Mentre si spegne il braciere ripassano davanti agli occhi le immagini di due settimane di emozioni, campioni, Phelps, Bolt, ma anche, se non soprattutto, quei personaggi poco celebrati che hanno affidato all'Olimpiade di Pechino il racconto della loro vita. Persone lontane da copertine e sponsor miliardari, ma che hanno rappresentato l'immagine più vera e profonda dello sport e delle Olimpiadi. Come dimenticare l'abbraccio sul podio tra le due tiratrici, una russa e una georgiana, nel pieno della crisi in Caucaso? Ha commosso la storia della ginnasta Oksana Chusovitina, 33 anni in uno sport di bambine e poco più. Lei era già una campionessa anni fa con la nazionale russa, ma da qualche anno è passata alla Germania. Non per soldi, come hanno fatto molti altri che hanno cambiato nazionalità, ma per poter curare il figlioletto malato di leucemia. In Germania ha trovato le cure del caso e lei, per riconoscenza verso il paese che l'ha accolta nel momento più difficile, è tornata in pedana conquistando una medaglia d'argento.
E Natalie Du Toit? Il Sudafrica l'ha designata portabandiera nella cerimonia inaugurale, e lei, la nuotatrice di fondo senza una gamba, è diventata un esempio per i diversamente abili. Nella sua gara è arrivata 16°, è rimasta un po' scontenta, ma la sfida è stata vinta ugualmente. Chi ha vinto due volte, nella vita e alle Olimpiadi, è stato l'olandese Maarten Van der Weijden, anche lui campione delle gare di fondo nel nuoto. Nel 2001 al ragazzo olandese era stata diagnosticata la leucemia con poche speranze di sopravvivere. Invece, sette anni dopo Van der Weijden ha saputo battere tutti gli avversari nelle acque della prova olimpica sui 10 km, dopo aver vinto la sfida più importante, quella contro il male.
Anche dal sollevamento pesi sono arrivati brividi ed emozioni: questo è sport di gente dalle poche parole ed al tedesco Matthias Steiner non ne sono servite per trasmettere i propri sentimenti. Il ragazzone tedesco è salito sul podio per ricevere la medaglia d'oro con una foto in mano, quella della giovane moglie morta un anno fa in un incidente d'auto, poi le lacrime, l'inno, un timido sorriso per essere riuscito a condividere il suo sogno olimpico con la compagna che non c'è più.
In uno sport che è sempre più business, baraccone da spettacolo e soldi, queste sono pagine da conservare nel più prezioso degli scrigni.
Link esterni: Sito ufficiale olimpiadi di Pechino 2008
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Dietista, Personal Trainer: DR.Riccardo BorgacciCome mai non riesco a replicare ad una risposta?: Io ho obblighie e doveri da assolvere, ma tra questi non rientrano le baruffe con altri operatori del sito; mi spiace.
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