Pechino 2008: il mondo chiede le "Olimpiadi verdi"

Una delle grandi preoccupazioni che gravano sui Giochi Olimpici di Pechino è il rischio smog, che potrebbe rendere molto difficile lo svolgimento di alcune gare. Si pensa soprattutto alla maratona, al ciclismo su strada, al triathlon, prove di resistenza che avranno come campo di gara la città e i dintorni. Olimpiadi verdiDa tempo Pechino vive sotto una cappa impressionante di inquinamento, regalo del boom economico e industriale sfrenato che la Cina sta vivendo. Il timore che certe gare possano essere falsate da queste condizioni particolari è reale: anche gli atleti che hanno gareggiato a Pechino nei cosiddetti test olimpici (le gare che si svolgono per testare impianti e logistica) non hanno potuto far altro che confermare tutto questo. Lo smog c'è, è incombente e le prestazioni sportive all'aria aperta ne risultano condizionate. Il comitato organizzatore di Pechino sta cercando di fare il possibile per far passare l'idea di una Cina verde e pulita, ma il mondo sportivo (e non solo) incombe anch'esso per far sì che i Giochi ed il futuro del gigante asiatico siano sempre più verdi. Del resto erano stati gli stessi cinesi a presentare questi Giochi come le "Olimpiadi verdi" sostenendo il concetto di sviluppo sostenibile, che prevede una particolare attenzione alla salvaguardia dell'ecosistema e mira a creare un duraturo equilibrio tra ambiente e crescita economica.
Sarà davvero così poi nella realtà? I cinesi hanno iniziato qualche campagna di sensibilizzazione verso le fasce più giovani della popolazione: in primavera gli alunni di 1400 scuole cinesi sono stati coinvolti in una campagna per il risparmio dell'acqua. La Youth League di Pechino, sempre su questo tema, ha invitato ogni studente a piantare dei fiori, innaffiarli con acqua piovana e scrivere la storia di questo risparmio idrico. Almeno sul consumo di acqua anche le istituzioni sembrano aver fatto passi avanti, non limitandosi a fare prediche agli studenti. Il riciclaggio delle acque infatti ha avuto a Pechino un'impennata decisa ed incoraggiante: il tasso di riciclaggio di acque reflue è infatti aumentato del 90%, con oltre un milione di metri cubi di acqua resa disponibile ogni giorno. Nell'anno olimpico saranno ben 600 milioni i metri cubi di acqua riciclata con buon giovamento delle falde acquifere.
E' iniziata anche una massiccia opera di rinverdimento delle aree semidesertiche che circondano la città per creare una specie di cuscino verde tutto attorno a Pechino. Anche sulla questione energetica qualche progetto importante c'è: il Villaggio Olimpico sarà alimentato da pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua e la climatizzazione. Un'opera, quella del "rinverdimento" cinese, cui da anni partecipa attivamente anche l'Italia che, grazie ad un programma di cooperazione tra i due paesi, ha contribuito a realizzare 80 progetti esportando la propria tecnologia ed esperienza in questo campo. L'esempio più tangibile è la città di Huai Rou, che sta sorgendo dal niente a 50 km dalla capitale: un progetto di bioarchitetti italiani che darà vita ad una città alimentata solo da energie rinnovabili e con emissioni zero.

Ma tornando ai Giochi, basteranno queste iniziative a far ricordare Pechino 2008 come le "Olimpiadi verdi"? Probabilmente no, perché le verdi realizzazioni olimpiche saranno gocce in un mare che da troppo tempo è solo inquinamento e quindi sarà normale vedere maratoneti e ciclisti respirare più anidride carbonica che ossigeno. È innegabile altresì che i Giochi stanno contribuendo a smuovere la situazione, che i cinesi hanno mostrato una voglia di cambiare fin insospettabile e che se Pechino e la Cina dovessero imboccare la strada di uno sviluppo maggiormente sostenibile sarebbe la medaglia più bella di queste Olimpiadi.




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Link esterni: Sito ufficiale olimpiadi di Pechino 2008

Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015