, se compare è bene riposare o passare ad un'altra attività meno impegnativa
  • evitare di strafare, dopo un lungo periodo di inattività riprendere gradualmente la pratica sportiva
  • rispettare la corretta tecnica di esecuzione degli esercizi

Lo sapevi che...

I legamenti, non devono essere confusi con i tendini. A differenza di questi ultimi infatti, i legamenti collegano tra loro due o più strutture anatomiche in modo da stabilizzarle (nella maggior parte dei casi uniscono due segmenti ossei).
Tendini e legamenti hanno però un punto comune, la loro struttura è molto simile ed è formata principalmente da tessuto connettivo fibroso (collagene di tipo I).




Tendiniti e patologie tendinee