La pizza è, insieme alla pasta, l'alimento più rappresentativo del nostro Paese nel mondo. Dal punto di vista dietetico è difficile dare un giudizio pienamente positivo, anche se le caratteristiche nutrizionali variano moltissimo in base agli ingredienti impiegati.
Il primo problema da affrontare risiede nel peso dell’alimento e nella frequente tendenza a consumarlo in eccesso. Chiunque abbia acquistato una comune pizza al taglio si sarà reso conto della relativa facilità con cui si possono consumare 500 grammi di pizza. Rendersi conto di aver introdotto 1500-2000 Kcal in pochi minuti, rassegnandosi alle conseguenze estetiche di una simile abbuffata, è sicuramente più difficile.
La pizza risulta talvolta di difficile digestione, specie quando non viene cotta adeguatamente; gli ingredienti, spesso di scarsa qualità, possono sbilanciare nettamente il piatto a favore dei grassi ed aumentare ulteriormente l'apporto calorico. Se si considera che spesso questo alimento viene consumato alla sera, gli svantaggi dietetici si aggravano ulteriormente.
In realtà, se cotta a puntino, utilizzando gli ingredienti giusti, senza eccedere nelle quantità e nei condimenti, la pizza può rientrare saltuariamente (circa una volta alla settimana) nel proprio piano dietetico. Tra le pizze consigliate, oltre agli ingredienti base, si possono aggiungere, per esempio:
pomodorini freschi e prosciutto crudo
zucchine e bresaola
bresaola rucola e poco grana
tonno, precisando di non aggiungere tutto l'olio contenuto nella scatoletta
porcini e prosciutto crudo
melanzane e prosciutto crudo
Tra gli ingredienti da evitare, o comunque da consumare con moderazione, rientrano invece wurstel, insaccati grassi, salsiccia, salamino piccante, mozzarella di bufala e formaggi vari.
Vedi anche: calorie della pizza
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