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      Ultima modifica: 23/11/2011

Azzurri verso Pechino: Vanessa Ferrari

La deludente prestazione di Vanessa

Per la prima volta nella sua storia l'Italia si presenterà a Pechino con una stella nella ginnastica artistica femminile. Il prodigio, esploso nell'ottobre 2006 ai Mondiali in Danimarca, si chiama Vanessa Ferrari, è nata il 10 novembre 1990 ad Orzinuovi, nel bresciano da padre italiano e mamma bulgara, ed è uno scricciolo di 1 metro e 43. La sua comparsa di fronte al grande pubblico ha creato un momento di grande entusiasmo in Italia, accolta al rientro patrio dopo i successi in terra danese come la nuova Comaneci, il fenomeno romeno capace di ottenere 10 a ripetizione alle Olimpiadi di Montreal del 1976 e di ammaliare il pubblico come nessun'altra nella storia di questo sport. Vanessa FerrariLa nostra Ferrari ha cominciato a farsi notare dagli addetti ai lavori già da juniores, con titoli a ripetizione, quindi nel 2006 l'esplosione tra le "grandi" con il titolo europeo a squadre, l'argento (sempre europeo) nel corpo libero.

Il boom da travalicare i confini della ginnastica è arrivato però ai Campionati del Mondo di Aarhus, in Danimarca, svolti nell'ottobre 2006. Qui Vanessa è diventata la prima italiana nella storia ad aggiudicarsi una medaglia d'oro, per di più quella con maggior prestigio, quella del concorso generale. In questa gara le atlete si cimentano con tutte le specialità dell'artistica sommando le votazioni ricevute in ciascuna prova. L'azzurra ha saputo riprendersi da un errore alla trave che l'aveva fatta scivolare in classifica per concludere con una splendida interpretazione al corpo libero sulla musica del Nessun Dorma. Medaglia d'oro ed in un attimo riflettori tutti puntati su di lei, con giornali e tv nazionali che gridano al piccolo fenomeno. Lei ringrazia e chiede di avere a disposizione una vera palestra in cui allenarsi al posto della stamberga dove è stata costretta a volteggiare fin lì. La struttura arriverà, ma i Mondiali intanto continuano e Vanessa sale altre due volte sul podio, due bronzi a corpo libero e parallele, mentre nella finale della trave un altro errore la relega lontana dalle medaglie. Nel 2007 arrivano altri allori, i due titoli europei nel concorso generale e nel corpo libero, anche se i riflettori dei mass media si fanno più flebili verso la campionessa bresciana. Poco male, probabilmente questo potrà dargli la giusta serenità e tranquillità per avvicinarsi ai Giochi di Pechino, l'appuntamento della vita, con tutte le tessere del puzzle a posto per puntare al massimo risultato. Intanto l'ultimo passaggio obbligato sulla strada verso la Cina sono stati i Mondiali svoltisi nell'ottobre 2007 a Stoccarda, in Germania. La Ferrari stavolta ha sofferto, complice una microfrattura allo scafoide del piede sinistro diagnosticata solo dopo i Mondiali: nonostante tutto ha trascinato l'Italia al 4° posto finale nella classifica a squadre, piazzamento valido per andare tutte quante a Pechino, ed ha stretto i denti nel concorso generale individuale dove è riuscita a salire ancora sul podio con un bronzo. Una dimostrazione, oltre che della classe già conosciuta, di determinazione e carattere da campionessa di rango. Ma chi è questa ragazza minuscola con i tratti del fenomeno? Vanessa è "ragazza di frontiera" contesissima tra la provincia di Brescia e quella di Cremona: è nata nella prima ma abita da sempre nella seconda. Dopo le sue vittorie in Danimarca, bresciani e cremonesi se la contendono, ma fino ad allora, come dice il padre, nessuno l'ha mai voluta aiutare. Tanti sacrifici, niente amiche se non le compagne della ginnastica e i fratelli gemelli di 14 anni, la scuola da privatista per potersi allenare, l'hobby del disegno e dei film horror. Ma soprattutto quell'immenso talento che aspetta Pechino.



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